Tears Are Falling (8°episodio)

Collana I Misteri di Puka Beach ( 8° episodio )

Tears are falling ( copyright 2019 )

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Personaggi :

Ellery……………………………..speaker radiofonico

Candy Worldy ………………. moglie  di Ellery

Steve Donati ………………… boss alberghiero

Francy Arco, Chrissy Costini, Gabry Rosatelli  ……………ragazze del Rock Up

Tenente Cobb…………………ufficiale di polizia di Aspen

Paul Tody……………………… capitano  polizia di Marine Beach

Jan Horwitz ……………………capo manutenzioni

Jeremy Stoltemberg ………capo cuoco

Mario Veero & Paul Finney ……aiuti capo cuoco

Natham Hill ……………………lift Boy

Jenson Butter ………………..vice Lift Boy

Dan Luiso……………………….autista

John Feel …………………………Maitre

Lowie Callun……………………  vice Maitre

Vince de Stamio .………………aiuto Maitre

Signor Stampleton…………… portiere

Paul Rucky ……………………… portiere di notte

Jane Sutton ………………………dottoressa

AJ ………………………………….. ..gestore Woodie Wood

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(THIS BOOK IS FOR ALL MY FAMILY AND FRIENDS )

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Un racconto giallo per ragazzi di Ellery Sinclair

Copyright 2019

Ottavo capitolo dei Misteri di Puka Beach e primo fuori porta (chiamiamolo così). Le vicende si svolgono ad Aspen e ci portano in uno scenario totalmente nuovo per Ellery e Candy. Niente piu’ spiagge assolate ma scenari nevosi e clima freddo. Una cosa inusuale per loro che comunque sembrano trovarsi perfettamente a loro agio. Tanti personaggi nuovi e qualcuno vecchio. Qualcuno che avrà piu’ peso rispetto al passato e qualcun altro meno. E’ bello rimescolare le carte e son stato molto contento di farlo per questo nuovo capitolo. Come sempre vi ricordo che questi sono semplici racconti gialli per ragazzi: volutamente elementari e altrettanto volutamente senza volgarità varie. Li può leggere chiunque passando qualche decina di minuti in totale relax immedesimandosi nella trama, nella location e nello spessore emotivo dei vari personaggi. La morale di questi libretti è semplice: i buoni vincono sempre. Penso che ognuno di noi possa riconoscersi in qualcuno dei vari elementi che animano questi racconti. E a me fa solo che piacere quando qualcuno mi dice: mi sembra proprio di vivere a Puka Beach. E questo …  grazie alla descrittività dei miei testi. Non sono capolavori e non ambiscono a esserlo. Nascono esclusivamente dalla mia passione e dalla mia fantasia che cerco di tradurre in pagine composte a loro volta da centinaia di lettere che messe insieme danno questi racconti. Come sempre, nonostante le tante correzioni che ho fatto, ci saranno qui e là dei piccoli errori e mi scuso per questo. Di questi tempi la gente di solito vede solo gli errori degli altri e mai i propri. Io non li vedo ( perché non me ne accorgo…) … ma so che ci sono … ah ah ah. Un abbraccio forte e Vi aspetto per il prossimo episodio dei Misteri di Puka Beach.

