Cherish (6° episodio )

I mistery di Puka Beach ( 6° episodio )

Cherish

Un racconto giallo per ragazzi di Ellery Sinclair

Copyright 2019

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Personaggi :

AXEL DJ                             Disc Jokey del Jupiter

MARKUS DJ                      Ex Disc Jokey del Jupiter

SIGNORA ZERBS              Padrona del Jupiter

SNAILS                              buttafuori

SYLVESTER                       responsabile locale

MIKE MORRIS                 proprietario locali

PAUL TODY                       Capitano di polizia

ELLERY SINCLAIR               entertainer e impiegato

CANDY WORLDY               moglie di Ellery   

J.LUKE ANDERS                 titolare Pub The Surfers 

DINO CARDONI                 proprietario del Bazar Santa Ana

MAX, PAULA E CELESTINE   staff del Pacific Fishes

NEIL GIRATO                      proprietario dell’Hotel  5 Stars

TED VALLEY                        proprietario di Puka Shell Radio 

DANIEL, GEORGIA , ELENA   gestori del Green Pine

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Sesto capitolo dei Misteri di Puka Beach.  In questo nuovo episodio cambiano un po’ di cose: non ci sono morti e feriti e i metodi d’indagini mutano leggermente. Non cambia invece la convivialità di Puka Beach, una caratteristica che rende questa piccola cittadina, unica e altamente umana. Come sempre ritroviamo gente già vista nei capitoli precedenti e anche gente nuova che va ad arricchire la tabella dei personaggi presenti nei racconti. Personaggi che spesso anche in brevi apparizioni, troviamo anche in qualche capitolo a seguire. Lo stile come sempre è molto narrativo: può piacere o non piacere come tutte le cose. A me piace perché vorrei che in base alle mie descrizioni possiate riuscire a immedesimarvi nella cittadina e nei vari personaggi che la animano. Lo sapete: sono semplici racconti gialli per ragazzi, che s’ispirano ai famosissimi Gialli Per Ragazzi degli anni settanta e ottanta (I Tre Investigatori, gli Hardy Boys), con le dovute proporzioni e l’enorme rispetto che ho verso quei racconti che mi hanno tenuto compagnia nell’infanzia.  Sono racconti senza pretese, nati solo da una sincera passione che ho nello scriverli, idearli, pensarli, pianificarli. Ovviamente sono solo un dilettante e quindi qua e là, nonostante le tante revisioni che il mio racconto subisce … ci sarà qualche errore sparso . Questo è il mio stile: molto immediato nel buttare giù il racconto per poi passarlo a una trabattatura per ottenere un prodotto più fine.  Non sempre ci riesco … ma sappiate che ci tento. Spero possiate avere un po’ di semplice e benefico svago, leggendo queste pagine (il racconto non è lungo) e che possiate avere quindi un piccolo momento di evasione e stacco dalla realtà … immergendovi a piene mani (e mente) dentro Puka Beach e con gli amici Ellery e Candy, l’ufficiale Paul Tody, i gestori dei vari Ristoranti-Pizzeria e tanti altri ancora. Sicuramente ci sarà un settimo episodio: è una minaccia. Vi mando un caloroso abbraccio e … buona lettura. Ellery is still alive.

Questo libro è per mia figlia e per mia madre.