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L’Eco di Aspen del 3 gennaio, riportava la seguente notizia in prima pagina, e a caratteri cubitali : << Steve Donati, noto imprenditore alberghiero, in fin di vita!>> . L’articolo, in dettaglio, spiegava che a causa di un cedimento strutturale di un pilone della seggiovia a est degli impianti, il Donati era precipitato per parecchi metri, terminando il suo volo su di un piccolo cumulo di neve. Non si escludeva l’origine dolosa del fatto. Intanto, a centinaia di chilometri di distanza  : “ Hey Ellery!” esclamò Candy “ Hai cominciato a preparare le valigie? Domani si parte: ricordati i pile e i cappelli, perché lassù … farà freddo e non poco !”. Quel lassù si riferiva ad Aspen in Colorado, famosa località sciistica americana, dove avrebbero passato una settimanetta di vacanza all’insegna del relax  e dello sport, che specie ad Ellery non faceva mai male visto la sua taglia XL perenne. Veniva da un periodo super impegnato di lavoro: le feste natalizie erano sempre fonte di un aumento di materiale da processare nella ditta dove lavorava. Poi qualche serata musicale in piu’ e un paio di dirette aggiunte all’ultimo ora da Ted Valley in radio, avevano completato il tutto.  Quindi sette giorni di riposo lo avrebbero senza dubbio ricaricato. Stessa sorte per Candy. Aveva lavorato duramente al ristorante da Mario durante le festività, tra cene aziendali e ricorrenze del periodo. La loro meta era una delle piu’ note località turistiche invernali di tutti gli Stati Uniti d’America e la scelta era caduta sul simpatico paese, un po’ per l’innegabile bellezza dei paesaggi, un po’ per il divertimento che offriva, e un po’ per sfruttare un’occasione che era capitata a Candy, che aveva vinto nel locale piccolo  centro commerciale, appena fuori Puka Beach, un viaggio per due persone. Alla fine era solo un ensemble di una decina di negozi racchiusi in un edificio: non era niente di faraonico o immenso. Si trovava a circa un miglio dal centro della cittadina e aveva un ampio e comodo parcheggio. La quasi totalità degli esercizi in inverno erano chiusi perché il gioco non valeva la candela, ma almeno tre erano attivi anche in inverno tra cui un negozio di generi alimentari che aveva organizzato questa simpatica riffa nel periodo ante natalizio per incentivare le vendite del periodo estremamente fiacco e poco remunerativo.  La risposta del pubblico non si era fatta attendere e i copiosi incassi erano dovuti anche al fatto che come premio, ci sarebbe stata quella settimanetta ad Aspen che aveva fatto gola a tante persone. Il ragionamento era semplice: mangiare si deve e quindi almeno per quel periodo la gente si era concentrata a fare gli acquisti proprio in quel negozio sino alla fine della promozione. L’estrazione aveva premiato proprio Candy, che pur non amando al cento per cento la montagna, era stata molto contenta di questo fatto. Era un’occasione per staccare la spina e ricaricare le batterie dopo gli stress da lavoro natalizi. Inoltre il ristorante dove lavorava, proprio in quel periodo avrebbe chiuso per ferie per due settimane e tutto alla fine si era magicamente incastrato. In inverno il paese sembrava quasi andare in letargo. L’intensa attività estiva che aveva visto anche un’importante manifestazione surfistica, era lentamente scemata e a partire da metà ottobre parecchie attività avevano terminato il loro corso stagionale e avevano già sistemato il locale in attesa del mese di marzo quando con calma avrebbero ridato vita alle varie strutture. Le chiusure invernali colpivano maggiormente i punti ristoro che essendo numerosi, non avrebbero potuto tutti sopravvivere dignitosamente. Tra gli altri rimanevano aperti il Pacific Fishes, da Mario, il Surfers e piu’ a nord il Two Lakes e l’inossidabile Green Pine. Per quello che riguarda i negozi, vivacchiavano il bazar di Dino Cardoni e il negozio sportivo di David Wilson che in inverno era l’unico aperto del paese. Presente anche il negozio di dischi di Jerry, che viveva anche grazie agli acquisti che vi faceva Ted Valley di Puka Shell Radio. Il fiume Blue River all’interno invece era quasi completamente abbandonato durante l’inverno. Rimaneva il solo Little Cabbage aperto, che rappresentava una valida alternativa per tutti coloro che lavoravano nella zona industriale del paese e non si fermavano a mangiare nelle mense aziendali. Gestito da Mary con l’aiuto della signora Columbo, offriva dei menù di lavoro molto interessanti. Rimanevano attivi ovviamente i negozi che offrivano servizi: il barbiere, la parrucchiera, i casalinghi e poche altre cose. Gli abitanti invernali erano solo poche migliaia e per loro i pochi negozi aperti erano piu’ che sufficienti. Anche a livello animazione era un periodo abbastanza statico: il cinema teatro presente offriva qualche manifestazione interessante ma nient’altro. In piazza , faceva troppo freddo per organizzare qualche cosa. Ma tutto sommato : andava bene così. Mancava solo un giorno alla partenza ed Ellery non era granché messo bene con i preparativi: doveva ancora recarsi in radio per tappare un buco di un suo collega che aveva avuto un imprevisto, poi passare a comprare un paio di cosette al bazar di Cardoni e infine tornare a casa e finire di preparare le valigie con sua moglie.  “Razza di disorganizzato!” esclamò ridendo questa ultima  “ Io ho tutto già pronto, e tu invece sei qua con dentro alla valigia un paio di guanti e basta? Ammetti che la cosa è comica. Comunque, siccome so che  non ti sei girato i pollici, ti darò volentieri una mano! “. “Grazie mille! Sei un tesoro! “ e la baciò. Puka Beach offriva bene o male un clima che mai sfociava nel freddo polare in nessun periodo dell’anno, ma  Aspen era molto piu’ fredda, e bisognava attrezzarsi piu’ che degnamente per sfruttare in pieno tutte le opzioni che il luogo di villeggiatura offriva loro. Ellery si ricordò di colpo che non aveva preso la pellicola per la sua macchina fotografica analogica: ne aveva anche una digitale, ma voleva usarne entrambe. Uscì di corsa e si diresse verso Mark Tommy , il locale fotografo. Era piccolo di statura ma con una grande parlantina: “ Ciao Ellery, come posso esserti utile ?”.