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Le estati di Puka Beach erano famose per il fatto che tutti potevano fruire dello splendido sole e delle splendide spiagge , indipendentemente dall’ età o dalle preferenze. Questo perché il paese era molto tranquillo e rilassante e si sdoppiava in due versioni diametralmente opposte … anzi, facciamo tre. I giovani preferivano le spiagge, dove abbiamo già appurato che si poteva surfare e bere delle ottime birre fresche in totale sicurezza. I meno giovani potevano ugualmente scegliere le spiagge più tranquille per prendere una tintarella in tutta tranquillità e godersi la calma rassicurante del centro del paese. E poi c’erano le colline, e qui entravano in campo coloro che cercavano un po’ di fresco senza allontanarsi eccessivamente dalla costa. Insomma: questo caleidoscopico e cangiante paesaggio era sicuramente un punto di forza della cittadina. Ti portava gradatamente dalle spiagge al centro del paese, dalla zona agricola a quella industriale, dalle pendici delle colline alle loro cime, fresche e piene di aria pura e di tanto verde. E questo passando dall’ottima riserva idrica fornita dal fiume Blue River, anch’esso una valida alternativa alle spiagge in quanto possedeva piccole attività e un grazioso parco acquatico. Le giornate erano scandite da tanta convivialità tra la gente che si conosceva un po’ tutta e che rendeva piacevolissima anche una semplice passeggiata. Se in inverno la comunità si riduceva ai soli residenti. In estate il paese raggiungeva il suo limite di capienza e anche i locali che magari erano chiusi nelle stagioni più grigie e fredde, in primavera sbocciavano come boccioli di rose, pronti a dare battaglia per offrire al turista tutto il necessario per un soggiorno ricco di alternative. Il bazar di Dino Cardoni lavorava a pieno ritmo e ogni tanto andavano in aiuto anche Dany e Marty, le due ragazze del Surfers che lavorando solo di sera, di giorno potevano assistere il non più giovane Dino nel mandare avanti la sua creatura. Il negozio era in posizione strategica, proprio sul piccolo pontile che si stagliava verso l’oceano partendo dalla spiaggia. Per un turista era comodo trovare a portata di mano tutto quello che poteva essergli utile in spiaggia. Il negozio sportivo di David Wilson faceva affari d’oro con i surfisti… gli amanti del jogging … e in genere con tutti gli sportivi ospiti nel paese. Neanche a dirlo, la struttura di Neil Gerato, il faraonico 5 Stars era tutto esaurito : quell’uomo sapeva sempre come riempirlo , in qualsiasi periodo dell’anno. Seppure piccolo, da lui era presente l’unico campo da golf della zona. Ma in generale in questa stagione erano pieni o quasi , tutti gli alloggi del paese ed anche quelli limitrofi. Quale miglior stagione come l’estate ben si abbinava alla California? Si dava il massimo per accontentare l’ospite che se si fosse trovato bene, sarebbe sicuramente ritornato. Su tutti vigilava il capitano Tody che ci metteva anima e cuore affinché non ci fossero intoppi criminali, grossi o piccoli che fossero. Lui aveva a cuore questo fatto anche perché abitando in loco, ci teneva a vivere in un ambiente … pulito. La ristorazione di Puka Beach spaziava dai classici banchetti di hot dog nel boulevard principale a vari ristoranti a tema e non che si estendevano ovunque , dalla spiaggia alle colline . Il Surfers, da Mario, il Pacific Fishes, il Green Pine, il Two Lakes erano solo alcuni esempi della varietà ampia e colorata che si poteva trovare dal paese sino alle prime altitudini, seguendo una dorsale dritta come un fuso che attraversava tutta la pianura. Qua la colonna sonora era rappresentata dai mitici Beach Boys, Dick Dale, Jan & Dean, America e David Cassidy. Era un paese al passo con i tempi ma sempre con un certo rispetto del passato. Gli eccessi della vicina Zuma qua non erano presenti e questo rendeva la piccola cittadina molto amata e rispettata. In paese trovavi tutto quello di cui avevi bisogno: c’era il barbiere, il panettiere, la lavanderia, la boutique ed anche un piccolo negozio di musica gestito dall’eccentrico Jerry. La vita di Ellery e Candy non era molto diversa dalla maggioranza degli abitanti: lei lavorava al ristorante da Mario (cucina italiana) e lui presso un’industria di pollame. Lavorava anche come speaker a Puka Shell Radio, la piccola ma agguerritissima radio locale del paese e faceva qualche serata revival al Surfers. Aveva anche l’hobby di partecipare a qualche indagine della polizia in maniera informale, sempre chiamato dal buon capitano Tody nei momenti di difficoltà. Ellery aveva un grande spirito di osservazione e una deduzione fuori dalla norma: e queste erano doti apprezzate dall’ufficiale di polizia. Oggi in paese era giorno di mercatino settimanale: il viale principale era invaso di bancarelle allegre e colorate … ma anche le stradine secondarie. Era come vedere dall’alto un’enorme lisca di pesce con la spina dorsale e le varie lische che s’innestavano in essa. Così era questo mercato. Era grosso e richiamava gente anche dai paesi intorno come Palm Beach, Rocky Beach e Raisin Ville. Spesso Candy incontrava vari personaggi che avevano avuto a che fare con le indagini di Ellery : Chrissy Costini, Francy Arco, Gabry Rosatelli, Betty Ford, Jerry Imparato, Janice Kehiana, Deana Row  e tanti altri.  Tante storie che s’incrociavano e che ricordavano alla ragazza le occasioni nelle quali Ellery aveva amichevolmente collaborato con il capitano Tody. Tutti questi personaggi si ricordavano di Candy e la salutavano ogni qualvolta la incrociavano in paese e a lei faceva molto piacere. Ellery invece era già al lavoro da un paio d’ore; la sua giornata lavorativa sarebbe finita alle ore 17 dopo le quali lo aspettava un po’ di lavoro al pc di casa : rispondere a qualche mail, sentire sua figlia J.Jade che era sempre in giro per la California per lavoro e fare degli updates alle varie pagine che seguiva per conto di qualche locale o attività. Era un qualcosa che faceva con passione ed entusiasmo e pur lavorando dietro le quinte aveva la sue soddisfazioni . La cena preparata dalla moglie fu come sempre ottima: era una cuoca provetta e sapeva certamente come cucinare dei piatti appetitosi e gustosi. In serata Ellery aveva un notturno a Puka Shell Radio , quindi appena mangiato si diresse alla destinazione prefissata. Ted , il proprietario stava uscendo : “Ciao El. Torno tra un paio d’ore. La Radio è in mano tua. Buon lavoro. A dopo “ .  Lo speaker si chiuse a chiave la porta dietro di sé e si preparò a iniziare il programma. Era solo e non aveva nessuno a supporto, quindi le eventuali dediche e richieste se le fece arrivare via mail e così tra una canzone e l’altra poteva tirarsi giù il tutto e cercare i dischi richiesti. Eravamo arrivati quasi alla fine del programma: Il pick-up del piatto si era appena inserito tra i microsolchi del long-playing dell’ultimo brano, quando improvvisamente vide un lumicino giallo in fondo a valle, sembrava sul lungomare. Se era stata un’esplosione, avrebbe sicuramente fatto scattare uno sciame di antifurti automobilistici creando ben presto un caos sonoro non indifferente. Ellery si tolse la cuffia stereo e la appoggiò sulla consolle; aveva una manciata di minuti,ossia la durata del brano che stava trasmettendo, per scoprire cosa era successo. Prima della sua fine avrebbe dovuto fare ritorno alla sua postazione per dare un seguito alla trasmissione che stava conducendo, con i saluti finali.  La sede dell’emittente era situata sulla cima di una delle tante colline presenti dietro a Puka Beach in un piccolo ma funzionale cottage. Probabilmente il fuoco riguardava uno dei tanti locali presenti in zona.Tirò fuori il suo orologio da tasca e lo scrutò: “Mezzanotte ! Siamo in estate e in quella zona avrebbe dovuto esserci ancora un po’ di gente .” pensò tra sé e sé. Preferì non chiamare Candy per non svegliarla. Era alla fine del programma e decise che avrebbe fatto un giro a valle per vedere cosa fosse successo. Ogni tanto intravedeva dei lampeggianti: probabilmente era l’arrivo dei pompieri, che con i loro potenti idranti stavano cercando di circoscrivere le fiamme, onde evitare coinvolgimenti anche agli edifici più o meno circostanti. Pochi istanti dopo aver salutato i sempre numerosi affezionati ascoltatori del suo Puka Shell Night, accese il maxi bobinone che avrebbe garantito una copertura musicale sino al mattino, chiuse la sede, innestò’ l’allarme e discese velocemente le scale e  si tuffò nella sua quattroruote, una praticissima utilitaria europea che gli permetteva una buona agilità nel traffico cittadino … anche se a dover di cronaca,le strade a quell’ora erano pressoché deserte, tanto più in collina . Le quasi tre ore di trasmissione gli avevano prosciugato la gola, e giacché aveva anche un certo appetito, indirizzò il muso della sua auto in direzione del Surfers una pizzeria che Ellery frequentava da qualche tempo, e nella quale era sicuro di trovare oltre che a un ristoro più che ottimo, anche un ambiente gentile ed allegro.  “Ciao Ellery” esclamò J.Luke, il padrone del locale “Hai sentito che sta bruciando il Jupiter?”. “Ahhhh!” esclamò lo speaker  “Allora era quello il locale colpito da quella forte esplosione. Stavo trasmettendo e avevo appena messo sul piatto un remix dei Frankie goes to Hollywood …  mmhhh … mi sembra Rage Hard … quando tutto ad un tratto ho visto un lumicino in lontananza ! Il Jupiter! Toh … proprio ieri ero lì a scambiare due chiacchere con il nuovo dj! I casi della vita! Portami una birra chiara e una bella pizza della casa … e mi raccomando … esagera con il peperoncino!”. “Come se non lo sapessi” rispose il boss del locale, che ben conosceva la passione di Ellery verso il cibo piccante. Il locale era quasi vuoto, di conseguenza pizza e birra arrivarono velocemente, e altrettanto velocemente furono spazzolate dal nostro amico. Dopo due veloci chiacchere pagò il conto e risalì sulla sua macchina: una bella dormita lo attendeva. Era tardi e di solito non conduceva un notturno, ma Ted gli aveva chiesto questo favore visto che aveva la serata scoperta ( il ragazzo che di solito operava in quella fascia oraria si era ammalato ) . Prima però non rinunciò a sconfinare verso il Jupiter  per vedere  a che punto erano le fiamme. L’incendio oramai era quasi completamente domato … e lo spettacolo che gli si parava davanti era veramente disarmante; una parte del soffitto era completamente crollata, i muri perimetrali erano tutti anneriti e l’intera struttura non dava l’impressione di godere di buona salute. “Forse riusciranno a riutilizzare la muratura esterna,ma la vedo dura!” pensò Ellery che  continuando: ” E’ un vero peccato, era veramente una bella discoteca .Adesso Axel Dj sarà disoccupato … un vero peccato perché era lì solo da poche settimane. Spero trovi presto un nuovo impiego!”. Conosceva benissimo il dj, avendo quest’ultimo, infatti, vinto a pieno merito una gara dilettantistica a Puka Shell Radio. Questa vittoria gli aveva spalancato da circa due mesi, le porte del Jupiter, rilevando il discontinuo DJ Markus , che possedeva sì una bellissima voce degna dei migliori network radiofonici, ma anche una indole molto altalenante …. e questo veniva riflesso sul suo lavoro con mediocri performances. Grazie a tutto questo turbinio di pensieri, il giovane riuscì a traghettarsi sino a casa sua che era il regno incontrastato di sua moglie Candy e che lei amava e adornava con tanto amore. Girò due volte la chiave nella toppa in senso orario e spalancò la porta; una breve doccia… e si distese sul letto. La moglie ebbe un sussulto e lo salutò. Lui gli spiegò cosa fosse successo al Jupiter e lei ne apparve turbata . Era un edificio che rimaneva appena all’interno della costa, un settecento metri circa appena usciti da Puka Beach, a sud.  Fortunatamente intorno non c’erano altre strutture. Sprofondò quindi presto in un sonno profondo e ristoratore nella consapevolezza che di lì a poco la sveglia avrebbe risuonato per tutta la stanza; l’ora x era fissata per le 7.05. Con precisione svizzera il piccolo apparecchio si mise all’opera; Ellery sbadigliando e stiracchiandosi, si trascinò sino in bagno. Ne uscì dopo una ventina di minuti, lavato e sbarbato. Si diresse in cucina e si preparò una bella tazzona di american coffee, il cui aroma si spande’ ben presto per tutto l’ambiente. Era alto circa un metro e ottanta, capelli (e non tantissimi) a spazzola, occhiali da vista con montatura simil militare. Era un amante del casual: il suo abbigliamento preferito invernale consisteva in felpa, jeans e scarpe da tennis. In autunno, con l’aggiunta di un buon giubbotto bomber era un vestirsi che gli garantiva sempre comodità e giusto tepore. Ora in estate quando non lavorava, indossava pantaloni corti e una t shirt. Finita la colazione salutò la moglie e si incamminò verso la ditta dove lavorava. La mattinata passò velocemente e al lavoro il discorso verteva ovviamente sull’esplosione al Jupiter. Non si era saputo molto … a parte il fatto che l’esplosione non era stata occasionale. Una parte del soffitto era priva di pannelli e una latta di benzina e polvere pirica era stata ritrovata vicino alla consolle del dj; questo era tutto quello che si apprendeva leggendo il giornale locale o ascoltando le varie voci che inequivocabilmente fornivano le più disparate versioni. Alle ore 18 aveva appuntamento col Capitano Tody per una visita al Jupiter e dintorni. L’ufficiale di polizia lo aveva chiamato per fargli visionare il luogo dell’attentato. Visti i precedenti dei due insieme , qualcosa di buono sarebbe sicuramente uscito . “ Buon pomeriggio Ellery “ esclamò Tody “ Grazie per essere venuto . Ovviamente abbiamo già fatto le rilevazioni del caso … ma volevo che ci dessi un occhio anche te: vieni che ti faccio vedere!“.   Perimetrarono quello che era rimasto dell’edificio. “Mamma mia! Che scempio!” esclamò El.          “Già’!” disse il capitano “Di solito a quell’ora  non c’è molto traffico e sicuramente l’attentatore ha parcheggiato poco lontano da qua per arrivare dalla spiaggia sino a qua senza dare nell’occhio, passando per qualche viuzza laterale.”. “ Esatto” disse Ellery “ E queste costruzioni sono molto basse, e se accatasti un paio di tavolini o un paio di bidoni uno sopra l’altro … arrivi facilmente in cima al tetto. Guardi là dietro … quelle impronte a occhio appartengono ad un bel piedone … ed arrivano sino a quel punto e poi tornano indietro!”. “Esatto” esclamò’ l’ufficiale “Però non vedo roba ammucchiata per permettere la scalata. Può darsi che sia stata anche scaraventata via! “. “Può essere, ma non vedo niente qui intorno!Non penso che chi ha fatto l’attentato si sia preso la briga di risistemare il tutto … anzi avrebbe dovuto, a logica, avere una fretta incredibile. Il locale era chiuso e intorno avrebbe dovuto esserci zona morta, ma non si sa mai. Le vede quelle due depressioni sul terreno semi sabbioso? Gli idranti posizionati intorno  all’edificio, spruzzando acqua a raffica, hanno fatto calare l’eccesso di liquidi anche nel lato posteriore rendendo duro il terreno della zona circostante. Ebbene… quelle due fossette mi sembrano proprio i piedini di una scala. Di sicuro il losco figuro si è avvicinato in perfetta solitudine al lato posteriore della discoteca, forse parcheggiando in quella viuzza lì vicina.  In fondo una scala del genere è abbastanza leggera e trasportabile per qualche decina di metri … senza problemi. Le leghe che usano oggi sono eccezionali. E’ stata appoggiata al muro e l’attentatore si è spinto fino al centro del tetto e una volta arrivato sulla cima che è quasi piatta, ha aperto il piccolo lucernario di vetro da un lato che s’intravede. Da lì ha poi sicuramente assicurato a una corda un barattolo di carburante che poi ha calato nel locale. Poi con un qualcosa avrà fatto brillare il tutto et voilà, il gioco è stato fatto. Ma non escludo neanche che possa avere assicurato una robusta corda a qual comignolo e che si sia calato direttamente sul pavimento : il soffitto non ha un’altezza proibitiva “. “Potresti aver ragione. In fondo mettendosi sulle spalle uno zaino avrebbe benissimo potuto trasportare una latta di benzina sufficiente per provocare un bel pandemonio, cosa che poi abbiamo visto sia successo !” concluse Tody .  “Già! E consideri che nonostante tutto è andata anche bene, perché i pompieri sono intervenuti subito o quasi facendo un più che egregio lavoro , se no l’incendio sarebbe divampato anche nei pressi di quegli edifici laggiù anche se non proprio vicini. !” e così dicendo indicò la zona sulla destra. Nel frattempo era arrivato anche  Axel: “Ciao Ellery, buongiorno capitano ,avete visto che razza di incendio ?Mamma mia che disastro. E che sfortuna anche per me. Diamine … avevo trovato questo impiego da poco … e sono già disoccupato. Comunque è andata sicuramente peggio al proprietario; io ho perso una trentina di dischi mix e basta e a vedere il locale diciamo che mi è andata ricca! Poi non ci sono stati feriti e morti, e questo è molto importante. Pensa che coincidenza : solo poche settimane fa i padroni avevano rinnovato buona parte della consolle, effetti luci nuovi, piatti Technics ultimo modello, tutto bruciato!”. “Accidenti” disse Ellery “Avevate preso il modello 1210 MK6 della Technics? Sono incredibili … veramente! Pesano parecchio, ma ne vale la pena. Quando con lo slider ti posizioni in un punto … ti tengono il tempo per parecchio tempo  … e per noi DJ è una cosa molto utile. Già cercare il tempo giusto non è semplice … ma mantenerlo navigando con lo slider come il vecchio 1200 … è ancora più difficile. Veramente un peccato … anche perché i nuovi  effetti ottici … avevo letto su un giornale … erano costati un occhio della testa!”.  “Beh … che ne dite di fare un giro dentro!” esclamò Tody “Oramai abbiamo fatto tutti i rilevamenti possibili, e i pompieri hanno detto che non ci sono pericoli imminenti di nuovi crolli !”. “Dentro dovrebbero esserci i padroni del locale, che tu Ellery dovresti conoscere abbastanza bene.” disse Axel. L’entrata del locale era stata risparmiata dalle fiamme che si erano prevalentemente sviluppate nel lato sud, ed anche una piccola parte iniziale del grosso della sala era stata graziata dal sinistro, ma era comunque irrimediabilmente invasa dall’acqua e dagli schiumogeni buttati a piene mani dai valenti pompieri di Puka Beach. I tre quarti del salone e la zona consolle erano totalmente carbonizzati, formando una massa lattiginosa e informe al cui interno figuravano schiume varie, tessuti e materiali plastici che una volta bruciati rendevano l’aria pregna di un profumo tanto acre quanto fastidioso. “Buonasera ! esordì Ellery verso la padrona del locale, la signora Zerbs. . Era una persona che conosceva benissimo poiché Puka Shell Radio aveva stretti rapporti di collaborazione con il Jupiter . Proseguendo: ” Mi dispiace tantissimo per quello che è successo: ci siamo visti anche non tanto tempo fa . Lo sa che a me fa sempre piacere scambiare due chiacchere con lei, ma stavolta avrei preferito che ciò avvenisse in ben altra occasione. Spero di cuore che l’assicurazione paghi  tutti i danni! E … ce ne sono, mi sembra “. “Ciao Ellery ” rispose  ” Ti ringrazio per le tue parole … sei sempre gentile! Hai visto che disastro? Pare che qualcuno che ci vuole male, ci abbia combinato un bello scherzetto, anzi direi un bellissimo scherzetto visto che i danni ammonteranno a svariate migliaia di dollari. Comunque visto l’oramai quasi certa origine dolosa, l’assicurazione pagherà tutto … eravamo coperti per questo genere di sinistri. Noi del settore dobbiamo cautelarci e prevedere anche che qualche nemico lo abbiamo …  anche noi. Giusto pochi gg fa avevo avuto un incontro con Mike Morris, che ha delle discoteche a Zuma e voleva espandersi anche qui. E’ una vita che insiste e ripetutamente. E’ un tipo veramente petulante e molto insistente. Come sempre gli avevo detto di no. Sono affezionata a questo locale e non mi va assolutamente di venderlo. Se ora volete dare un’occhiata a quel che rimane  … andate pure senza problemi .La’ in fondo c’è anche il barman … prendete  pure quello che volete, almeno il  bar è stato risparmiato!”. “Grazie mille signora !” rispose Ellery, incamminandosi con Axel e il capitano verso l’interno del locale. “Mamma mia !” esclamò lo speaker non appena i suoi occhi focalizzarono a 360° la disarmante situazione! Finora aveva potuto contare solo sulle voci e sulle foto apparse sui giornali, e quindi era la prima volta che guardava con i propri occhi lo spettacolo che gli si parava davanti! Ne rimase estremamente colpito .Si diresse quindi al bancone bar e chiese al barman una birra in lattina; la aprì e guardandosi sempre in giro cominciò a sorseggiarla. Un paio di effetti luce erano stati apparentemente risparmiati…ma il resto era completamente inutilizzabile. La consolle era un insieme di roba carbonizzata, e come si seppe in seguito, tutto il materiale discografico era andato distrutto; il vinile nero dei dischi si era in parte liquefatto, e in parte accartocciato su se stesso rendendone impossibile ogni qualsiasi tipo di utilizzo. I giradischi erano completamente fusi e liquefatti: l’epicentro dell’incendio doveva essere partito proprio vicino alla consolle. Facendosi largo fra i detriti, Ellery sentì tintinnare qualche cosa; si chinò e raccolse una piccola placca di metallo tutta annerita dalla fuliggine. Il fuoco aveva cancellato quasi completamente ogni traccia. Si potevano scorgere sulla prima riga due linee verticali, e nella seconda un paio di numeri a poca distanza l’uno dall’altro (un uno e uno zero). La guardò bene e la consegnò al capitano. A momenti inciampò: era tale la quantità di materiale presente a terra che il percorso era quasi impraticabile. “Hey, guarda qua!” disse l’ufficiale che nel frattempo si era spostato verso il fianco più sano del locale: ” E’ un biglietto invito per il Chili Pepper Pub, chissà che cosa ci fa qui?”.  “Mah…!” rispose Tody “ Probabilmente è cascato dalla tasca di qualche ragazzo. Qui la domenica c’è parecchia gente … la calca … la confusione … è facile che sia andata così”. “Già!” confermò lo speaker .  “Le pulizie del locale …  “ disse la signora Zerbs “ Generalmente vengono fatte a metà settimana, ed è per  questo motivo che state incrociando nel vostro  cammino un po’ di tutto: dalle carte e cartine, per la maggior parte totalmente carbonizzate, a chiavi, sicuramente perse dagli avventori domenicali … sino ad arrivare ad un paio di maglioncini destinati oramai  a rimanere senza un padrone. Axel intanto stava cercando di recuperare il salvabile del suo materiale discografico, ma sfortunatamente per lui … di vinile riutilizzabile non ne era rimasto. Nel frattempo la lattina di birra era finita ed Ellery la appoggiò sopra il bancone, ringraziando ancora il barman per la sua gentilezza. Si guardò ancora in giro alla ricerca di un indizio che potesse dare una spiegazione all’accaduto. Era sempre difficile scoprire le ragioni di un attentato. Gli Zerbs erano persone oneste e avevano sempre escluso l’esistenza di un racket a scopo estorsivo. Si spostò verso il lato sud del locale e si sedette sull’unica poltroncina risparmiata dal fuoco e dall’acqua e si accorse che vicino a lui c’era un tavolino con un bicchiere leggermente deformato e vuoto; senza neanche un perché se lo accostò alle narici e ne dedusse che una volta avrebbe dovuto contenere della vodka. Roteò’ gli occhi per tutto il salone e si alzò: si diresse verso la sua utilitaria  per prelevare una macchinetta fotografica per scattare qualche cosa che coprisse in maniera egregia il locale sia esternamente sia internamente. A breve le strade si divisero e ognuno del gruppetto, dopo aver salutato la signora Zerbs, si diresse verso le rispettive destinazioni. Ellery andò a casa e indottrinò subito Candy circa la sua visita al Jupiter . “ Mi sembra , da quello che mi dici che la pista dell’attentato sia data per certa . Non si sentono spesso in giro di cose simili, però. Fammi dare un occhio alle foto. Però! Che razza di disastro che è successo! Mi dispiace per la famiglia Zerbs. Sono sempre stati molto gentili con noi … mi dispiace molto. Toh, guarda qua questa foto, vecchia spugna! Cosa ci facevi su quella poltroncina con il bicchiere vuoto sul tavolino. Sei di spalle ma sei indubbiamente te, pure in lontananza!” terminò Candy. “Avevo detto a Tody  di fare una panoramica a 360° di tutto il locale con la mia macchinetta ;si vede che mentre ha scattato mi trovavo in mezzo. In terra c’era di tutto … le pulizie dovevano ancora essere effettuate … però… adesso che ci penso i bicchieri di solito sono tolti tutti prima di ogni singola chiusura, e quello che, per rispondere alla tua ironia, era già lì come mai non era stato tolto? Passami le altre immagini! Mmmhhh … va bene che il fuoco ha distrutto quasi tutto, però all’infuori di questa foto … non vedo nessun bicchiere in giro. Strano: potrebbe non voler dire niente, ma il mio fiuto mi dice che potrebbe essere una traccia! Chissà , forse leggo troppi gialli!”. “Hai ragione” rise Candy ” Ma potrebbe essere interessante approfondire l’argomento, per cui domani parlane con il capitano .Tanto sono convinta che sino a che non risolverai questo dubbio,non ti sparirà quel tarlo che già ti sta divorando il pensiero!”. La serata trascorse su binari piacevoli: si continuò a parlare dell’attentato, ma non solo. Si raccontarono le rispettive esperienze lavorative, le varie sensazioni e cose simili. Era sempre bello confrontarsi su quello che si era fatto nell’arco delle ventiquattro ore e condividerlo. Le giornate di Candy di norma erano sempre abbastanza simili: la variante dipendeva da un afflusso di gente o maggiore o minore oppure di un ricambio naturale di clientela. Ma alla fine i flussi rimanevano sempre su di una linea abbastanza regolare e la gente bene o male era quasi sempre la stessa anche se gli allegri avventori avevano sempre un qualcosa di nuovo da raccontare o da chiedere. Il lavoro di Ellery era molto ripetitivo: essere un contabile implicava una cera monotonia lavorativa. Erano le benvenute quindi queste parentesi che evadevano dall’ordinario e permettevano al ragazzo un certo svago mentale, unitamente alla sua attività di speaker ed entertainer vintage. Da un certo punto di vista si poteva pensare che il suo corpo contenesse due realtà completamente all’antitesi tra loro. Una più precisa e riflessiva che sfociava nel lavoro di contabile, e un’altra più spumeggiante e stravagante, che sfociava nel lavoro in radio e al Surfers. Andarono a letto sereni e felici in una serata abbastanza umida: pensavano entrambi che sulle colline l’atmosfera sarebbe stata sicuramente più respirabile. Accesero un po’ il condizionatore per cercare di avere un po’ di ristoro. Ciò gli permise di avere una dormita lineare e tranquilla. Doveva svegliarsi presto anche Candy e quindi riuscirono a fare colazione insieme: un american coffee e un muffin per lui e un caffè espresso e una brioche calda per lei. La mattinata scivolò via velocemente: il lavoro fortunatamente non mancava mai a entrambi, e questo era un bene, perché essendo sempre occupati, non si accorgevano della corsa delle lancette degli orologi . Nell’intervallo Ellery avvisò Tody che sarebbe passato da lui dopo il lavoro per una curiosità … e così fece. “Entra Ellery “ disse l’ufficiale. Allora, che cosa c’è di strano nelle foto che hai fatto ieri ?Io  ho passate tutte le mie più di una volta, ma non ci ho visto niente di particolarmente anomalo o strano !”. “In effetti non me ne ero accorto neanche io. Tutto è nato da una battuta di Candy su questa foto: vede … quella nella quale io sono di spalle e che ha scattato lei . Perché vicino a me si trova un bicchiere? Ma soprattutto … perché nelle altre foto non si vede in giro un bicchiere che sia uno?Io che frequentavo  e saltuariamente anche ora l’ambiente delle discoteche, ed anche lei per altre ragioni , sappiamo benissimo che a fine programma i barman o i ragazzi  addetti passano a raccogliere tutti i bicchieri che si trovano sui tavolini o appoggiati ai vari ripiani sparsi per il locale. Cosa ne pensa?”. “In effetti adesso che mi ci fai pensare è assolutamente vero! Strano, ma non ho nessuna spiegazione tranne forse una !” .   “Ah bene ! E quale sarebbe?” chiese Ellery. “Che chi ha fatto l’attentato godesse di una gran pace tutta intorno a lui, fosse sicuro di quello che stava facendo  e che prima di appiccare il fuoco, si sia versato da bere … magari per darsi coraggio!”.