“Domani partiamo per Aspen. Andiamo a passare una bella settimana di vacanza: manna caduta dal cielo. Siamo stanchissimi tutti e due, per cui diciamo che andiamo a ricaricarci le batterie. Insomma, le premesse ci sono tutte….speriamo che non si dissolvano in un batter d’occhio!” concluse lo speaker. “Beati voi!” esclamò il fotografo “Qua dobbiamo smaltire una tonnellata di lavoro: le feste appena passate ci hanno lasciato un gran numero di servizi da sviluppare ed elaborare. Comunque, caro amico, tu mi tenti! Piacerebbe anche a me chiudere la baracca! Vedrò come sono messo col lavoro, ma la vedo dura! A proposito, Ellery, se ti serve una buona pellicola sai che con la neve non si scherza: la sensibilità della pellicola e i tempi d’ esposizione sono basilari ! “. “Certo” rispose lo speaker “Sai benissimo che non sono un esperto, per cui mi affido a te!”. Mark, rifornì Ellery di tutto il necessario, quindi lo salutò e ritornò in camera oscura. Lo speaker tornò di corsa a casa, giusto il tempo per vedere che sua moglie gli aveva finito la valigia e la stava chiudendo. “Grazie di cuore Candy” esclamò Ellery “ Sono sempre abbastanza disorganizzato per ciò che riguarda queste cose. Mi sei stata utilissima!”.  “ Come se non lo sapessi … ” rispose la moglie ridendo. E’ sempre difficile preparare le valigie perché’ il rischio maggiore è quello di scordarsi sempre qualcosa che può andare dal semplice spazzolino al piu’ importante maglione pesante, che ad Aspen farebbe sicuramente comodo. Ellery da questo punto di vista era da sempre … un distratto da competizione, quindi l’intervento della moglie fu sicuramente provvidenziale. Si era fatto tardi per preparare la cena: avevano investito tutto il tempo utile per completare la delicata operazione di preparazione delle valigie. Decisero di andare a mangiare un boccone al Surfers. “Ciao ragazzi “ esclamò J.Luke, il gestore del locale “ Era qualche giorno che non ci si vedeva. State bene? “. “Ciao” rispose Ellery “ Tutto bene. Domani siamo di partenza per una breve vacanza ad Aspen: sai … Candy ha vinto quella lotteria del centro commerciale!”. “ Si . Avevo sentito. Spero possiate divertirvi alla grande e rilassarvi. Pensate solo a riposarvi mentalmente e … sciate anche per me! Con la radio come farai? “ . “ Ho preparato delle bobine registrate che Ted Valley potrà mandare in onda per questi pochi giorni che mancherò, E’ già stato tutto calcolato. La serata revival da te la ho tra due settimane e direi che siamo a posto su tutto!” . “L’importante è …” disse Candy “ Che si sia ricordato di prendere ferie al lavoro … ah ah ah!”.  “Si si … “ rispose il marito ridendo “ Non preoccuparti. E sicuramente ci divertiremo !”. In realtà Ellery non era assolutamente padrone neanche della piu’ elementare tecnica sciistica, ma apprezzava comunque a piene mani il clima estremamente salubre che Aspen offriva . Si era informato comunque con numeroso materiale con il quale si era documentato piu’ che a sufficienza. Le previsioni per quel periodo erano piu’ che ottime, e solo ieri, una coltre di candida e soffice neve aveva imbiancato la piccola cittadina e tutti gli impianti a essa intorno. Puka Beach invece come sappiamo, in questo periodo non offriva molto: i pochi turisti che avevano soggiornato durante il breve periodo natalizio erano tutti quanti ripartiti, e quindi ora regnava sovrana una grande tranquillità. “Accomodatevi ragazzi” disse J.Luke che intanto vi porto da bere: mezzo di bianco per Ellery e una Pepsi media senza ghiaccio per Candy! E … sarà lungo il viaggio ?” . “Non dovremmo impiegarci tantissimo. Trapasseremo in diagonale l’Arizona e saremo in Colorado in men che non si dica. Comunque, per qualsiasi cosa questo è il numero di telefono del Crystal, dove alloggeremo; in piu’ hai i nostri numeri di cellulare! In caso di bisogno… sono raggiungibile !”.  “Semmai ci sentiremo per sapere come va . Per la serata non c’è problema … fai in tempo a ritornare. Ah … che pizza prendete? “ . “Io una Mexico “ disse lui . “ Io prendo una della casa , senza pomodoro!” disse Candy. “Perfetto “ rispose J.Luke “ Vado a passare le ordinazioni !”. Il locale non era pienissimo: in questo periodo di giorno feriale l’afflusso non era notevole e quindi le pizze arrivarono abbastanza velocemente. Come sempre risultarono ben cotte a molto digeribili. La serata fu piacevole ma finì non tardi. Dovevano svegliarsi alle sei di mattino all’indomani. Avrebbero avuto un’oretta tonda tonda per prepararsi ed essere puntuali per espletare le noiose ma necessarie operazioni di imbarco. Il paese possedeva solo un piccolo aeroporto da turismo, e quindi dovettero rivolgersi a una ventina di miglia a nord, per poter usufruire di un volo diretto e con una grande major. Il sole doveva fare ancora capolino: solo una tenue e insicura luce, cercava di farsi largo in mezzo alla spessa coltre notturna. La sveglia suonò e iniziarono a prepararsi. Quindi salirono in macchina , che avrebbero lasciato ad un parcheggio custodito a pagamento all’aeroporto , e partirono.  Erano abbondantemente in anticipo, per cui si fermarono velocemente a un simpatico pub appena fuori dell’Highway che avevano imboccato poche miglia prima. Comprarono anche l’edizione fresca fresca del quotidiano locale, con l’intenzione di spulciarsela adeguatamente durante il viaggio. Nella sala d’aspetto del grazioso aeroporto di Santa Sauza, ebbero la sorpresa di trovare tre loro conoscenze: Chrissy Costini, Gabry Rosatelli e Francy Arco che anche loro erano dirette ad Aspen per una breve vacanza. Lavoravano tutti e tre al Rock up di Little Palm e in questo periodo il locale era chiuso per due – tre settimane di ferie.  “ Ciao ragazze: che sorpresa!” esclamò lo speaker “ Anche voi in partenza per Aspen ?”. “Siiiiiii “ trillò la Costini !” che corse ad abbracciarli. La castana ragazza si era fatta crescere i capelli e non stava per niente male . “Abbiamo prenotato pochi giorni fa “ disse Gabry. “ E siamo state molto fortunate che abbiamo trovato ancora libero qualcosa “ esclamò la Arco . “Sono contenta che facciamo il viaggio insieme “ disse Candy “ E poi avremo occasione di vederci anche una volta arrivati!”. La voce dell’altoparlante annunciava che il loro volo sarebbe partito tra cinquanta minuti esatti al corridoio d’imbarco nr.10. Una volta espletate le operazioni di check in ed essere stati passati al setaccio dal metal detector, salirono la scaletta dell’aereo che li avrebbe presto portati a destinazione. Ellery non amava particolarmente volare: era una sua fobia che lo accompagnava da quando era piccolo. Le grandi altezze male andavano in accordo con lui. Non incontrarono fortunatamente particolari turbolenze durante il tragitto, il che favorì il sonno leggero di qualche membro della simpatica band e un’atmosfera di generale rilassatezza. Dopo aver eseguito le pratiche di check out e recuperato i bagagli, raggiunsero la loro destinazione. Nel primissimo pomeriggio erano già comodamente alloggiati al Crystal: era un hotel di recente costruzione, quindi dotato di eccellenti rifiniture e servizi interessantissimi, quali palestra, piscina coperta e mini discoteca. Le tre ragazze invece erano al White Snow, che era a circa centro metri di distanza.  “Wow, che bellezza!” urlò di gioia Candy mentre sistemava le sue valigie nel capientissimo armadio in mogano che sovrastava la parete nord della camera. “Veramente bello!” concordò il marito. Adesso cerchiamo di sistemarci al meglio in questa reggia, e dopo andiamo a fare due passi in giro. Venendo all’Hotel ho visto dei negozi veramente carini, bar invitanti e insomma, mi voglio proprio tuffare nella mischia!”. Dalla finestra constatarono che un bel paio di pedule ai piedi, sarebbero state l’ideale protezione al freddo e alla neve di Aspen. Percorsero la rossa moquette del corridoio e si diressero verso la hall, dove consegnarono le chiavi delle loro stanze al portiere, che sfoggiava una fastosa ed elegantissima livrea. “Buon giorno signor Stampleton, ecco a voi le chiavi!” disse Ellery . “Grazie, e buona giornata!” rispose il solerte impiegato. L’aria era veramente pungente, ma l’impavido duo era perfettamente attrezzato  per resistervi adeguatamente. Visto però che il veloce snack consumato sull’aereo, aveva loro lasciato un buco nello stomaco, entrarono in una vicina paninoteca per poter colmare quanto prima questo vuoto. Il locale, il Woodie Wood, era alquanto carino: le pareti erano interamente ricoperte di legno, il che conferiva al pub un aspetto caldo e accogliente. In piu’, un coreografico caminetto pieno di ceppi crepitanti, dava veramente un tocco di calore unico nel suo genere. “Salve ragazzi” esclamò il giovane dietro  il bancone “ Siete nuovi? Non vi ho mai visti!”. “Si, siamo appena arrivati! Io sono Ellery e lei è mia moglie Candy !”. “Piacere. Io sono Aj e sono il proprietario di questa baracca. Dove alloggiate?”. “ Ah…proprio qua di fianco, al Crystal!” disse lo speaker “ E’ veramente un bel posto e ne siamo veramente rimasti colpiti positivamente. Noi veniamo da Puka Beach, California. Abbiamo vinto, anzi per essere precisi, Candy ha vinto un bel viaggetto premio e quindi eccoci qua pieni di entusiasmo e di buona volontà per goderci al meglio questo soggiorno! “. “Beh, alloggiate proprio in un bel posto. Il padrone è Steve Donati, un imprenditore veramente in gamba. E’ suo anche il White Snow, poco piu’ avanti. Adesso però è in ospedale, in coma. Ha avuto un incidente con la seggiovia; sembra che sotto ci sia qualcosa di sporco. Da due giorni in città non si parla di altro: Steve è una brava persona e sinceramente spero che si possa salvare e rimettere in sesto al meglio.”. “Donati … mhhhh! “ mugugnò Ellery “ Devo avere letto qualcosa riguardo a questa notizia. Non pensavo che l’hotel fosse suo”. “Non solo l’hotel” continuò Aj “ Ma anche parecchie strutture della zona sono sue. Diciamo che ad Aspen lui è una vera istituzione ed ha fatto anche molta beneficenza; non si merita certo la fine che sta facendo. Va beh…passiamo a qualche cosa di piu’ frivolo. Che cosa posso prepararvi di buono. Qua troverete un ampia scelta di panini e bibite come potete vedere dalla lista  ?” e così dicendo gli porse due fogli plastificati in formato A4.  Dopo un minutino scarso: “Per me un bel Dante’s Inferno e un bicchiere di vino bianco !” disse Ellery. “Mi sento in dovere di avvertirti” disse il gestore “ Che quello che hai scelto, è il panino piu’ piccante che ci sia, non ne faccio molti!”. “Si vede che non lo conosci “ disse Candy “Sarebbe capace di mangiarti  dieci jalapenos di fila senza battere ciglio! A me porti un Welcome Summer e una pepsi senza ghiaccio! “. Il cibo e le dosi erano entrambi ottimi, e uscirono dal locale con la promessa di ritornarci quanto prima. Proseguirono nella passeggiata. I negozi di Greenhead Rd erano tutti interessanti: la maggior parte di loro riguardava articoli sportivi e boutique, ma anche i souvenir facevano la loro parte. Ellery fu attratto da un negozio di gadgets che esponeva un poster di Betty Boop: fu suo per tre dollari e mezzo! Continuarono lo shopping e rientrarono in albergo poco prima dell’ora di cena. Appena il tempo di entrare in stanza e il telefono squillò: era la Costini che chiedeva se avevano programmi per la serata e se avevano piacere a stare un po’ insieme. Ellery e Candy le invitarono a fare due salti dopo cena alla piccola discoteca dell’Hotel. Già perché la struttura aveva pure questa: proprio un locale adibito al ballo, seppure piccolo. Era estremamente accogliente e funzionale. Alle 21.30 arrivarono le tre ragazze.  