“Bravo! “ disse Ellery “ E’ un ragionamento che fila in tutto e per tutto. Anch’io avevo pensato a qualcosa di simile, quindi adesso siamo già in due che la pensiamo allo stesso modo. Faremo bene a eseguire un ulteriore salto al Jupiter. Chiami la signora Zerbs e le preannunci una imminente  nostra visita. Magari ci faccio un salto dopo mangiato con Candy che ne dice?” . “ Va benissimo: ti fisso appuntamento per le ventuno e se riesco, passerò anch’io e vediamo se esce qualcosa. !” . Perfetto capitano, va benissimo !”. Andò a casa e avverti Candy che alle ventuno aveva un appuntamento con la signora Zerbs. Mangiarono e si prepararono. Si fermarono a salutare J.Luke del Surfers che esclamò : “ Ciao Ellery , che sorpresa ? Come mai sei in giro? Lasciami indovinare: mi dice qualcosa la parola Jupiter !” . “ Ah ah , hai indovinato … sono stato raggiunto dal lungo braccio della legge !” . “ E’ stato un bel casino. Io non sono a conoscenza di un racket dei locali. Qua siamo tutti tranquilli. Che sappia io non è mai esistita una cosa simile e conoscendo la zona neanche mai esisterà. A che punto sono le indagini? “. “ Ad uno stato prettamente larvale direi. Sembra che sia stato un attentato, ma questo già lo saprai. Ci sono un po’ di cosette da chiarire e proprio ora devo andare dalla signora Zerbs per dipanare qualche dubbio!” . “ Eh già “ disse Candy “ Ci risiamo ancora una volta!” e rise.  La serata era umida e si erano vestiti molto leggeri e tutto di cotone. Furono presto al Jupiter ed entrarono.  Vi trovarono al suo interno la signora Zerbs ad aspettarli : “Ciao ragazzi … accomodatevi. Vi ho fatto preparare un paio di bevande fresche! Ciao Candy, mi fa piacere rivederti dopo tanto tempo. Ti ascolto Ellery … al telefono mi hai detto che volevi chiedermi conferma di un qualche cosa, senza specificarmi, cosa . Eccomi : sono a tua disposizione!”. “Grazie mille signora . Vede, ieri abbiamo scattato, per curiosità, un po’ di foto con la mia macchinetta. Una serie di foto che coprissero e bene tutto il locale. Ebbene, mentre le riguardavo, ho notato che su di un tavolino era presente un bicchiere vuoto. Ora le mostro la foto, un secondo e la cerco. Vede? Eccolo qua. Dunque , io so che quando il locale viene chiuso, i barman o i ragazzi  incaricati, passano dappertutto per togliere da tavoli o robe simili tutto il vetro in giro tipo bicchieri, caraffe, portacenere e cose simili !Di sicuro, ma potrei avere una veloce conferma verbale chiedendo agli interessati, anche domenica pomeriggio sarà successo così! E allora com’è possibile che il bicchiere si trovi sul tavolino anche in questo istante, dopo la chiusura? E inoltre” incalzò Ellery “Il bicchiere non poteva certamente essere usato da una persona dopo l’incendio. Lo vada a prendere e vedrà che è molto opacizzato, segno di una grande esposizione al calore. Secondo me non si è liquefatto per poco , vede … sul bordo è già abbondantemente deformato!”.

“In effetti” disse  subito la signora ” Se i nostri ragazzi hanno tolto i bicchieri prima della chiusura … vuol dire che colui o colei che si è introdotto nottetempo nel locale,prima si è versato da bere, e poi ha appiccato il fuoco! Incredibile … ma sembra proprio così! E’ possibile che il bicchiere sia stato dimenticato per sbaglio , ma non penso , perché i nostri ragazzi sono bravi ed efficienti “. “Già” disse Ellery ” Comunque a scanso di equivoci … dia una telefonata al responsabile del settore bar per vedere se si ricorda qualche cosa al riguardo. Che so … un particolare, una situazione. Secondo me varrebbe la pena!”.  “Lo faccio subito!” e così dicendo, cellulare alla mano si allontanò dai due amici per ritornare dopo un paio di minuti. “Ho parlato con Sylvester che è il nostro responsabile del locale e ci ha assicurato che i ragazzi prima di andare a casa ,tolgono accuratamente tutti i bicchieri, lattine e caraffe che sono in giro, e devo dire che hanno sempre fatto il loro dovere. Sapete: sono molto pignola su queste cose … comunque a scanso di dubbi chiamo Gabry ,che di solito è uno dei più attivi. Se quel bicchiere per caso fosse rimasto sul tavolino … di sicuro lui se ne ricorderà!” E compose il suo numero “ Pronto! Buongiorno, si sono la signora Zerbs: scusa se ti faccio una domanda strana, ma per caso ti ricordi se prima di andare via hai visto un bicchiere rimasto sopra il tavolino diciassette, quello vicino alla colonna?” e attese qualche istante … ” Ok ti ringrazio e ti auguro buona serata !”.Si rivolse quindi ai ragazzi: ” Gabry mi ha assicurato che personalmente prima di uscire , ha fatto un ultimo giro di perlustrazione e non c’era nessun bicchiere in giro. L’unico che è uscito dopo di lui è stato Sylvester , quindi posso tranquillamente affermare che al momento della chiusura del locale , il bicchiere non c’era!”.       “Bingo” esclamò contento Ellery” Potrebbe essere un elemento interessante. Dirò a Tody di far esaminare il bicchiere ; di sicuro ci troverà le mie impronte , ma potrebbe rivelare qualche cosa di extra, magari le impronte dell’attentatore : non si sa mai!”.  “Grazie ragazzi, siete stati  molto utili e continuate pure a dare una occhiata in giro che fa sempre bene. Il banco bar è a vostra assoluta disposizione. Io devo andare; fra venti minuti verrà Snails, il buttafuori. Lo chiamerò al cellulare per avvertirlo della vostra presenza. Buon lavoro!”. “Grazie mille!” risposero  in coro. Suo malgrado anche Candy si trovava invischiata nella tela del ragno : poteva partecipare attivamente ad una ispezione semi ufficiale!. “Forza Candy! Non perdiamo quest’opportunità. Per una ventina di minuti abbiamo il locale a nostra completa disposizione: diamoci dentro. Cerchiamo e ricerchiamo e chissà che qualche cosa non esca fuori! Fai solo attenzione a non farti male “disse Ellery. Si divisero i settori: Lui  a destra e sua moglie a sinistra . “Se l’attentatore, ammesso che sia andata così, ha lasciato in giro una traccia così grossolana come il bicchiere, indubbiamente doveva essere non sicuro, ma sicurissimo che il fuoco avrebbe divorato tutto” disse lo speaker “e a questo punto potrebbe aver lasciato qualche altro indizio, qualche altra traccia  interessante ! Mah…vedremo!”.          Intanto i granellini di sabbia scorrevano veloci nell’ipotetica clessidra, e oramai erano arrivati a circa il 50% del tempo a loro disposizione. Candy intanto aveva recuperato quello che rimaneva di alcuni volantini pubblicitari, ma niente di più. A un certo punto Ellery sentì sotto i suoi piedi, un rumore simile a un rottame metallico; si chinò e raccolse la medesima targhetta nella quale era già incappato ieri. La raccolse con un fazzoletto: ” Due linee verticali e un numero uno? Non penso che servirà a molto, ma sicuramente la metto in un sacchettino di plastica che mi sono portato e poi la consegnerò a Tody!”. Nel frattempo il bodyguard della security, in compagnia  dell’inseparabile cane pastore tedesco Toby  stava facendo il suo ingresso nel locale:  “Salve : tu dovresti essere Ellery e … tu Candy .Ogni tanto ti seguo alla radio. Sei bravo, veramente! La signora mi ha avvertito della vostra presenza! Fate pure “. Ciao!” rispose lo speaker “Ti ringrazio dei complimenti Spero mi seguirai ancora. Ora ci beviamo qualcosa, e non ti preoccupare : abbiamo il placet della signora!”. “Si si…Lo so. Fate come se foste a casa vostra e buon lavoro !”. “E’ una bella sfortuna per te” disse Ellery rivolto al bodyguard, le cui spalle sicuramente scoraggiavano qualsiasi avventore a creare problemi “Adesso sei senza lavoro!”. “Eh già … proprio una bella sfortuna. Comunque durante il giorno lavoro allo Shape up, che è una palestra e quindi non sono proprio con le gomme a terra, anche se qua riuscivo come dire ad arrotondare bene. Pazienza! L’importante è che non ci siano stati danni fisici, e poi appena l’assicurazione avrà liquidato il danno, partiranno subito i lavori di ristrutturazione. La signora tiene molto a questo locale e sono sicuro che lo ricostruirà ancora meglio di come era !”. “Speriamo! Era veramente un bel posto e mi dispiacerebbe che non venisse ricostruito ancora più bello di prima   e … mamma mia, si è fatto tardissimo e domani devo alzarmi presto. L’ultima tornata d’ispezione non sortì nessun effetto positivo. Ellery scattò ancora qualche foto, raccolse qualche detrito che reputava interessante e dopo una quindicina di minuti salutarono Snails e tornarono a casa: un accogliente e profumato letto li attendeva a braccia aperte per un sonno che si sperava ristoratore e profondo. La notte dicono che porti consiglio , ma in questo caso non fu così. Eravamo ancora a uno stato molto embrionale che non permetteva sviluppi interessanti. Si era comunque fatta un’idea di quello che poteva essere successo: l’attentatore era salito sul tetto con una scala (essendo questo abbastanza basso e non fortemente inclinato). A questo punto ha assicurato una corda al comignolo tozzo e robusto che era in cima e si è calato con uno zaino, giù sino al pavimento. Si è versato da bere per darsi carica … e di seguito ha cosparso di benzina il locale. Dopo di che è risalito e ha gettato un qualcosa per accendere il tutto … e si è allontanato dopo aver ricomposto la scala. Più o meno le cose dovrebbero essere andate in questo modo : in mano avevano quel bicchiere mezzo liquefatto, un paio di targhette e qualche volantino . Ah … anche la certezza che quel famigerato bicchiere non c’era quando il locale aveva chiuso i battenti. Non era molto ma già il poter essere in grado di fare una ricostruzione dei fatti abbastanza simile alla realtà, era una cosa positiva e dovevano lavorare su quello. Stava facendo colazione quando squillò il cellulare. Era J.Luke : “ Ciao , volevo sapere se erano uscite novità rilevanti col Jupiter ! So che eri in buoni rapporti con i gestori. Ma cosa è successo?”. “In effetti mi è molto dispiaciuto per i signori Zerbs. L’atto è stato doloso e sembra che lunedì sera qualcuno o qualcuna si sia introdotto nel locale … e pummmm. Dovresti vederlo: è un disastro. Una massa informe e inagibile che al momento non serve a nessuno. Comunque sembra che l’assicurazione paghi tutto, e questa di per se è già una bella cosa. In questi giorni sono andato a fare un paio di sopralluoghi, e alcune foto. Tody come sempre mi ha chiamato e sto cercando di dargli una mano come in passato. Ma abbiamo ancora molto poco in mano!”. “ Va bene, tienimi informato. Son solidale con chi ha avuto un danno simile. L’assicurazione è vero che pagherà ma insomma, intanto il locale è chiuso e proprio nella stagione migliore. Passa a trovarmi quando riesci !” e riattaccò. In paese erano tutti molto dispiaciti di quanto era successo ed era scattata una gara di solidarietà’ per aiutare la famiglia ora in difficoltà. Sappiamo del bel clima che regnava nella cittadina e questa ne era la prova. Inoltre in tanti pensavamo che la stessa cosa potesse capitare anche a loro: ma come abbiamo visto con tutta probabilità, non esisteva un racket ma l’attentato era riconducibile a un lupo solitario. Gli equilibri erano salvi da quel punto di vista, ma la preoccupazione che circolava pur essendo ingiustificata era da un punto di vista accettabile. Bastava mettersi nei panni di un piccolo commerciante che improvvisamente perde tutto quello che ha. Una situazione terribile che in un attimo ti brucia le fatiche di una vita. Ma sia Ellery che Tody erano sicuri che qua ci incastrasse solo un singolo e basta. La giornata lavorativa di Ellery e Candida scivolò via senza particolari intoppi: non avevano dormito tantissimo ed erano un peletto assonnati. Uscito dal lavoro Ellery e Tody, si sarebbero ritrovati al Jupiter. Erano convinti che lì, risiedesse il problema e lì si sarebbe trovata la soluzione. Fortunatamente Ellery non aveva nessun impegno radiofonico e per le 17.30 circa era al locale : Tody lo stava aspettando fuori : “Ciao Ellery. Stavo dando un’occhiata all’esterno e devo dire  che lo spettacolo è sempre poco incoraggiante! E pensare che dentro è ancora peggio. Va beh: entriamo e cerchiamo la signora Zerbs. “. “ Buon pomeriggio signora” esordì Ellery ” Volevo ancora dirle che mi dispiace moltissimo per ciò che è successo! Come sta andando con la assicurazione ?” .  “Direi abbastanza bene . Pensa che ne esco proprio adesso. Sembra che le cose vadano verso la direzione giusta : almeno quello !Comunque al massimo entro due mesi inizieremo i lavori di restauro e sicuramente entro la fine dell’inverno , ma spero anche prima, il Jupiter si trasformerà in Jupiter nr.2!”.        “Ne sono felicissimo!” esclamò Tody  ” Noi diamo ancora una occhiata. Cercheremo di non esserle di intralcio !”. “No … assolutamente; e poi ieri avete scoperto quell’interessante storia del bicchiere, quindi fate pure con calma e continuate così.”. “A proposito” disse l’ufficiale, dal laboratorio mi hanno poc’anzi confermato che il bicchiere è stato tanto esposto al calore, e lo stesso ha cancellato ogni traccia d’impronte, eccetto alcune che sono state apposte dopo l’incendio domato e che dovrebbero essere quelle di Ellery e nessun’altra. Il contenuto è però stato analizzato ed hanno trovato che li liquido era della vodka con  residui di anidride carbonica in quantità minime oltreché a zuccheri vari. Lo analizzeranno ancora ma penso che non uscirà altro !”. A questo punto ad Ellery si aprì un piccolo cassetto nella sua mente: “ Scusi , Tody ,  ma se il bicchiere non ha rivelato tracce importanti come purtroppo prevedevamo, sto pensando che il bancone del bar sia stato risparmiato dal fuoco, quindi perché non fa analizzare tutte le bottiglie aperte di vodka. Se non sono stati usati dei guanti … le impronte dovrebbero essere nitide e chiare !”. Il capitano schioccò le dita: “Questa è una buona idea…ben fatto! Signora, parli  subito con il barman e gli chieda se le bottiglie sono state toccate ed inoltre chiamerò qualcuno in centrale per vedere se sia possibile avere a disposizione qualcuno della scientifica per fare dei rilevamenti Immediati”. Dopo una decina di minuti arrivò il barman che confermò l’immobilità delle bottiglie di vodka: così erano prima dell’incendio e così erano adesso . Costatò invece la mancanza di 4/5 bottiglie di super alcolici. Fu Tody che parlò : “ Signora, noi diamo un’altra occhiata in giro .Lei faccia pure quello che deve e non badi a noi … penso che ne avremo per una mezz’ora abbondante … poi lasceremo il campo assolutamente libero !”. “Va benissimo. Voi fate pure; io vado nell’ufficio là dietro, o almeno quello che ne è rimasto! Devo fare qualche telefonata e quindi … ci vediamo tra un po’ !”  ,e si ritirò. Questa per loro rappresentava l’ultima chance; da domani, infatti, una ditta specializzata avrebbe rimosso i detriti all’interno e all’esterno del locale per iniziare una delicata operazione di bonifica.  Si misero a setacciare tutto il locale, ma almeno in apparenza i loro sforzi non diedero alcun frutto. Trovarono dei frammenti di carta e un paio di guanti mezzi bruciacchiati: il tutto fu comunque opportunamente archiviato per essere esaminato con calma. Erano convinti che più nulla sarebbe uscito di interessante e quindi Tody decise di dare l’ok definitivo per la bonifica del locale, non prima però di aver fatto analizzare le bottiglie di vodka che aveva già messo in un sacchetto trasparente, pronto per consegnarle al laboratorio per le analisi e rilevazioni del caso. Tornarono alle rispettive destinazioni : il capitano al distretto e Ellery da Candy che lo aspettava per sapere gli ultimi sviluppi . “Ciao cara moglie. Non è emerso molto. Dobbiamo fare analizzare alcune bottiglie che spero contengano chiare impronte digitali e poi nient’altro. Domani inizieranno le bonifiche del caso per dare la possibilità alla signora Zerbs di poter ricostruire in fretta il Jupiter. “. “ Spero che riescano a ricostruirlo quanto prima . E’ brava gente e non si meritava tutto ciò. Oggi ho fatto tardi da Mario. Avevamo tanta gente a mangiare e sono un po’ indietro con la cena!”. “ Non preoccuparti. Che ne dici di andare sino al Green Pine a cercare un po’ di fresco? “. “ Va bene, sai che quando mi parli di pizza, mi trovi sempre in pieno accordo!”. “Stasera non ho nessun impegno radiofonico, quindi sono liberissimo … free as a bird. Mi diverto molto a fare i notturni. Li faccio raramente perché poi chi si sveglia al mattino? Ma io penso che la  notte sia fatta per divertirsi … ed allora in queste trasmissioni  mi diverto anche io. Se mi diverto per primo io sarà più facile che si divertano anche gli altri!” Ed aveva ragione, perché i notturni erano sempre fonte di divertimento … a volte anche involontario, che il pubblico premiava con una fedeltà molto solida. Si aveva un tipo di conduzione chiamiamola più casual e il pubblico lo apprezzava e non poco. Montarono in macchina e si diressero verso il Green Pine. L’aria era afosa e umida. Ellery aprì il suo finestrino: adorava sentire la brezza oceanica che accarezzava i capelli e il viso. Arrivarono presto a destinazione: il traffico interno a quell’ora era quasi nullo. Il Blue River aveva qualche localino sulla riva ancora aperto ma niente di più. Zona agricola e industriale…chiuse. Ed ecco le tanto agognate colline che significavano fresco e aria pura che in queste calde serate estive erano un toccasana . “Ma guarda che sorpresa “ disse Elena appena entrati nel locale “ Guarda chi c’è!!! “.   “Ciao a tutti “ disse Candy , e scherzando “ E’ qua che fanno le pizze buone ? “. “Le più buone delle colline “ disse Georgia . “ Ma non solo “ disse Daniel “ Ci battiamo bene anche col resto delle pizzerie del paese !” . “ Ah ah “ esclamò lo speaker “ Lo so….e se no mica verremmo sino qua a trovarvi ? Ci facciamo un po’ di strada, ma ne vale assolutamente la pena! Pizza ottima , aria fresca e uno staff come voi : mi pare che ci siamo su tutto !”.  “Accomodatevi pure“ disse Georgia e tra un po’ arrivo per prendere le ordinazioni. Intanto vi porto un aperitivo: alcolico per El e analcolico per Candy … giusto? “ . “Esatto “ rispose la ragazza. L’arredamento del locale era veramente carino con tanto legno all’interno e all’esterno che rendeva veramente piacevole il soggiorno. Era un miglio circa appena sopra la valle, ma tanto bastava per avere un’aria più fresca e una flora tipicamente collinare che era molto salubre con le sue profumazioni. Parlarono anche del Jupiter : i commercianti del paese si conoscevano un po’ tutti , chi più’ e chi meno. Anche il terzetto del Green Pine conosceva la signora Zerbs ed erano dispiaciuti di quello che era successo. Esclusero anche loro la via del racket. La serata come sempre quando si è in ottima compagnia, scorse via veloce e così fu anche questa volta. Una buona dormita era quello che ci voleva per recuperare un po’ le forze: arrivarono a casa che erano le 23.30. L’appartamento con il climatizzatore in modalità di deumidificazione era … abitabile . Una volta che si toglie l’umidità, l’aria migliora notevolmente e si dorme meglio. Alzarsi dopo una notte tribolata non è mai come alzarsi dopo un buon sonno tranquillo e beato. Diciamo che dormirono entrambi bene. Col viaggio di ritorno avevano avuto modo di digerire la pizza, già di per se digeribile, e non era una cosa da sottovalutare, quella di andare a letto dopo aver ben digerito. La mattinata che ne seguì si può tranquillamente definire come interlocutoria. L’Unica cosa interessante fu la telefonata del capitano Tody , che il giovane speaker ricevette in tarda mattinata in pausa pranzo : “Buongiorno Ellery !Ti ho chiamato per avvertirti che gli esami sulle bottiglie hanno dato buon esito. Le impronte sono chiare e non sono solo quelle del barman, al quale preventivamente avevo fatto fare un esame . Non abbiamo concluso niente, perché solo se il soggetto fosse stato schedato saremmo approdati a qualche cosa, ma è significativo che stia prendendo corpo la tua ipotesi. Questo pomeriggio fai un salto in centrale quando esci dal lavoro che facciamo un punto della situazione. A quest’ora al Jupiter ci sarà un dispiegamento non indifferente di mezzi e uomini per iniziare la bonifica e la signora mi diceva che a questo punto pensava di non tenere la parte che si era abbastanza salvata ma che avrebbe voluto fare tabula rasa e ricominciare da zero il tutto , dopo aver verificato che la struttura esterna non era stata danneggiata e si sarebbe potuto cominciare a lavorare intorno a quella .”  