Lasciarono il pesante giubbotto al guardaroba e raggiunsero la nostra coppia. Erano veramente eleganti e carine: stavano sinceramente bene. Giovani, frizzanti: pollice alto. Ellery indossava una camicia molto anni sessanta che ricordava un po’, le mise di Dean Martin. Si scatenò nei balli, approfittando del fatto di un ampio revival della disco anni settanta che lui apprezzava tantissimo e che in prima persona proponeva nelle sue serate revival al Surfers. Candy con le ragazze si divertì tantissimo: queste ultime apprezzarono maggiormente la musica piu’ recente che arrivò nella seconda parte della serata. Quindi, tutti sensibilmente stanchi e provati dal viaggio , si ritirarono nelle loro stanze per sprofondare di lì a pochi minuti, in un sonno profondo. Le stanze erano riscaldate al punto giusto e il riposo aiutato anche da un ottimo materasso … fu veramente quel che si dice … ristoratore. Si svegliarono di buona ora e consumarono una abbondante prima colazione : la scelta era veramente ampia. Funzionava il servizio a buffet anche per le bevande. Un paio di macchinette elettriche erano nell’ampio salone e uno poteva scegliere tra caffè, cappuccino, latte etc. etc. Approfittarono per dare un occhio ai giornali locali : l’Eco di Aspen riportava ancora ampi stralci di Steve Donati; il tenente Cobb, che si occupava del caso, non aveva fatto considerevoli passi in avanti nelle indagini , e lo stato comatoso dello sfortunato imprenditore non era per niente migliorato. Le condizioni rimanevano altamente critiche . Uscirono e incrociarono Aj, che li salutò cordialmente. Nella stradina che conduceva al retro dell’albergo, con la coda dell’occhio videro il capo cuoco, che in seguito scoprirono chiamarsi Jeremy, che stava svuotando l’immondizia: l’ultimo sacco che buttò via fece un rumore veramente assordante, e svegliò definitivamente sia Ellery sia Candy. Dopo pochi istanti arrivò il camioncino della lavanderia. “Pero’!” disse lo speaker  “ Non sono ancora le nove di mattina e c’è già una grossa attività in questo edificio …  ! Bene….è segno di efficienza!”. Andarono a visionare gli impianti sciistici e ne risultarono impressionati: le piste di Aspen erano veramente enormi, e tra di esse spiccavano enormi spianate che si alternavano a singhiozzo per formare un paesaggio veramente incantevole. Presero una seggiovia per arrivare sino al rifugio situato proprio sul cucuzzolo della montagna. Il breve viaggio, benché leggermente oscillante a causa del vento, si rivelò piacevole. Dal rifugio si poteva osservare l’intera vallata, dove sorgeva il nucleo cittadino, e con un binocolo si poteva distinguere chiaramente anche il Crystal.  “ Sai Candy ” disse Ellery “Mi sembra impossibile che un impianto così moderno e all’apparenza solidissimo e funzionale, abbia potuto causare la caduta di Donati!”. “Difatti “ rispose la moglie “Aj ha detto che la dinamica non era chiara, e tu stesso mi hai detto poco fa che nel trafiletto che avevi letto, veniva, seppur velatamente, suffragata l’ipotesi del dolo. Quindi non ci vedo niente di strano! Probabilmente chi ha escogitato il piano, conosceva bene le abitudini di Donati: infatti mi sembra di capire che non ci siano altre vittime!”. “Esatto” disse il marito “Ho letto un paio di giornali. Ne emergeva un Donati abbastanza abitudinario, che ogni mattina alla stessa ora, poco prima che gli impianti fossero aperti al pubblico, prendeva la seggiovia AB100 per poi effettuare una bella passeggiata. Salutista convinto, non mancava mai a questo appuntamento, ritenendolo un ossigenazione ineguagliabile e insostituibile.”. “Era quindi facile” ribatte’ la moglie “prevedere le sue mosse!”. “Già!” concluse Ellery “E a questo punto aggiungo anche … purtroppo !!!”. Sulle piste incontrarono Chrissy, Gabry e Francy. Loro decisero di puntare su un qualcosa di piu’ sportivo: le piste di Aspen erano ampie e comode per chi voleva praticare lo sci tradizionale. Anche per lo sci di fondo si batteva bene . Ellery e Candy optarono per una bella passeggiata tonificante : rimasero pienamente soddisfatti della loro visita e comprarono un paio di ski pass che avrebbero utilizzato presumibilmente per un po’ di tranquillo sci di fondo.  Ritornarono quindi al Crystal, dove da  un eccitatissimo signor Stampleton appresero di un leggero miglioramento delle condizioni di Donati. La notizia mise una certa positività intorno a tutta la struttura, ospiti compresi: in fondo loro abitavano nel suo Hotel, e cominciavano a essere orgogliosi di questo, visto anche l’ottima statura morale del suo proprietario.   Ellery si stava rigirando dal portiere, quando dalle scale sbucò a rotta di collo un uomo di mezza età, pochi radi capelli ai lati della testa, baffi grigi e occhiali tondi con montatura in metallo. Per poco non investì lo speaker: proseguì la sua folle corsa senza neanche chiedere scusa. Era Jan Horwitz, il capo officina addetto a tutte quelle manutenzioni ordinarie che non richiedevano  l’intervento di ditte esterne. “Pero’, che maleducato!” disse piccata Candy “A momenti mi travolge il marito e neanche un accenno di dispiacere!”. “Quasi quasi  gli corro dietro per fargli una bella ramanzina!” si auto propose Ellery . “Fiato sprecato!” esclamò Stampleton che aveva osservato l’ intera scena “L’assunzione di John è stata dettata esclusivamente dai sindacati.  Era stato licenziato una volta a seguito di alcuni comportamenti poco consoni al luogo ma grazie all’intervento di associazioni varie, era riuscito a farsi riassumere. Ma è palpabile nell’aria il fatto  che lui non sia contento di lavorare qua , e non fa niente ad essere sincero, per farsi bene accettare . E’ un tipo scontroso e scostante, però fa bene il suo lavoro, e … va bene così, anche se i suoi comportamenti sono spesso deprecabili. Di tutta altra pasta troverete Morgan Child, il ragazzo che gli da una mano . Se avete problemi, parlate pure con lui, e ditegli che ve l’ho detto io!”. “Grazie signor Stampleton!” disse Candy.  La giornata odierna era tersa, limpida e assolutamente priva di vento: non avrebbero avuto nessun problema meteorologico di sorta. Il pranzo fu molto buono. In mezzo alla sala vi erano un paio di tavolate dedicata al buffet : c’era del finger food, verdure, contorni , salse, affettati e tanti stuzzichini.  Un breve riposino e poi via, verso nuove avventure. Fecero dello shopping per tutto il pomeriggio; Ellery comprò un coloratissimo sacchetto di biglie per Simon, un simpatico bambino che abitava nella sua stessa palazzina a Marine Beach, e un caldo cappello di piumino per affrontare al meglio il pungente freddo della cittadina. Anche Candy scelse un cappello abbastanza pesante. L’aria fredda della zona spesso era fastidiosa: ma si poteva combattere tranquillamente con un buon copricapo. Al loro ritorno in albergo furono aggiornati circa le ultime novità su Donati: non ce ne erano di rilevanti. Era al 3° piano del St.Andrew Hospital, sempre in stato comatoso e con qualche speranza in piu’ di salvarlo: la forte fibra dell’uomo stava opponendo una fiera resistenza alla spettrale ombra della morte, che aleggiava come un avvoltoio sopra di lui. Il quadro clinico era stazionario ma con un moderato ottimismo.  