Era una costruzione abbastanza robusta, almeno sembrava, e il non dover abbattere il perimetro poteva sicuramente considerarsi come un notevole vantaggio di tempo.  Non si dovevano riempire le fondamenta … erigere muri e cose simili. Sembrava che si potesse andare in questa direzione, ma prima di decidere un’apposita commissione doveva visionare  e testare il tutto. Era importante che tutto fosse a norma di sicurezza. Ma la signora Zerbs avrebbe sicuramente proceduto in quella direzione. Nella mattinata a Puka Beach era intanto prevista una bella gara di windsurf: era un modo come un altro per portare ulteriore turismo al paese. Questa tipologia di sport attirava parecchi giovani e di solito il giovane è una persona che spende nel mangiare, nel bere, nei vari negozi specializzati e non. Al seguito di queste gare si muoveva comunque anche un discreto serpentone di gente: organizzatori, stampa, accompagnatori e chi più ne ha, più ne metta. La giornata era stupenda e il mare era perfetto per una gara simile. L’afflusso fu notevole sia di partecipanti, ben trenta, che di pubblico. I ristoratori della zona gongolavano e in genere i commercianti tutti. Primo: era sicuramente bello vedere tutti questi windsurf sfrecciare nel mare tra le onde proprio come una serie di pastelli colorati su di un foglio. Secondo: era sempre gente che arrivava e aiutava l’economia del paese. Terzo: era un qualcosa in più che si offriva alla comunità. La gente locale amava andare a vedere una manifestazione come questa: semplice ma non per questo meno bella di altre. Si sentiva la gara, si percepiva l’entusiasmo dei concorrenti e si palpava nell’aria l’elettricità del tifo. Tutto questo pacchetto era già presente da ieri: i concorrenti e i relativi staff erano già in zona per provare i venti e rendersi conto dello stato delle onde. La maggior parte alloggiava nei due motel che si trovavano sulla dorsale che portava alle colline: una sistemazione lontana dal caos e molto tranquilla. Era l’ideale per una serata di pre gara nella quale l’atleta doveva stare lontano dalla tentazione di qualche birra fresca di troppo e un’alimentazione non adatta. Gli allenatori lo sapevano e quindi in tanti avevano scelto questa sistemazione che era comunque dotata di una buona logistica: discretamente vicina al paese … ma con in pratica niente di tentatore intorno. Puka Shell Radio era presente a fare delle interviste. Questa volta toccò a Roby Bear, l’allieva di Ellery, fare da cerimoniere: un compito che eseguì con bravura e professionalità.  Lo speaker stava lavorando e non era riuscito a prendere ferie. In più aveva anche l’appuntamento col capitano nel pomeriggio e insomma: era impossibile fare tutto. Ma non gli era dispiaciuto : sapeva che Roby era in gamba e se la sarebbe cavata bene e inoltre era giusto un alternanza di ruoli per queste manifestazioni. Il palchetto della premiazione era posizionato proprio in riva al mare ed esattamente all’inizio del piccolo pontile che fendeva le acque del pacifico, appena prima del bazar di Dino Cardoni che ovviamente beneficiò appieno di questo momento di notorietà riflessa. Per la cronaca, vinse Bob Ritter da Fort Lauderdale, un atleta che in California era considerato uno dei migliori ed era nei primi 100 in tutti gli Stati Uniti. L’idolo locale David Wilson, a dire il vero più esperto di surf, ottenne un onorevole piazzamento … lui che conosceva queste onde, a pinna a pinna … ah ah. La gara finì verso le ore 12, quindi a seguire tutta questa enorme pattuglia si riversò nei punti ristoro della zona: ciò significava che oggi Candy avrebbe sicuramente avuto tanto da lavorare. I negozi come succedeva in alta stagione rimanevano sempre aperti anche nell’intervallo. Il ferro estivo andava battuto assolutamente finché era caldo. Il capitano Tody e le sue ronde vigilarono che tutto andasse liscio senza intoppi; cosa che riuscì perfettamente. Alla fine tutti furono contenti: una bella manifestazione, ottimamente riuscita. Ben presto arrivò l’ora del meeting con Tody: alle 17.30 Ellery era nel suo ufficio. “Allora…!” cominciò Ellery “Siamo qui riuniti per cercare di capire cosa può essere successo al Jupiter .Perché facciamo questo? Primo, per assicurare un delinquente alla giustizia. Secondo, perché non sopporto le ingiustizie, e gli Zerbs sono persone oneste che di sicuro non meritano tutto ciò! . Premesso questo, riassumo gli eventi. Il giorno dopo l’esplosione, si sono fatte delle visite al Jupiter  .Un’attenta analisi all’esterno ha evidenziato che qualcuno con tutta probabilità ha trasportato una scala sino al muro posteriore del Jupiter. Da qui è stata raggiunta la finestra centrale del lucernario, e dopo è stata assicurata una fune forse al robusto comignolo !” “L’attentatore a questo punto si è calato nel locale” disse il capitano “ Qui, incredibile ma vero, si è versato addirittura da bere, e dopo ha cominciato a spargere del liquido infiammabile, che portava probabilmente in uno zaino, partendo dalla zona consolle. Da qui ha proseguito per buona parte della pista; quindi si è issato di nuovo sul tetto a mano o aiutato da una carrucola, e da qui ha gettato un fiammifero o ha acceso una miccia. Al momento propendo per quest’ultima ipotesi. Penso che una miccia gli possa aver dato quel paio di minuti necessari per scendere dal tetto e allontanarsi dal luogo!” “Poi, sempre secondo le nostre ricostruzioni “ disse El “ Ha raggiunto la propria macchina parcheggiata a un centinaio di metri o forse meno e si è dileguato nel nulla. Fuori del locale c’erano delle impronte di piedini di scala, che con l’acqua gettata dagli idranti, si erano solidificate benissimo; anche tutto intorno vi erano impronte, ed inoltre la finestra del lucernario era rotta. Il resto lo abbiamo dedotto da quello che abbiamo visto. Poi c’è la storia del bicchiere usato. Mi sembra che non ci sia altro! La  prima domanda che possiamo farci  è quella di cercare  un movente!”. “Giusto!” disse Tody  “Ci ho pensato spesso, ma non sono riuscito a cavare un ragno da un buco. Io conosco come te da un poco di anni la famiglia Zerbs e posso dire che sono persone oneste che non si sono mai piegate ai compromessi che di solito esistono in questi ambienti. Inoltre mi hanno confermato che non avevano mai ricevuto minacce o ricatti a fini estorsivi. E’ un vero mistero!”. “Esistono trattative di grosse aziende per l’acquisizione del terreno, magari a scopo industriale? Può essere che loro non abbiano voluto vendere e siano stati puniti !” chiese Ellery. “Può essere , ma lo spazio non è grande, ed al massimo potresti impiantare un piccolo centro commerciale, che durante l’estate potrebbe funzionare niente male. Vista in quest’ottica potrebbe essere anche una buona idea. Proviamo ad esaminare ancora le foto : vediamo se esce qualcosa !”. Dopo 5 minuti fu lo speaker che parlò : “La numero due è stata scattata col grandangolo e si può vedere la quasi totalità dell’interno del locale, e si può  dedurre che visivamente parlando, il fulcro dove si è avuta la maggiore devastazione, è la zona consolle. E questo di per sé è già un dato strano. Capisco che la consolle è il cuore pulsante della sala, ma anche il bancone bar e gli uffici sarebbero stati bersagli costosi. Comunque, forse l’attentatore non credeva in un così rapido intervento dei pompieri, e ciò spiegherebbe la parziale zona incendiata che sicuramente sarebbe diventata enorme quanto prima senza un pronto ed efficace intervento! “. “Nella foto nr.1” disse Tody Si vedono invece le impronte dei piedini della scala all’esterno del locale ma anche le numerose impronte presenti nella zona circostante in un senso e nell’altro .Vedo che quelle verso la scala, mi sembrano e sottolineo … mi sembrano … che siano meno marcate di quelle in senso inverso! Ora, se all’andata aveva in spalla uno zaino con dentro una latta di benzina, che mi sembra sia pure stata ritrovata tutta carbonizzata, e che approssimativamente contenesse  2-3 litri di materiale infiammabile, come mai al ritorno quando si doveva avere un peso quasi nullo … abbiamo delle impronte più profonde?”. ” Ma la risposta può essere più semplice di quello che crediamo! E cioè che avesse lo zaino pieno di altra roba!  Sappiamo che son sparite un paio di bottiglie ma non penso che questi giustifichi l’impronta più profonda .E’ un aspetto nuovo delle nostre indagini che non avevamo preso in considerazione… e se le accettiamo come buone … probabilmente se appuriamo cosa è stato sottratto … faremmo sicuramente dei passi avanti! Purtroppo è possibile che il locale sia stato già sgomberato di tutto il ciarpame reso inutilizzabile dal fuoco: stamattina era prevista una bonifica parziale, però si può sempre chiedere alla signora, se tutto ciò sia avvenuto o meno     . Possiamo chiedere subito alla Zerbs? “.  “Ora la chiamo !” esclamò Tody “ Pronto? Buongiorno. Le faccio una piccola domanda : quella ditta che doveva ripulire il locale, è già venuta?”. “Macché!” sospirò l’interpellata  “La aspettavamo fra questa mattina alle 10, ma mi hanno mandato un fax che verranno tra un paio di giorni e per me è una vera scocciatura! Ma perché mi chiede questo?”.  “ Vede. Abbiamo riguardato le foto e abbiamo osservato dei particolari che varrebbe la pena di approfondire e bene. A questo punto è importante verificare quello che può essere stato trafugato, e per fare ciò è importante stabilire quello che è effettivamente rimasto. Le dispiace se dopo mangiato facciamo un salto al Jupiter? Potrebbe essere importante!”. “ Non c’è problema fate pure, manderò qualcuno al locale per le 21. E se riesco, vi faccio avere un dettaglio di quello che teoricamente era presente nel locale.  Fate pure con calma! “. “Signora!” disse l’ufficiale ” Lei è di una gentilezza unica: grazie mille della collaborazione !”. Ellery quindi si diresse verso casa e informò Candy che anche questa sera sarebbero stati di ispezione al Jupiter. Si trovavano ancora una volta a visitare il locale; ma questa volta si doveva anche cercare quello che non c’era, oltre a quello che c’era: una situazione un po’ paradossale. Per le ore 21 erano in loco : ad attenderli c’era Sylvester,  il responsabile del locale : “ Buona sera a tutti . La signora mi ha informato del vostro arrivo. Prego, entrate e procedete pure con le vostre indagini. Mi trovate in ufficio: quello è rimasto al momento ancora in funzione. Ho ancora la roba dentro , la bonifica sarebbe dovuta iniziare solo nella sala centrale della discoteca !”.  I due si accomodarono.  Sylvester accese tutte le luci e si ritirò in ufficio a fare due conti: bene o male anche se il locale era fermo, c’era sicuramente un elenco di fornitori da pagare e dei clienti dai quali esigere dei pagamenti. Iniziarono quindi a perlustrare il locale. Si erano portati dietro anche tutto ciò che avevano già ritrovato.  Ellery ricevette un sms della Costini, una ragazza che lavorava al Rock Up e con la quale era rimasta in amichevole contatto : “ Ciao Ellery, ieri sera ero al Chili Pepper. Tu lo sai che non ne capisco niente, ma ieri sera il dj ha lavorato benissimo. La scorsa settimana invece aveva sbagliato parecchi passaggi, e invece stavolta … ha azzeccato quasi tutto. Come mai secondo te? “.  Rispose così: “ Una giornata storta può capitare a tutti, ma direi che molto può dipendere da quello che stai usando e mi riferisco ai piatti!”. Ripresero a cercare. Andarono in un angolo pulito del locale e disposero i reperti trovati nei giorni precedenti: c’erano le due placchette di metallo bruciacchiate nelle quale Ellery aveva inciampato un paio di volte, svariati pezzi di carta semi  carbonizzati, qualche volantino di cui vari in buono stato, un paio di guanti, tappi, clips e tutto ciò che si può trovare all’interno di un locale (fazzolettini di carta, cappellini dimenticati). I volantini risultarono delle più svariate categorie, ma la maggior parte di questi erano relativi ad altri locali; o erano biglietti omaggio,  riduzioni, stickers o veri e propri volantini.          “Dollar, Tom Cat, Miami, Chili Pepper, Plaza … ma esistono tutti questi locali a Marine Beach?” chiese Tody .      “Ed anche molto di più” sorrise Ellery  ” Non tutti sono discoteche. Altri sono Pub o disco pub: in estate bisogna soddisfare il turista, e la cittadina deve essere in grado di poter offrire una vasta scelta! Durante l’inverno lavorano a regime ridotto durante la settimana, ma di sicuro durante il week end guadagnano discretamente, e almeno un buon 60% di quelli che ho detto, sono aperti anche nelle stagioni fredde !”. Ritornarono a esaminare i reperti, ma purtroppo non ne uscì niente d’interessante considerato anche che risultarono essere bruciati maggiormente i volantini ritrovati vicino alla consolle e quasi intatti quelli rinvenuti nel restante spazio. Tutto questo non faceva altro che consolidare la teoria di Ellery, e cioè che l’epicentro dell’incendio era avvenuto in zona dj! Il perché … quello rimaneva un mistero. Sul retro c’erano gli uffici con tutti i registri fiscali e contabili, mentre più vicino vi era il banco bar che risultò essere molto costoso; perché colpire la consolle? Il mistero c’era ed era pieno d’interrogativi: in definitiva non vi era una spiegazione logica a quello che era successo. Le due placchette di metallo furono spazzolate e ripulite: quello che emerse fu la parte di un numero. Una cifra di quattro numeri …  in teoria: si vedeva male. Pareva un numero uno e poi almeno due zeri. “ Bene Ellery! Diamoci da fare adesso “ disse il capitano . “Perfetto. Siamo in due ……abbiamo una macchinetta fotografica ed io ho portato anche una videocamera. Siamo attrezzatissimi … non possiamo assolutamente fallire. Partirò facendo una ripresa minuziosa di tutto il locale interno e finito ciò … passerò all’esterno!”. Si sparpagliarono nella discoteca.  “Hey!” disse Ellery  ” Guardi  qua capitano .Non ho toccato niente, ma qui sembra che i cavetti dei piatti non siano attaccati all’amplificatore. Non è che siano in condizioni buone, anzi , però questa è l’impressione che ho. Venga a vedere!”. “Non mi posso considerare un intenditore” disse Tody “Ma, in effetti, i cavi sono staccati. Non sono in buono stato, e forse mi posso sbagliare, ma mi sembrano proprio non connessi! E’ vero: posso dire in tutta tranquillità, che i cavi non erano collegati. Posso accettare il fatto che il filo pur ricoperto di plastica isolante, si possa essere fuso e quindi rotto, ma escludo in maniera assoluta che un Jack infilato di un paio di centimetri,possa sfilarsi da solo e oltretutto da tutti e due i piatti. A questo punto mi domando il perché fossero scollegati “.          “Questa sicuramente è una bella domanda, di quelle che se riesci a rispondere, è come se facessi un terno al lotto. Ma purtroppo questa è anche la tipologia di domanda che necessita di un particolare sforzo per trovare una risposta adeguata. Adesso abbiamo una traccia in più sulla quale lavorare” concluse Ellery. Continuarono quindi le ricerche molto meticolosamente, ma a parte qualche cianfrusaglia di secondaria importanza, non ne uscì niente d’interessante. Avevano anche in mano un elenco sommario delle cose presenti nel locale ma non fu purtroppo molto d’aiuto, anche se lo speaker aveva in essa dirottato molte speranze. La tenne comunque per ragionarci sopra a mente fredda. Il cielo ben presto divenne di un colore minaccioso, e il vento faceva muovere vorticosamente le foglie sugli alberi: lo spettacolo aveva anche un certo fascino visto dalle finestre di casa, ma non era il massimo per chi doveva salire in macchina e fare ritorno alle proprie abitazioni o postazioni di lavoro. La temperatura si era bruscamente abbassata di una manciata di gradi, ed il giovane esclamò: “Meno male che in macchina ho una maglia di ricambio”. Disse poi Candy “Si rischia veramente di bagnarsi e non poco . Ma guarda che razza di tempo … vento, pioggia, freddo … e chi più ne ha, più ne metta! Comunque di solito quando piove con questa intensità, non dura per molto! Ma prendiamola con filosofia … perché con il tempo non si può mai avere l’ultima parola!”. Salutarono la signora Zerbs e la ringraziarono. Quindi fecero una corsa dall’uscita del locale sino alle macchine ma nonostante la buona volontà, si bagnarono. Gli ingranaggi dell’orologio, costanti e immortali, intanto stavano macinando movimenti su movimenti, consumando i rubini minuscoli posti fra un meccanismo e l’altro. Stavano portando dolcemente verso l’ora di dormire . “Abbiamo trovato qualche reperto in più ed abbiamo filmato tutto il locale e cosa inaspettata ma importantissima, abbiamo appurato che i due piatti non erano connessi al mixer, e questa è una cosa stranissima. Devo sentire Axel per questo fatto. Ora è tardi ma domani lo chiamerò sicuramente. A questo punto direi una cosa: sempre domani ci guarderemo accuratamente il filmato fatto e vediamo se uscirà qualcosa !” disse Ellery . “State procedendo a piccoli passi “ disse Candy “ Al momento manca ancora l’intuizione vincente come le scorse volte, ma sono arci sicura che non tarderà ad arrivare. In fondo ogni storia è a se stante. Per esempio in questa non sono state coinvolte persone ma solamente un luogo, almeno per il momento e mi auguro che continui ad essere così!”.  Dormirono tranquillamente. La mattina la ragazza poteva dormire un po’ di più e il marito non la svegliò: si preparò un veloce american coffee e si diresse al lavoro. L’umidità era sempre presente e nonostante la brezza oceanica accarezzasse la faccia e i capelli di Ellery (cosa che lui adorava), era pur sempre fastidiosa e appiccicosa. La dorsale era sempre bella a vedere per la sua miriade di colori che erano cangianti mano a mano che ci si addentrava all’interno. In pochi chilometri si potevano osservare diverse tonalità e questo era sicuramente molto bello per l’occhio umano. A Ellery piaceva molto la zona del Blue River. Il fiume era come lui: sempre avanti ma con ritmi blandi e mai vorticosi. E poi quello che vi girava intorno era bello. Il piccolo parco acquatico era allegro e colorato, come tutte le piccole attività che gravitavano intorno. Era un pezzo di costa trapiantato all’interno, ma senza il caos della spiaggia. I due motel presenti nella dorsale avevano una loro piscina ma spesso indirizzavano i propri clienti anche lungo il fiume, dove potevano divertirsi in maniera alternativa. Strano ma vero, tanta clientela dei motel difficilmente metteva piede in centro paese, preferendo divertirsi o rilassarsi nelle zone interne che comunque erano vive e in pieno  fermento . Anche le colline, specie in estate erano molto attive, anche se le strutture presenti erano sicuramente più rarefatte della vallata. Il laghetto che vi era sopra una delle cime era sicuramente un pezzo vincente: piccolo, accogliente e in grado di soddisfare anche i non appassionati di pesca sportiva. Verde, acqua, aria pura … tanto legno nelle strutture. Un piccolo paradiso che in inverno si metteva placidamente a dormire in attesa della primavera. In un’altra collina c’era la sede di Puka Shell Radio con Ted Valley che viveva in loco; alle pendici c’era il Green Pine di Daniel, Elena e Georgia e appena ai piedi della stessa collina il Two Lakes con la brillante cameriera Mickey e la frizzante padrona Danielle. Posti e spazio non mancavano e la gente si spalmava su di essi in maniera sinergica e intelligente il che rendeva molto vivibile il tutto. Ed era questo fatto che lo speaker adorava: la grande vivibilità che si dimostrava in un ambiente solido in fatto di spazi, ma anche liquido, col mare e il fiume, e se vogliamo pure aereo, inteso come atmosfera gioviale e conviviale.  Per quel giorno Ellery si era programmato una mezza giornata di ferie per il pomeriggio. Uscito dal lavoro a fine mattino, si diresse da Mario: avrebbe mangiato qualcosa al ristorante, dove lavorava la moglie. Era anche l’occasione per vederla e scambiare due chiacchere: veloci, poiché lei stava lavorando e i ritmi al ristorante in questa stagione erano molto serrati. Ellery era un pastaiolo e lì la pasta la facevano veramente bene , ricordandoci che la pasta italiana è la più buona che ci sia. Optò per un piatto di Trenette al pesto. Buonissime. Il tutto fu accompagnato dal solito mezzo litro di bianco frizzante, anch’esso italiano. Non prese un secondo ma solo un’insalata mista, piatto che con un po’ di cipolla sopra, lui adorava. Semplice, sano. Salutò brevemente la moglie che era venuta a prendere le ordinazioni e gli disse che dopo sarebbe andato da Tody a visionare le riprese che avevano fatto. Mangiò benissimo e dopo aver salutato la moglie si diresse alla centrale di polizia . “Ciao Ellery , entra pure” esordì l’ufficiale “ Periodo intenso questo, vero? Ci vediamo spesso e cerchiamo entrambi di arrivare a una soluzione.  A proposito: ho preso delle informazioni su Morris, ti ricordi? E’ la persona che voleva acquistare il Jupiter : non è sto gran bel personaggio pulito. Ha una fedina penale non propriamente immacolata e i suoi giri posso assolutamente affermare che sono poco puliti. Non mi stupirei che ci incastrasse con l’attentato se devo essere del tutto sincero!” . “ Ha fatto bene” disse Ellery  . Bisognerebbe verificare il suo alibi anche se penso che uno così non si sporchi le mani in prima persona ma mandi qualche emissario!”. “Ho fatto riversare le immagini su un dvd che ho già caricato su di un lettore sotto lo schermo che vedi. Ora faccio iniziare il tutto !”.  Già dalle prime immagini si capiva che erano state fatte delle ottime riprese: il quadro era fermo e i contrasti perfetti! Ellery aveva iniziato le riprese dall’esterno, perimetrando tutto il locale: la visuale si spostava lentamente dalla base dell’edificio sino all’inizio del tetto. “Hey….!” esclamò il capitano ” Ferma l’immagine. Torna indietro un attimo. Ecco … lì. Che cosa sono queste due piccole spaccature sotto quelle tegole?” e così dicendo indicò con il dito il punto della televisione incriminato. “Questo a vedere anche in basso, mi sembra il punto alla cui base abbiamo trovato i segni che sembravano di una scala piantata nella sabbia!” disse Ellery.” “Già…hai proprio ragione” borbottò Tody ” E vedi come si sono rotti: dalla parte inferiore a quella superiore, come verso, o se preferisci dal basso verso l’alto . Interessante! Secondo me è importante il fatto che la tegola si sia rotta dal verso inferiore verso il superiore!”. “Ci sono” disse lo speaker “Vuol dire che qualcuno è salito sul tetto, e da qui ha trascinato su anche la scala, e probabilmente nella fretta i due piedini hanno prodotto quelle piccole abrasioni !All’inizio avevo detto e pensato  che il malvivente si fosse calato con una corda, ma a questo punto presumo si sia calato all’interno del locale proprio da una scala. In fondo aveva in spalla la latta di benzina e sicuramente, il fatto di avere la scala a supporto … ha certamente velocizzato le operazioni. Ok … andiamo pure avanti col video … abbiamo aggiunto un buon tassello a questo puzzle!”. Le immagini ricominciarono a scorrere; l’interno si presentava più caotico … e il caos vi regnava sovrano. Arrivarono in zona consolle. I dischi erano completamente liquefatti e i giradischi si presentavano come una massa informe: al loro posto ci potrebbe essere stato un qualsiasi piatto professionale  che nessuno avrebbe notato la differenza. Il bancone bar come sappiamo si presentava pressoché intatto, come del resto gli uffici. I famosi cavetti erano tutti privi della copertura di gomma, e non figuravano come sappiamo attaccati ai piatti. Erano solo inseriti al mixer dal quale penzolavano tristemente. Dopo un paio di minuti il filmato terminò. Passarono quindi a esaminare il materiale che era stato prelevato nelle varie incursioni al Jupiter. Era stato opportunamente catalogato con scritte quando era stato rinvenuto e dove esattamente nel locale .     Ben presto la tavola fu invasa da tutto il materiale ritrovato. “Ellery “ disse Tody ” Ognuno di noi provi a vedere cosa riesce a tirare fuori di buono. Diamoci una ventina di minuti … e poi tiriamo le somme!”. Le mani cominciarono a prelevare gli oggetti e gli occhi roteando a destra e a sinistra vivisezionavano tutto il possibile. A un certo punto dopo che aveva visto tutti i reperti, a Ellery s’illuminarono gli occhi!  “Non mi dire che hai scoperto il colpevole?” chiese l’ufficiale . “Noooo … magari fosse quello !Penso invece di aver scoperto che cosa sia stato trafugato !” concluse con soddisfazione lo speaker. “ . “Ma come hai fatto? chiese l’ufficiale . “Ho avuto la soluzione davanti ai miei occhi per parecchio tempo, ma forse proprio per questo non l’avevo mai presa in considerazione … lo ammetto … non ho eccelso in brillantezza, ma forse il mio istinto la riteneva sin troppo facile … e non l’ha mai considerata. Le dirò solo che l’inghippo sta … nelle due placchette presenti in tavola: ci pensi bene anche se chi non è del settore … difficilmente arriverà ad una soluzione.!”. “ Io direi che non lo sono: non ho neanche idea cosa possano essere quelle placchette!”. “Ebbene “ disse lo speaker  “ I  due oggetti che sono stati trafugati sono i due nuovi piatti Technics mod.1210 MK6, molto più performanti ,   che sono stati sostituiti dai vecchi modelli 1200 dei quali abbiamo qui davanti le due placchette identificative. Di sicuro chi ha appiccato il fuoco sperava in un maggior effetto distruttivo. Le cose dovrebbero essere andate in questo modo: l’attentatore dovrebbe essere arrivato nei pressi del Jupiter con zaino in spalla, contenente i due piatti dismessi, la latta di combustibile e scala sottobraccio. Una volta salito sul tetto appoggiando la scala sul terreno, con uno zaino in spalla non è impossibile salire. Ha poi issato a se il mezzo usato per l’ascesa, rompendo leggermente le tegole nel punto che abbiamo già visto, ed è sceso in sala una volta riposizionata la scala all’interno. Qua … con molta calma, si è versato da bere e dopo ha smontato i piatti nuovi di zecca, sostituendoli probabilmente con un paio di abbastanza beceri … simili ai nuovi ma non uguali al 100%. Probabilmente non si è neanche preoccupato di collegarli al mixer.  Quindi dopo avere assicurato i Technics 1210 all’interno dello zaino, ha cosparso la zona con il liquido infiammabile, insistendo nella zona console , è rimontato sulla scala risalendo sul tetto  e da qui o con una miccia o direttamente lanciando un fiammifero, ha dato il via alla sarabanda incendiaria  che ben conosciamo. All’uscita era più pesante perché la latta, tutto sommato, era piccola, ma i nuovi piatti sono un po’ più pesanti dei precedenti e sicuramente completi di coperchio antipolvere! Ecco il perché delle impronte più marcate in uscita ; e non dimentichiamoci i 4/5 kg in più derivanti dalle bottiglie mancanti !!! “. “Direi che finalmente abbiamo chiuso un cerchio” esclamò Tody “ E penso che sia anche un gran passo. Siamo finalmente approdati a qualche cosa di tangibile. Direi che i rilevamenti eseguiti hanno dato i loro frutti e il ragionamento fatto anche grazie alla tua conoscenza degli attrezzi del mestiere, direi che è andato a buon fine”. “ Io direi che per oggi possiamo essere soddisfatti” disse Ellery “ Vado a buttarmi un po’ sul divano e aspetto che Candy torni dal lavoro. “. “ Si, direi che qualche piccolo passo lo abbiamo fatto : per il movente dobbiamo muoverci in questa direzione ! Pensaci su e ci aggiorniamo! “. “Va bene capitano “ e così dicendo si diresse verso l’uscita della centrale di polizia. Era una bella giornata e si stava muovendo a piedi: poteva sentire la brezza dell’oceano che gli accarezzava la testa, e questo a lui piaceva molto, unitamente a camminare sotto la pioggia ma oggi questa situazione a vedere il cielo terso, era da escludere. La moglie non tardò tanto a raggiungerlo a casa. Oggi aveva avuto una giornata molto impegnativa: era abbastanza stanca e affaticata. Ellery pensò allora di portarla fuori a mangiare per sgravarla un po’ del compito di cucinare. Lui non era un gran cuoco: si arrangiava giusto giusto per le cose più semplici. Decisero di andare a mangiare una pizza da J.Luke del Surfers. Ma prima si riposarono un poco entrambi buttandosi una mezz’oretta a letto. Lui la relazionò delle ultime novità emerse e lei fu contenta di sapere che la porta si stava lentamente socchiudendo per fare entrare un poco di luce. Una volta alzato controllò la posta sul computer e rispose a una mail che gli aveva scritto sua figlia J.Jade: era a Hollywood per un servizio giornalistico sul cinema degli anni duemila. Era sempre in giro per lavoro e se da una parte Ellery era contento per lei e quello che stava realizzando a livello personale, dall’altra gli dispiaceva molto non vederla così spesso come avrebbe voluto. I figli di Candy, Barbra e Alex , abitavano invece a Puka Beach . La prima lavorava nella zona industriale del paese, mentre il secondo aveva una piccola officina in centro paese. L’altro meccanico era Fabio e in due si dividevano il lavoro presente . Quest’ultimo si occupava quasi prevalentemente di grosse cilindrate, mentre Alex seguiva per lo più quelle medie e piccole. Era un modo per dividersi la clientela e avere entrambi il lavoro assicurato. In estate ne avevano anche troppo a essere sinceri. In Inverno diciamo che vivacchiavano. Il lavoro di Barbra invece non aveva momenti di stallo durante l’inverno, come quello di J.Jade. Si preparano quindi per dirigersi al Surfers: passando per strada si fermarono a chiacchierare cinque minuti con lo staff del Pacific Fishes (Max, Paula e Celestine) con la promessa che presto sarebbero passati a trovarli con più calma mangiando qualcuno dei loro succulenti piatti di pesce. Si trovavano molto bene in quella struttura: erano tutti gentili e si mangiava veramente dell’ottimo cibo. Proseguirono quindi per la loro destinazione: “ Ciao Ellery, ciao Candy “ esclamò J.Luke , il titolare del locale.  “ Ciao boss” salutò lo speaker “ Tra poco ci si vede per una serata revival ma nel frattempo mi sono detto, perché non andare a trovarlo per una buona pizza e fare due chiacchere? “.  “ Avete fatto benissimo. Accomodatevi. Ci sono novità sul Jupiter ?”. “ Siamo ancora in alto mare “ rispose l’interpellato “ Stiamo cercando un movente e non abbiamo poi molto altro in mano. Sicuramente l’origine è stata dolosa. Abbiamo ricostruito più o meno come le cose dovrebbero essere andate e abbiamo scoperto altre cosette , ma al momento dire che siamo vicini ad una soluzione , ti direi una bugia !” . “Spero che presto vi si accenda la famosa lampadina e che vi venga qualche ottima idea . Qua siamo rimasti un po’ tutti turbati da quello che è successo alla struttura e umanamente quello che sta provando la signora Zerbs e speriamo che tutto si risolva nel migliore dei modi. Sembra che non si tratti di racket comunque e già questo è positivo !”. “ Si, lo è anche per quello che riguarda lo status del nostro paese. Sarebbe una cosa molto tediosa sapere che queste cose siano arrivate anche da noi, ma fortunatamente non è così !”. “ La signora “ disse Candy “ Mi sembra una gran brava persona e spero quindi anche io che presto si giunga ad una soluzione. !”. “Intanto portaci pure da bere che per il mangiare ora decidiamo. Il bere sai già cosa prendiamo !” disse Ellery. Il solito era una Pepsi grande senza ghiaccio per lei e mezzo litro di bianco frizzante per lui, che adorava la qualità del vino che era presente al Surfers. Optarono per la pizza al metro. Il locale era specializzato nel fare questa tipologia di pizza che era venduta in tre misure: 40 cm, 50 cm e 60 cm . Era ottima, soffice e molto digeribile. Presero un 50 centimetri da dividersi in due. Si mangiava e anche tanto e alla fine si usciva assolutamente sazi e soddisfatti. La serata proseguì alla grande. Ripassarono un po’ gli eventi successi anche con J.Luke, il quale ad un certo punto pronunciò questa frase : in fondo in una esecuzione è importante sì  il cantante, ma se la canzone è brutta, rimane brutta, mentre se la canzone è bella può diventare un successo cantata da tutti.  Con le dovute proporzioni era una cosa esatta. Ma tutto ciò mise in moto un ragionamento in testa di Ellery fatto di musica, discoteca, pub, giradischi, dischi e persone. Vide con la coda dell’occhio che c’era la Costini nel locale e la chiamò : “ Ciao Chrissy. Come stai prima di tutto?” . “Bene ragazzi e grazie per aver risposto al mio sms !”