Per le ore 20,15 erano in sala da pranzo. Entrambi scelsero piatti energici e ricchi di calorie: furono completamente soddisfatti delle loro scelte. Candy che aveva ancora fame, chiese cortesemente se era possibile avere un piatto di croccanti patatine fritte da dividere col marito. Gli furono portate dopo pochi minuti, servite in un vassoio in silver plated, con annessa una ciotolina di maionese, evidentemente non comprata, ma proveniente dalle cucine del Crystal. Ellery tralasciò la maionese e si concentrò solo sulle patatine. Ne mangiò poche: pur avendo una gran passione per il fritto, questo andava poco d’accordo con il suo stomaco, molto sensibile per questo genere di cottura. Idem le salse come la maionese.  Un buon american coffee  concluse la cena. Nonostante il giorno feriale, la passeggiata notturna della principale via di Aspen, era ricca di fascino e attrattive. Le scintillanti insegne luminose disegnavano curiose ombre sui marciapiedi, leggermente imbiancati dalla recente nevicata. Una macchina della polizia passò loro vicino per girare subito verso est.  Non vi era molto traffico a quell’ora: passarono un’ambulanza, il camion per raccogliere l’immondizia, una manciata di macchine sportive, un camion di una lavanderia e un paio di motoslitte, appena fuori dal centro cittadino. Erano da poco seduti vicino al caminetto del locale di AJ, quando Candy cominciò ad accusare dei forti spasmi addominali, che velocemente si spostarono verso la pancia, causando alla ragazza dei discreti dolori. “Probabilmente mi ha fatto male qualcosa che ho mangiato! Forse è meglio che faccia un salto al Pronto Soccorso; mi farò visitare e così mi daranno qualche cosa per stare meglio!” disse lei. “Ti accompagno subito!” disse Ellery.  Il taxi che Aj aveva chiamato, fu da loro in meno di cinque minuti. Furono fortunati: al St.Andrew Hospital era una serata abbastanza  tranquilla.  La bionda infermiera dell’’accettazione li indirizzò al terzo piano, dove il dottore di turno avrebbe visitato la sfortunata ragazza, in preda oramai a veri e propri crampi. Una gentile suora la avrebbe accompagnata a destinazione.  “In bocca al lupo, amore ti raggiungo tra poco e ti aspetto fuori dalla porta !” disse lo speaker “ Esco un minuto per ossigenarmi un po’ e arrivo “. “Fai  pure con calma. Ne avrò per un po’, quindi beviti pure un caffè e poi vieni a vedere a che punto siamo.!” E così dicendo, accompagnato dalla suora, svoltò l’angolo. Il classico rumore degli zoccoli ospedalieri della sorella si perse nell’aria dopo pochi attimi. Ellery si diresse verso la macchinetta del caffè, estrasse dalla tasca un quarto di dollaro e lo indirizzò verso la fessura. Col caffè in mano si diresse all’uscita! Candy era nelle tranquillizzanti mani di un medico e a essere precisi era nelle mani di una giovane dottoressa di nome Jane Sutton, la quale, una volta appurato che la ragazza era stata oggetto di una intossicazione alimentare, la stava sottoponendo alle cure del caso.  Nel frattempo Ellery , stimolato dal pungente freddo, stava pensando tra se’ e se’ : “Ma se le condizioni di Donati avevano avuto un leggero miglioramento, e  se l’attentato è stato fatto per impedirgli  di parlare di un qualcosa che aveva scoperto o era in procinto di scoprire, significa che con tutta probabilità ci potrebbe essere un bis! “. Intanto dalla fioca luce del lampione cominciava a trasparire una leggera nevicata. E continuando : “Se io fossi un criminale, di sicuro ritenterei il colpo, e quale occasione migliore di un posto come questo, dove lui è completamente inerme. Ho letto da qualche parte che una guardia è sempre di piantone ma … non può esserci niente di male se do un occhio al famoso terzo piano dove tra le altre cose devo andare per Candy.  Il piano è enorme, nessuno farà caso a me, e poi ho l’alibi di cercare la moglie !”. Rientrò. Il piano era formato da un corridoio lunghissimo alla cui fine sia a sinistra sia a destra si snodavano altri due tronconi: una sorte di croce con un piccolo corridoietto a chiudere il vertice. Al secondo piano incontrò un’altra suora: il suo abito andava quasi a sfiorare il terreno. La lasciò passare e la osservò distrattamente mentre saliva le scale, alzandosi leggermente la tonaca. Candy era nel corridoio di sinistra, proprio in fondo; mentre Donati era in quello di destra con una gente a piantone della camera. Ellery s’informò della moglie e gli risposero che aveva quasi finito. Allora si diresse verso il corridoio, dove era ricoverato l’imprenditore. La sua era una stanza privata, la penultima prima dei bagni, a destra. Davanti alla porta vi era una sedia con seduto mollemente sopra, quello che doveva essere un agente di guardia. Si avvicinò senza fare il benché minimo rumore, e notò che in mano aveva un bicchierino di caffè vuoto: l’agente non fece alcun cenno di movimento. Quando gli fu’ completamente davanti, notò che era svenuto, o almeno così sembrava. D’istinto gli venne in mente  l’immagine della suora che saliva le scale: “Cristo! Ecco cosa c’era che non andava: i tacchi alti. Le suore non li portano!” Apri’ la porta di colpo :  la stanza era semi-buia e si sentiva distintamente il rumore dei vari macchinari usati per tenere in vita Donati!!! “Fermaaaa!!!” urlò Ellery  ad una figura che stava per iniettare qualcosa nella flebo di Donati! Per tutta risposta ottenne una grande spinta e un colpo in testa che riuscì quasi del tutto a schivare, ma che lo lasciò comunque in terra un paio di secondi. Si alzò e vide la finta suora che fuggiva. “Vigilanza ” urlò piu’ forte che poté “ Bloccate quella persona  , ha appena tentato di uccidere Donati!”