. “ Ci mancherebbe … è un piacere. Mi faresti una cortesia? Stiamo indagando su quello che è successo al Jupiter e mi chiedevo se potevi farmi una cortesia : non è che andresti un attimo al Chili Pepper e mi porteresti tutto il materiale promozionale presente nella sala ? Dai una ascoltata anche al programma e fermati ad ascoltare due o tre canzoni . Ovviamente un biglietto o un dépliant per tipologia di spot !” . La castana e solare ragazza accetto’ di buon grado, finì di bere il suo drink e si diresse verso il Chili Pepper. Ritornò dopo una ventina di minuti con la borsa piena di dépliant e bigliettini di varia grandezza . “Ecco Ellery “ esclamò “ Spero di esserti stata utile ! Programma carino e disk jockey in palla. Io … non tutti i week end, ma almeno un paio di volte il mese andavo là. La musica era bella … molto revival e funky, ma non mi pareva che il dj lavorasse benissimo; e con ciò intendo l’ultimo dj … quello che da un paio di mesi è titolare fisso in consolle, non so come si chiami. Ora invece mi sembra molto ma molto migliorato!”. “Un grazie di cuore Chrissy : potresti veramente essermi stata molto utile. Te lo saprò dire. Al momento ti ringrazio nuovamente e scusa se ti ho disturbato !”. La ragazza li salutò e tornò con la sua compagnia . “Com’è possibile … ” chiese Candy ” Che un Dj possa migliorare in così poco tempo? Se uno è scarso, è scarso, o per lo meno ha bisogno di tempo per migliorare … o no ?”.      “La musica uno ce l’ha nel sangue” disse Ellery ” Il ritmo, le battute … di sicuro ci sono persone naturalmente portate, ma con una buona applicazione, anche i meno dotati alla fin fine  non diventeranno delle superstar … ma degli onesti mestieranti … quello sì. Ora il fatto che uno che fa diversi errori da un po’ di tempo a questa parte e dopo pochi giorni diventa bravo … è pressoché impossibile, a meno che … tu non dia al dj uno strumento costosissimo e di altissima precisione che ti permetta una volta trovato il tempo giusto, di mantenerlo circa 5 volte di più rispetto ai piatti normali, eseguendo in questo modo delle buone miscelazioni tra un brano e l’altro! Io miscelo ancora su vinile e lavoro sui classici piatti di una volta: quelli tanto per intenderci che devi starci dietro perché non tengono la velocità per tanto tempo e quindi devi stare a correggerli sempre e aumentarli o rallentarli in base all’esigenza. “Bingo!“esclamò Candy “Tu hai perfettamente ragione. Con simili piatti e con una buona dose di mestiere, anche un mediocre riuscirebbe ad apparire un buon DJ. Da quello che mi dicevi, Axel non ne aveva certo bisogno perché lui è bravissimo; ma per il locale è stato senza dubbio un buon investimento a livello d’immagine e prestigio. A questo punto le somme sono state quasi tirate.”. “Già , e vorrei sentire cosa ne pensa anche Tody. Ora lo chiamo !” e compose il numero. “ Buona sera capitano che ne dice di fare un salto al Surfers. Sto avendo delle intuizioni e volevo parlarne insieme quanto prima. Potremmo esserci ma volevo consigliarmi prima con lei !” . “ Va bene Ellery, tra dieci minuti sono lì, dammi solo il tempo di organizzarmi. Avevo appena finito il turno, sarà anche l’occasione per mangiare un boccone !”. Lo speaker non aveva ancora toccato i dépliant che gli aveva portato la Costini: voleva andare senza rete e vedere se le sue intuizioni erano esatte. Il capitano arrivò a breve: J.Luke li fece spostare tutti in un tavolo abbastanza defilato in modo che potessero parlare con tutta calma. “Allora Ellery cosa hai da dirmi ? “.  “Facciamo un piccolo riepilogo degli avvenimenti. Abbiamo un attentato al Jupiter. Una struttura sana, che lavorava bene e che non aveva problemi economici. Era nel mirino del faccendiere Mike Morris. A proposito ha controllato il suo alibi? “. “ Si : lui sembra pulito. Ciò non esclude che abbia ovviamente mandato qualche scagnozzo a fare il lavoro sporco e diciamocelo francamente che sarebbe anche stata la cosa più logica per lui. Comunque il suo personale alibi è a prova di bomba!”. “ Diciamo allora che per quello che riguarda questa pista non possiamo chiuderla definitivamente. Le richieste di questo individuo sono state pressanti ma la proprietà del Jupiter , nella persona della signora Zerbs ha sempre declinato. L’attentatore ha così agito: ha parcheggiato nei pressi del locale in un giorno della settimana nel quale questo era chiuso. A quell’ora e in un posto defilato dalla costa, la gente era pressoché totalmente assente ed ha potuto agire indisturbato. Con scala a mano e zaino in spalla ha posizionato la scala all’esterno nel punto meno visibile. Quindi una volta sul basso tetto ha tirato a se la scala , procurando un piccolo danno ad un paio di tegole. Ha forzato il lucernario ed ha calato la scala all’interno. Qua si è versato da bere forse per darsi coraggio e ha tolto dallo zaino dei piatti o giradischi che dir si voglia. Presumo che questi fossero dei tradizionali e stra usati Technics 1200, anche a vedere le targhette ritrovate carbonizzate. Senza fare nessun tipo di collegamento, ha staccato i nuovissimi e tecnologici piatti in essere nel locale e li ha sostituiti con i meno costosi in suo possesso. Ricordo per i non addetti al lavoro che i piatti più recenti danno la possibilità di avere delle migliori performance nell’arte del mixaggio essendo maggiormente quarzati nel tenere la velocità corretta a dispetto dei modelli tradizionali. Come dicevo non si è preoccupato di fare i collegamenti di rito, probabilmente confidando nel fatto che l’incendio avrebbe fatto più danni. Ha caricato i due piatti nell’ampio zaino assieme a qualche bottiglia di super alcolici. E’ risalito sul tetto e ha dato la via presumibilmente a una miccia che così gli avrebbe assicurato quel minuto necessario per allontanarsi. Una volta che l’incendio era stato innescato, e ricordiamoci che aveva insistito con la benzina nella zona della consolle, penso sia partito l’allarme antincendio che in una struttura così è senza dubbio obbligatorio ed è subito arrivata la locale pattuglia dei pompieri che con schiumogeni e idranti ha domato le fiamme seppure a fatica, limitando i danni e preservando da quello che ho capito la struttura esterna che sarebbe perfettamente agibile. “. “ Perfetta ricostruzione al momento , ma andiamo avanti “ disse Tody. “ A questo punto entriamo in campo noi . Prima ovviamente lei con i rilevamenti del caso e poi anch’io con delle varie ricognizioni alcune volte da solo e alcune insieme, tutte atte a cercare di scoprire quel qualcosa che ci avrebbe potuto portare al colpevole! In mano alla fine non ci è rimasto molto d’interessante, anche se quelle due placchette mi hanno indirizzato sul fatto che i piatti presenti al momento dell’incendio non erano quelli in essere normalmente ma erano stati presumibilmente sostituiti con quelli più vecchi, e il tutto ovviamente per avere da parte dell’attentatore un’apparecchiatura più performante. Il che fa pensare che il colpevole possa essere uno del campo musicale … oppure si tratterebbe di un depistaggio delle indagini fatto veramente a dovere che ha ingannato anche me. Un altro indizio del quale all’inizio non mi son reso conto è arrivato dalla Costini del Rock up che mi ha chiesto se era possibile che un dj che ha sempre lavorato male, di colpo si fosse messo a lavorare bene. A questo punto stasera l’ho rivista e gli ho chiesto di andare nel locale dove aveva notato questa curiosa distonia e di portarmi più materiale possibile di quel posto : che so … dépliant … bigliettini vari … locandine. Ed è quello che ha fatto!”. “Ecco qua il tutto !” disse Candy. “ Devo ancora vederlo “ disse Ellery “ Aspettavo solo lei per confrontarmi. Al momento cosa ne pensa ?”. “Va bene tutto e tutto sembra filare via liscio come l’olio. Una mezza idea me la sono fatta. In fondo forse la soluzione in questo caso è la più scontata che ci potessimo aspettare! A questo punto  manca solo il nome di chi ha dato fuoco al Jupiter!” . “Che è lo stesso che ha rubato i due piatti stereo. E non penso di dire una cavolata! Se vuole sapere chi è il colpevole, basterà che leggiate ciò che c’è scritto sui volantini che ci ha portato la Costini. Io prima li ho messi da una parte e come vi dicevo  non li ho letti, ma scommetto che troverete scritto un solo nome: DJ Markus !” . Tody prese l’incartamento e lo aprì. Sfogliò i vari volantini che pubblicizzavano le serate al Chili Pepper e : ” Ellery … ci siamo. In questi dépliant è pubblicizzato proprio il dj Markus. Non ci posso credere che una persona che è stata sostituita dal posto di lavoro e per demeriti suoi, possa arrivare a tanto. Va bene che non ci sono stati feriti o morti, ma è pur sempre inconcepibile una azione simile … specie nei confronti di brave persone come gli Zerbs che avranno sicuramente avuto le loro buone ragioni per l’avvicendamento tra Markus e Axel !”. “ La miglior ragione di questo mondo: da quello che so il soggetto era diventato scostante e beveva molto anche durante il lavoro, offrendo uno spettacolo poco edificante e un cattivo esempio specie verso i giovani !” disse El . “ Non fa una piega … ! esclamò Candy “Ma adesso come  faremo  a provare queste  conclusioni? Il bicchiere se non sbaglio ha avuto come risultato che  le impronte sono  illeggibili … sarà dura!”. “Absolutely … no!” riprese lo speaker “ Abbiamo tre opportunità da vagliare! Attenzione … non una ma tre! Ascoltatemi bene. La prima è la più leggerina ed è più sintomo d’indizio che di colpevolezza, ma potrebbe innervosire Markus e portarlo a qualche errore. Nel bicchiere al Jupiter  è stata trovata vodka … quindi teoricamente basterebbe osservare per tutta una serata il comportamento del dj, non togliergli gli occhi di dosso e vedere cosa beve. La seconda è altrettanto semplice ma molto efficace. Siccome di sicuro i piatti che erano al Jupiter , adesso sono gli stessi che sono al Chili Pepper … basterebbe informarsi da Axel se riportavano qualche segno particolare tali da essere subito identificati. Non so … uno sbecco, un adesivo … una graffiata! O semplicemente, se esistano dei nr di serie da confrontare magari scritti nella garanzia.  La terza è la più importante e non si sarebbe senza alcuna ombra di dubbio potuta eseguire senza prima avere una persona di riferimento. Il calore e la fuliggine possono aver cancellato le impronte e averle rese indecifrabili … ma la saliva di una persona contiene elementi del tutto personali … una specie di carta d’identità grazie alla quale si può risalire al DNA. Di sicuro ce ne sarà ancora traccia o nel minimo residuo di vodka presente nel bicchiere o sul bordo dello stesso usato da Markus, ma più probabile nel poco residuo di vodka rimasto. Sicuramente il laboratorio della centrale avrà tutto il materiale che ci permetterà di incastrare Markus! A questo punto penso che la cosa migliore sia quella di mandare subito qualcuno a controllare le bevute del DJ e vedere se attinge alla vodka: magari un agente in divisa per innervosirlo. Nel frattempo posso chiedere ad Axel se conosce l’esistenza di qualche segno particolare sui due piatti. In attesa che si verifichi la presenza di tracce organiche nel bicchiere se la signora Zerbs ha degli amici al Chili… si procuri un bicchiere usato dal dj e lo faccia analizzare!” disse Ellery . “ Mi sembra un piano più che ottimo! Domani partiremo con tutte le verifiche del caso. Per scrupolo metterò un agente in borghese a sorvegliare Markus al fine che non tenti di scappare anche se non penso , visto che sarà sicuro di averla fatta franca!”.  “ Io penso caro Tody, che un salto al Chili Pepper possiamo farlo anche adesso e almeno facciamo il primo dei tre passi che ho detto. Il locale dovrebbe essere aperto…lei è uno in divisa…e così verifichiamo che beva vodka e osserviamo come reagisce a vedere il lungo braccio della legge. Mi faccia chiamare prima anche Axel e gli chiedo se i due piatti avessero avuto un qualcosa di identificativo che lui conosceva bene e che potesse rendere almeno uno dei due piatti come probabile appartenente al Jupiter!”. “ Ma si dai, andiamo pure e dopo ci fionderemo tutti a letto!”. Salutarono J.Luke, saldarono il conto e s’incamminarono verso il Chili Pepper. “Pronto Axel, sono Ellery “ disse lo speaker che nel frattempo stava chiamando il dj dello Jupiter “ Scusami la domanda ma mi sapresti dire se nei piatti che usavi in discoteca c’erano dei piccoli segno o dei particolari che li possano rendere riconoscibili ad una prima occhiata ? “. “Ciao Ellery. Dunque , fammi pensare. Uno aveva un adesivo del locale appena sopra lo slider mentre un altro aveva nel coperchio fumé’ di chiusura, una piccola incrinatura in alto a destra. Non ricordo sinceramente di altri difettucci tali da poter rendere riconoscibile il prodotto. L’adesivo lo avevo messo io e quindi ne sono sicuro mentre della piccola incrinatura mi sono accorto poco dopo il loro acquisto e probabilmente era un piccolo difetto di fabbrica, totalmente ininfluente sul corretto funzionamento!” . “Ti ringrazio, molto gentile. Era solo una curiosità che poi ti spiegherò. Adesso ti devo salutare. Grazie ancora e buona serata!”. Il terzetto approdò in breve tempo al Chili Pepper. Il locale era un disco pub mexican style, grande ma non enorme. Sicuramente un passo indietro rispetto al Jupiter che conteneva anche mille persone. Si accomodarono in un tavolo non lontanissimo dalla consolle che altro non era che un piccolo angolo ricavato sfruttando una rientranza di un muro perimetrale del locale. Nella prima decina di minuti non successe niente. Poi Markus fece una piccola pausa affidando a un cd un paio di lenti e si avvicinò al bancone. Chiese distintamente un ginger ale e vodka doppio, un’operazione che avrebbe poi ripetuto via microfono a distanza di una ventina di minuti. Mentre era in pausa al bancone, Ellery si avvicinò alla consolle e diede una sbirciata ai due piatti: riconobbe una piccola incrinatura in alto a destra nel coperchio color fumé’ del piatto e anche un goffo tentativo di sovrapporre a un adesivo del Jupiter , uno del Chili Pepper! . “E del bicchiere ,  cosa mi dice? “chiese Ellery “ Ho già parlato con la signora Zerbs ma onde evitare possibile inquinamento di prove, ho preferito parlare con il titolare mentre scuriosavi in zona consolle e mi ha assicurato che entro breve mi farà avere uno dei bicchieri di Markus: gli ho chiesto massima discrezionalità e che nessuno deve sapere di tutto ciò. Mi ha dato pieno appoggio e che si sarebbe occupato lui personalmente della cosa. Prima di andare via passo da lui e mi consegnerà il tutto. A proposito : direi che tra cinque minuti possiamo anche levare le tende : quello che potevamo fare lo abbiamo fatto e non abbiamo niente altro da fare !” . “Sono d’accordo” disse Ellery “ Visto che domani mattina la sveglia suonerà presto!”. “Non preoccuparti di questo “ esclamò l’ufficiale “ Ho già avvisato i tuoi superiori che domani sarai da loro alle dieci. Sai che in questi casi io ti vengo incontro, tu vieni incontro a me e loro vengono incontro a noi!” e sorrise.  