. Una guardia si portò immediatamente verso il punto di convergenza dei due corridoi. Di sicuro essendo in ritardo, non sarebbe arrivato in tempo per bloccare il corridoio a sud, ma avrebbe precluso almeno una via di fuga. Anche la dottoressa Sutton era uscita e aveva già avvisato la sorveglianza di intervenire. A questo punto Ellery mise la mano nel giaccone: si ricordò del sacchetto di biglie. Le estrasse, e con tutta la forza che aveva in corpo, lanciò un paio di manciate delle diaboliche sferette in direzione della suora, sperando che questa potesse avere dei danni. Poi ne lanciò altre ancora, e aspettò qualche attimo. Il rumore delle biglie che rotolavano pareva interminabile ed effettivamente a lui sembrò un’eternità: ma ben presto si rese conto che il suo piano aveva funzionato. La suora cadde lunga e distesa. Si rialzò e riuscì a guadagnare l’uscita di sicurezza: oramai era in trappola. La sorveglianza fu avvertita di concentrarsi in direzione scala anti incendio. A un certo punto si sentì un grosso tonfo: con tutta probabilità la finta suora era scivolata sulla scala resa insidiosissima dalla neve ghiacciata. In meno di un minuto il servizio di sicurezza era su di lei….ma la visione che si presentò loro, era un corpo esanime e pieno di lividi. Fu trasportata immediatamente in sala rianimazione. L’agente fuori dalla stanza era stato drogato, proprio con il caffè che cortesemente gli era stato portato dalla criminale: fortunatamente si stava già riprendendo. Arrivò la dottoressa Jane  e si diresse verso Ellery , che nella foga era scivolato e si teneva il polso : “ Tu devi essere il marito di Candy . Posso esserti  utile?” domandò cortesemente “Non mi sembrate di queste parti?”. “Grazie, mi duole un po’ il polso, ma non penso che sia una cosa preoccupante! Veniamo da Puka Beach … California !” .“Puka  Beach???” esclamò la giovane dottoressa “La scorsa estate  ero proprio lì in vacanza; ho assistito anche ai campionati regionali di surf. Se non sbaglio c’era stata un po’ di confusione, ma poi un ragazzo  aveva dato una considerevole mano alla polizia per quel caso. Fra loro c’era anche uno speaker radiofonico di una radio … mhhh … mi pareva si chiamasse Ellery! ”. “ Bene, direi che quel ragazzo, lo hai davanti a te  ! “A conferma delle sue parole, mostrò il suo documento di identità e il suo tesserino radiofonico. “Certo che il mondo è davvero piccolo!” rispose la dottoressa. Era rossa di capelli, alta circa un metro e settanta, vicino ai trentacinque anni: era in servizio ad Aspen da circa cinque anni. Proseguì : “Appurato che sei lo stesso ragazzo che ha aiutato in maniera così determinante la polizia, significa che sei una persona onesta ed affidabile ! Hai fatto un buon lavoro con Donati. La guardia è stata narcotizzata e noi siamo a circa duecento metri di distanza come studi medici, e non potevamo accorgercene. Sei stato tempestivo Ellery: intervenendo così velocemente hai evitato danni peggiori a Donati. Hai fatto la tua parte in maniera impeccabile. A proposito, il tuo polso è ok: hai preso solo una leggera botta. Applica questa pomata due volte al dì per un paio di giorni e vedrai che starai meglio. Per stasera ti farò una impalpabile fasciatura, giusto per precauzione!”. “Grazie!” rispose “ E’ incredibile  che ti ricordi di me . Non nascondo che la cosa mi faccia veramente piacere. Noi ci fermeremo per qualche giorno….ma non conosciamo nessuno qui in paese. Se non finirai tardi, vieni al Woodie Wood, così facciamo due chiacchere “ . “ Smonto fra trenta minuti! Ok, vi raggiungerò. A dopo! “. “Fermi! Dove pensate di andare! “ disse con voce imperiosa un agente di polizia. “Tranquillo Frank! “ disse la Sutton “ Garantisco io per loro” e gli spiegò brevemente la storia . “Sai, sono stati loro ad impedire una brutta fine a Donati. A Puka Beach hanno già risolto un paio di casi collaborando piu’ che attivamente con la polizia. Quindi … rilassati! A proposito, hai news sulla finta suora?”. “Perfetto Sutton . Mi fido di ciò che dice. Per ciò che riguarda la malvivente, si certo. Ha avuto una colluttazione con un nostro agente. È scivolata nelle scale di emergenza ed ha battuto violentemente la testa. Temo che non avrà molto da dirci, almeno per un po’. E’ ridotta un po’ male … e non ha ancora ripreso conoscenza. Scusatemi ragazzi, la serata è stata dura. Vedo che la dottoressa ha garantito per voi. Vi chiedo solo cinque minuti per una dichiarazione e poi vi lascerò andare. Ok?”. “Grazie! E se meglio crede, chieda nostre referenze al capitano Paul Tody di Puka Beach : garantirà per noi. Le chiedo solo un favore: non faccia pubblicità circa il nostro intervento. Siamo in vacanza e vorremmo godercele!” . “Non dirò niente, ve lo prometto. La garanzia data è piu’ che sufficiente, ma sono curioso e vorrei saperne di piu’ circa la vostra bravura … quindi sentirò il vostro capitano Tody. Nel frattempo vi auguro un buon soggiorno!”. “ Grazie mille” disse Ellery. Dopo pochi minuti firmarono la deposizione e uscirono dall’ospedale. Candy si era completamente ristabilita e si diressero verso il Woodie Wood, dove trovarono come sempre il buon AJ, intento a mandare avanti il suo locale. Vi trovarono anche Francy, Gabry e Chrissy. Si sedettero al loro tavolo. “ Ciao ragazzi” disse la frizzante Chrissy “ Da dove venite di bello?”.  “Beh, proprio di bello non direi proprio “ rispose ridendo Candy. Ellery gli raccontò della disavventura della moglie , compreso l’intervento per Donati, pregandole di non farne parola con nessuno : “ Ci risiamo : sono una specie di catalizzatore di guai. E il bello è che l’onda finirà per travolgerci, come sempre! Basta solo saperla cavalcare”.  Si sentì una voce : “E poi, voi venite da una cittadina surfistica, no? Quindi non dovreste aver problemi a cavalcare l’onda!” disse la dottoressa Sutton , che come promesso aveva raggiunto la band. “Ragazze “ disse lo speaker “ Questa è Jane Sutton, ossia colei che ha curato mia moglie in maniera eccelsa e che ha curato il mio polso e che tra le altre cose era a Marine Beach la scorsa estate. Ah, dimenticavo che è pure una nostra estimatrice!” e fece le doverose presentazioni di rito. La salutarono tutte con un << buonasera dottoressa>>. “Ciao ragazze “ rispose “ E basta con i titoli: chiamatemi solo Jane, se no mi fate sentire vecchia. Guardate che ho trentaquattro anni e non sono una matusalemme. “ e rise. Candy la ringraziò ancora per aver curato lei e medicato il marito.  Lei disse  :  “E’ stato un dovere e un piacere, anche perché ci ha dato una considerevole mano. Non ti preoccupare per lui, da domani starà già meglio col polso  : le vostre vacanze sono senza ombra di dubbio salve!”