Uscirono dal locale non prima di aver prelevato il prezioso reperto chiesto dal capitano, reperto che l’indomani mattina sarebbe già partito per le analisi di rito e prevista dal loro briefing. Il bicchiere gli fu consegnato in una borsa di plastica scura in modo che non potesse destare sospetti e il direttore non ne fece parola con nessuno come promesso. Era importante per evitare un rischio di fuga da parte di Markus. La loro presenza sembrava non averlo particolarmente innervosito, segno che era abbastanza sicuro di se stesso e di come aveva fatto l’attentato, ritenendosi presumibilmente al sicuro. Forse non gli era arrivata ancora la voce che il locale non era andato tutto distrutto. Circa il bicchiere, beh erano convinti che fosse la prova che avrebbe incastrato inequivocabilmente il disc jockey. Il sonno che ne seguì fu un sonno diverso dai giorni precedenti. Stavolta erano arrivati a un qualcosa che pareva solido e definitivo. Ci erano arrivati piano piano ma in maniera costante e deduttiva. Stavolta non c’erano stati feriti e neanche morti e da questo punto di vista era positivo. Alla fine non esisteva nessun racket ed anche questo era ottimo per la comunità di Puka Beach. Insomma: fu un sonno ristoratore per Ellery e Candida che si svegliarono verso le otto di mattina, giusto in tempo per preparare la loro classica colazione che facevano, quando riuscivano a farla, insieme … ossia american coffee con muffin per lui e caffè espresso con brioche per lei. Riordinarono le idee : “Un caso molto strano “ iniziò lui “ Rispetto ad altre volte è stato meno tragico alla fine . Abbiamo avuto solo dei danni a una struttura e niente alle persone. E poi è andato tutto abbastanza fluido con una certa continuità. E’ molto triste pensare che una persona che era stata allontanata dal Jupiter per sue colpe e per sue incurie nel lavoro , arrivi a volersi vendicare in maniera così spropositata e se vogliamo anche grossolana. Da quello che so, la signora Zerbs si era sempre comportata bene con lui ma la cosa non era bilaterale. Markus aveva cominciato a bere e tanto e a lavorare male. Per un locale le cose negative erano plurime. Prima di tutto il servizio offerto al cliente, era scadente. Mettiamo pure che tanta gente non sia così tecnica da accorgersi delle sbavature di un disc jockey, ma a prescindere te assumi una persona che lavori … bene. E poi vedere uno che beve parecchio e non è lucidissimo non è un esempio fulgido da dare ai giovani. !” . “Sono pienamente d’accordo “ disse Candy “ . “Inoltre” riprese lui “E’ triste vedere anche l’irriconoscenza delle persone verso chi si è sempre comportato bene verso di loro. Sono molto contento che alla fine sia stato il gesto di un lupo solitario e non quello di un’organizzazione estorsiva. Questa città è pura e deve continuare a esserlo e mi batterò affinché’ questo succeda sempre. Ora con Markus abbiamo già avuto due prove comunque interessanti a supporto del tutto: la prima è che beve vodka come il liquore trovato e poi il fatto dei piatti del Chili Pepper che sono quasi certamente gli stessi del Jupiter. E chi può avere i piatti del Jupiter se non la stessa persona che li ha trafugati ? E per trafugarli deve essere penetrato all’interno e averli tolti prima dell’incendio. Insomma: io penso che ci siamo e sia Markus il nostro uomo!” . “Quanto tempo ci vorrà per il test del DNA ?” chiese Candy . “ Di solito siamo sui tre giorni di tempo, Vediamo se il capitano riesce ad averli in un paio. L’importante è che siano precisi e che non ci sia un pericolo di fuga! Comunque direi che siamo nettamente sulla strada giusta e corretta. Ora abbiamo solo da attendere e sperare che i nostri ragionamenti siano tutti esatti! E adesso… si va al lavoro !” . “Devo dire che sono gentili i tuoi superiori a concederti questi permessi per entrare un po’ più tardi !” . “Assolutamente sì. Ma a parte quello , sarebbe difficile dire di no ad un capitano di polizia e pure di grossa stazza ! “ e rise. “ Tody è un bravo ragazzo e si vede e lo dimostra anche con queste cose: per lui la persona viene prima di tutto, un po’ come te!”. “E devo dire che è una bella cosa . La persona deve sempre venire prima di tutto : è una cosa importante che ti fa apprezzare la gente e ti fa apprezzare dalla gente. Una cosa che non sopporto sono certi atteggiamenti di superiorità che spesso certe persone  hanno verso il prossimo. In fondo , siamo tutti fratelli su questa terra!”. “Hai perfettamente ragione , ed è anche una cosa molto bella che tu ti fermi sempre a parlare con tutti anche per un semplice ciao, magari con chi ti ascolta in radio !” . “Io penso “ disse lo speaker “ Che ognuno di noi debba trovare del tempo per chi lo trova per te . E’ immotivato e assolutamente da maleducati non fare così. Io sono fatto in questa maniera e continuerò a comportarmi così!”. “ E fai bene” disse la moglie “ Anch’io son fatta così e come te trovo sia l’atteggiamento giusto!”.  “ Ora vado al lavoro “ Ellery si alzò, le diede un bacio e si diresse al lavoro. Lei aveva ancora un po’ di tempo prima di iniziare il suo turno da Mario. Ne approfittò per riassettare un po’ la casa e fare un po’ di spesa nei vari negozi che oramai conosceva a menadito e quelli dei negozi conoscevano invece lei a menadito. Era il bello di questo paese: la convivialità! Lo rendeva speciale, diverso rispetto agli altri.  Erano da poco passate le ore 13 e lo speaker era in pausa pranzo quando sentì squillare il cellulare : “ Ciao Ellery , ho aspettato a chiamarti durante la pausa per non disturbarti al lavoro. Indovina la nostra pattuglia ieri sera chi ha arrestato per guida in stato di ubriachezza e resistenza a pubblico ufficiale? ” . “ Non mi dica… scommetto che è Markus !”. “Esatto : adesso possiamo trattenerlo per un paio di gg almeno con questa scusa, che poi scusa non è . Aveva un tasso alcolico di oltre il doppio consentito e a questo si è aggiunta la resistenza a pubblico ufficiale. Può uscire su cauzione ma i suoi due giorni dentro se li fa di sicuro e così nel frattempo avremo i risultati degli esami!”. “Direi che la situazione si sta positivamente evolvendo verso la giusta direzione. Markus ce la sta mettendo tutta per finire nei guai. Non gli bastava essere indagato per l’attentato al Jupiter … ah ah ah. Diciamo che se le sta cercando col lanternino. Avere questi due giorni a disposizione per avere il risultato degli esami e sapere che il sospettato non è a piede libero, direi che è ottimo. Chiamo Axel e gli dico di andare al Chili Pepper a offrire i suoi servizi, visto che presumibilmente per un po’ Markus non potrà andarci. Così almeno sino a che il locale della Zerbs non riaprirà, può guadagnarsi qualche soldino. Il Chili Pepper non sarà il Jupiter, e non lo è sicuramente , ma qualche soldino in più in tasca fa sempre comodo. “. “Esatto : ci avevo pensato anche io di avvertire Axel subito. E puoi farlo, visto che ufficialmente almeno per due giorni, forse tre, Markus sarà ospite delle nostre celle. Digli che si proponga per questo periodo intanto e il resto verrà sicuramente da sé. “. “ Sembra che alla fine la cosa si ria risolta. In fondo due giorni passano in fretta e con i risultati in mano che penso proprio, ci daranno ragione, convalideremo il fermo del disc jockey che dovrà scontare un bel periodo in qualche carcere della zona. Non penso avrà una pena pesantissima: in fondo non è morto e non si è ferito nessuno. Ma l’attentato poteva avere conseguenze maggiori ed è giusto che paghi il suo debito con la società. Chi sbaglia è giusto che paghi. E lui … ha sbagliato!”. “Ora ti lascio continuare il tuo pranzo. Ci aggiorniamo appena e se avrò novità. Buon appetito!”. “Grazie capitano e grazie anche per la chiamata!”. Ellery avvisò Axel velocemente che lo ringraziò dell’opportunità e riprese il suo frugale pasto a base di yogurt e frutta. I giorni a seguire furono di transizione. C’era attesa per i risultati ma era una cosa sopportabile: erano sicuri che i responsi avrebbero incastrato Markus. La vita in un paese come Puka beach, lo sapete che scorre tranquilla. Il solito tran tran quotidiano intervallato da qualche interessante manifestazione. Per la giornata odierna era prevista una manifestazione gastronomica: parecchi ristoranti della zona avrebbero avuto un loro piccolo punto ristoro lungo il boulevard  principale . Era un evento atto a proporre e valorizzare la cucina locale: principalmente era quella della California ma in generale era importante valorizzare quella presente sul territorio e lì lo specchio si ampliava a dismisura e tante erano le proposte. Era molto bello a vedere. In un piccolo tendone si cucinava e proprio di fianco, fuori, c’era una manciata di tavolini che erano pronti a ospitare la clientela. Per l’occasione sarebbero stati proposti dei prezzi invitanti ed economici. Qualche struttura aveva ben pensato di abbellire il tutto con vasi di fiori. L’effetto era molto colorato. Non sarebbe mancata alla sera anche l’animazione di Puka Shell Radio con un po’ di musica revival: Ellery avrebbe fatto un paio di orette di musica vintage che era quella che lui amava maggiormente. Il tutto avrebbe attirato gente sia da quella presente in paese sia da quelli vicini. Sarebbero venute anche la Costini, la Arco, la Ford … tutta gente conosciuta nei precedenti casi. Come, chiamiamoli, espositori ci sarebbero stati anche il Green Pine con le loro pizze, il Pacific Fishes con le loro specialità’ di pesce, Mario con le sue prelibatezze italiane e tra gli altri anche il Surfers: J.Luke aveva affidato il compito di gestire il baracchino ad Andrew, John e Nick i suoi tre figli. Ellery uscito dal lavoro passò velocemente a trovare sua madre Marion per portargli un po’ di fogli, solita burocrazia, e si andò a preparare per la serata: era sempre di corsa tra mille impegni e cercava di fare sempre tutto nel migliore dei modi.  Non sempre ci riusciva ma almeno ci tentava. La manifestazione fu un successo e il boulevard sembrava un magico serpente tutto colorato che si snodava parallelo all’oceano costellato di tanti banchetti gastronomici che avevano attirato veramente tantissima gente. La gente era più interessata al mangiare che alla musica ma Ellery riuscì ad avere davanti a se qualche decina di persone che animarono la pista davanti a lui e né fu’ comunque contento. Bisognava sempre vedere il contesto e questo era indubbiamente un contesto dove la musica non era la protagonista, quindi andava benissimo così. Fece ballare un’ottantina di persone e lui né fu’ molto soddisfatto: era impossibile non ballare con pezzi come Night Fever, Grease, Born to be alive, I will survive, Hot stuff e tanti altri del genere. C’era anche Roby Bear che gli diede una mano nella scaletta, preparandogli i vinili necessari per la festa. Candy era occupata nel suo stand del ristorante Mario che stava lavorando parecchio. Alla fine della serata fu in grado di farsi un paio di balli. Riuscirono a tornare a casa insieme, ma prima passarono a salutare tutti gli stand che conoscevano e a fare due brevi chiacchere con tutti quanti.  “ Sai “ disse Candy “E’ stata proprio una bella manifestazione, perfettamente riuscita. Noi abbiamo lavorato tantissimo e quei pochi tavolini che avevamo a disposizione hanno avuto una grandissima rotazione. I tortellini sono andati alla grande: è un prodotto che funziona sempre, ma anche il prosciutto crudo è stato molto richiesto. Ci abbiamo dato dentro e son tanto stanca ma soddisfatta del lavoro più che ottimo che abbiamo svolto!E a te com’è andata?”. “Bene dai. Non disponevo di una platea immensa ma un’ottantina di persone le avevo e si sono pure divertite. Come sai a me interessa prevalentemente questo, ossia che la gente tanta o poca che sia … esca soddisfatta. Qua c’era poco da uscire, visto che eravamo all’aperto … ah ah … ma il concetto è questo.” Andarono a letto stanchi entrambi e prestissimo abbracciarono Morfeo. Mancava solo un giorno al risultato degli esami e l’impazienza cominciava a serpeggiare. Markus era sempre al fresco e se entro un paio di giorni sarebbe potuto uscire per i reati per i quali era dentro, altrettanto non si poteva dire per quello ben più grave per il quale era indagato e lui ancora ne era all’oscuro. Sicuramente pensava che con la cauzione pagata, in un paio di giorni sarebbe potuto uscire. Probabilmente il suo soggiorno sarebbe invece stato in un altro posto e ben più lungo. La giornata del capitano fu rivolta a lavori di routine. Un orecchio era sempre teso al telefono nel caso arrivassero in anticipo gli esami. Quella di Candy passò con un giro per i negozi del paese per fare un po’ di spesa e con il suo turno lavorativo da Mario dove forse anche grazie alla promozione della sera precedente , la gente era notevolmente aumentata. Ellery aveva saputo che Axel avrebbe cominciato dalla sera stessa al Chili Pepper e questo gli faceva piacere. Altra buona notizia arrivò invece dalla signora Zerbs: le operazioni di bonifica erano finalmente partite e stavano andando alla grande. Procedevano in maniera veloce e precisa. In capo a pochissimi giorni tutto il locale sarebbe stato svuotato dalle macerie e la parte non toccata dall’incendio, smontata e stoccata temporaneamente in un grosso capannone preso in affitto. Il bancone bar era tutto intatto e anche la parte uffici non era stata intaccata. Il resto era stato irrimediabilmente compromesso dall’incendio. Si riguardò tutte le foto che erano state scattate al Jupiter e si convinse sempre di più che le sue deduzioni dovevano essere state giuste. Ripensò anche al fatto che Markus bevesse vodka e che i piatti del Chili Pepper erano gli stessi di quelli del Jupiter. Impossibile fossero tutte coincidenze e se lo ripeteva anche a voce alta per convincersi maggiormente. In fondo per completare un puzzle, ci vogliono tanti tasselli…ma non solo: questi devono incastrarsi alla perfezione. E comunque qua mancava solo un tassello: grosso sicuramente, ma solo uno. E presto sarebbe arrivato anche quest’ultimo importante tassello.  Per stemperare l’attesa, la sera decisero di concedersi una buona pizza al Surfers.  “ Ciao ragazzi” esclamò J.Luke “ Tutto bene ? Come siamo messi col Jupiter ?” . “Ciao boss “ esclamò Ellery “ Noi stiamo bene, un po’ stanchi ma tutto ok . Col Jupiter direi che siamo messi abbastanza bene. Domani potremmo aver risolto il mistero. Stiamo solo aspettando il risultato del DNA che potrebbe incastrare definitivamente una persona. Ma al momento non posso aggiungere altro essendo ancora l’indagine secretata. Ma … siamo ottimisti!” . “ Bene , accomodatevi che intanto vi porto da bere!”.  Passarono una serata tranquilla e rilassante, mangiando e chiacchierando anche con J.Luke, quando il lavoro glielo permetteva. Alla fine della giornata il posto più accogliente che si potesse trovare era un comodo letto nel quale riposare e riprendere le forze. E così fu. Il giorno della verità’ era arrivato. I risultati dell’esame erano previsti per le 17.30. Ellery trovò il messaggio di Tody nel suo smartphone e uscì dal lavoro alle diciassette precise: avvertì la moglie che sarebbe passato dal capitano e s’incamminò verso la stazione di polizia. “ Ciao Ellery” esclamò l’ufficiale brandendo una busta “ Sono appena arrivati i risultati dei referti. Ecco : apriamoli insieme, vieni che guardiamo !”. Lo speaker si avvicinò. Lentamente la busta fu aperta: vi era una certa ansia, palpabile nell’aria. Primo referto: era quello del DNA presente nel bicchiere prelevato al Jupiter. Secondo referto: era quello prelevato dal bicchiere di Markus al Chili Pepper. Dopo un’interminabile letta di termini scientifici e di relazioni varie … si arrivò alla fine dei due fogli. Così c’era scritto: concludendo, possiamo affermare senza alcuna ombra di dubbio che i due DNA sono assolutamente compatibili e sono da attribuire alla persona di Markus Miller. “Bingo” esclamò Ellery . “Ce la abbiamo fatta anche stavolta “ disse il capitano “Adesso consegno tutto in mano al giudice che deciderà di convalidare il fermo per il ragazzo sino al processo che dovrà sostenere. E’ evidente che ci sia pericolo di fuga, quindi penso che rimarrà al fresco per un po’ !”. “Chiamo subito Candy, mi scusi un minuto!”. Chiamò la moglie e gli disse che le indagini si erano concluse e che era arrivata la conferma del DNA. “Arrivo tra poco a casa “ concluse. E così fece. Prima tirarono le ultime somme col capitano e si congratularono a vicenda , infine arrivò dalla sua dolce metà e la abbracciò : “ Finalmente è finito un incubo. Non ce la facevo più ad aspettare i risultati. Sarò scontato, ma anche questa volta è stato un ottimo lavoro di squadra, fatto in sinergia e armonia. Ci siamo arrivati molto lentamente e a dispetto di altre volte in maniera meno clamorosa. Ma l’importante è esserci arrivati com’è altrettanto importante la stima reciproca che anche questa volta è stata in essere tra me e il capitano. Ringrazio anche te per il supporto prezioso che mi hai dato e senza il quale non potrei vivere. Abbiamo cavalcato l’onda e non siamo caduti: è andata bene. Wow! Son veramente felice di come sono andate le cose!” . “ Bravo Ellery “ disse la moglie “ So l’impegno e la dedizione che anche questa volta hai messo nelle indagini, tu e il capitano ovviamente. E’ triste che a fronte di una cosa che si è voluta Markus con il suo carattere e il suo bere troppo, si sia avuta questa spropositata reazione. Ma l’importante è che tutto si sia concluso in maniera positiva, sia per voi che per tutta la comunità di Puka Beach !”. “Già’, era importante sapere che il tutto non aveva una organizzazione dietro ma che provenisse da un lupo solitario. E … toh … ha iniziato a piovere! Non disse nient’altro: aprì la porta di casa e uscì senza ombrello, con la pioggia che gli accarezzava il corpo, cosa che lui adorava.  Candy scosse la testa ridendo e disse: “ Buona passeggiata, Ellery !”.

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