. Poi si rivolse ad AJ . “ Mi porta una Bud Light e un cartoccio di patatine fritte, per favore?”. “Allora Jane, come mai eri a Puka Beach  lo scorso luglio? “ domandò la Arco . “Beh,  per una ragazza che vive ad Aspen, è quasi naturale cercare un po’ di mare per le vacanze, ma non un mare qualsiasi: un mare che offra anche divertimento e relax, e il vostro angolino un po’ defilato della California, mi pareva una soluzione ideale. Il fatto che sia capitata durante la manifestazione di surf, è stata solo una piacevole coincidenza. Ellery mi ha raccontato che siete qui in vacanza: complimenti, avete scelto veramente bene. Aspen è un’ottima cittadina, che nonostante i recentissimi avvenimenti, ha un bassissimo tasso di criminalità, e poi  ha le piste da sci piu’ belle del Colorado!”. “Sì, ne siamo convinti !” rispose lo speaker, che nel frattempo ordinò un altro dei suoi panini hot hot hot !La serata passò piacevolmente e Jane si dimostrò un’ottima compagnia. Si salutarono che erano vicini all’una di notte: si buttarono sul letto stanchi morti e partirono subito per un sonno profondo. Ellery aprì gli occhi che non erano ancora le sette; si lavò, si vestì e scrisse un bigliettino a Candy:<< Ciao amore, scendo a prendere un paio di giornali e torno subito>>. L’aria era pungente e la via prospiciente all’Hotel era scarsamente frequentata. Il suo sguardo cadde sui solchi lasciati dalle macchine che fendevano la neve caduta la sera prima e mollemente adagiata sull’asfalto. In fondo alla stradina, dietro l’edificio, intravide il cuoco, e dopo pochi istanti passò il camion della lavanderia: “ Una città perennemente abitudinaria, questa!”.  Si diresse verso la vicina edicola e comprò il giornale locale: veniva riportato  ciò che era successo la sera prima al Saint Andrew Hospital, e come lui ben sperava  non figuravano né il suo nome, né quello della moglie. Si riferiva che l’attentato era stato sventato grazie all’intervento di due occasionali visitatori e che adesso l’attentatrice, tale Pamela Law, giaceva in un letto di ospedale in bilico tra la vita e la morte. Il giovane era soddisfatto del fatto che non avessero violato la sua privacy, un po’ perché loro erano in vacanza e non volevano scocciature di sorta, e un po’ perché lavorare nell’anonimato era da lui preferito di gran lunga alla pubblicità! Quando rientrò nella sua stanza, trovò Candy  già pronta che lo abbracciò e lo baciò : “Una grande giornata ci aspetta. Tra 10 minuti scendiamo per la colazione, così ci organizziamo la giornata!”. Quando scesero, trovarono un messaggio alla reception. Il biglietto suonava piu’ o meno così: <<Ciao ragazzi, sono Roby Bear. Può darsi che nel week end riesca a fare un salto da voi. Non vedo l’ora di farmi una bella gita sulla neve. Vi faccio sapere. Un abbraccio>>.  Si sedettero al loro tavolo e fecero veramente onore alla ricca colazione che l’Hotel offriva. Il cuoco rispondeva al nome di Jeremy Stoltemberg, ed era stato assunto da quando l’edificio aveva aperto i battenti, ossia cinque anni fa circa. I suoi due aiuti erano Mario Veero e Paul Finney, due persone defilate, specie il secondo. Ellery comunque aveva sicuramente visto nella stradina il capo cuoco Jeremy: gli altri due erano molto diversi fisicamente dallo chef.  L’albergo era grande e aveva numeroso personale: le cameriere erano almeno una dozzina ed erano tutte giovani e simpatiche. Poi c’era il lift boy, Natham Hill, che a quanto sentito, era un eccellente tecnico meccanico e quindi oltre al lavoro immagine che faceva, curava personalmente la manutenzione degli impianti. Il maître, John Feel, invece era un tipo anonimo, di mezza età, tarchiatello e con una calvizie incipiente: non si riusciva a  capire se alla lavagna si potesse scrivere il suo nome tra i buoni o tra i cattivi! Come sempre, la colazione a buffet fu un vero successo, ricca e variegata. A seguire il servizio navetta offerto dall’Hotel, scodellò la coppia proprio ai piedi di tutti i principali impianti sportivi. Come il giorno precedente incontrarono le tre ragazze, Chrissy, Francy e Gabry che scelsero di cimentarsi nelle classiche piste da sci piu’ sportive. Ellery e Candy invece noleggiarono un bob e si divertirono un mondo a scollinare piu’ volte con l’allegro attrezzo. Tornarono all’hotel che erano affamati come lupi. Il tempo di digerire, ed eccoli già pronti per un’escursione pedestre attraverso le locali montagne: il tempo intanto reggeva piu’ che degnamente! “ Ne approfitterò per avvicinarmi al luogo dell’attentato!” dichiarò Ellery a Candy mentre montavano sul pulmino navetta. L’autista si dimostrò cordiale e distaccato: non si riusciva bene a capire che tipo fosse. Il suo intercalare era anonimo e monocorde. Si chiamava Dan Luiso, era italo americano e si vociferava che fosse addirittura mezzo imparentato con Don Vito Luiso, boss della malavita del Colorado; ma non vi erano mai stati concreti riscontri a tale proposito. Si mormorava che si fosse infiltrato per riferire al suo piu’ illustre parente, circa l’impero Donati sul quale aveva posato piu’ volte gli occhi. Ma anche qua erano solo chiacchere e tali erano rimaste, anche perché il suo comportamento era sempre stato irreprensibile. Scelsero il sentiero blu, che secondo le loro cartine, passava vicino al luogo dell’attentato, ed era pure uno dei piu’ affascinanti. In effetti, il colpo d’occhio era incredibile: davanti a loro si estendevano dei lunghi filari di abeti e pini, con i rami ricolmi di neve. Il terreno era ricoperto da dei buoni quindici centimetri di soffice neve e ogni tanto si poteva sentire sulla propria faccia, qualche fiocco di neve portato dal vento. Arrivarono al pilone incriminato: era però ancora zona off limit. Era circondato da un recinto di nastro, e piantonato da un paio di agenti. Evidentemente tutte le rilevazioni del caso non erano ancora state completate. Ellery si limitò quindi a scattare qualche foto con lo zoom. Si fermarono a mangiare uno snack in un tranquillo rifugio, quindi tornarono al Crystal, traghettati dal solito Dan. Una doccia tonificante era quello che ci voleva, e ne approfittarono a  piene mani. A un certo punto squillò il telefono della camera. La ragazza rispose: “Pronto? “ . “Ciao Candy, sono Jane! Come ve la passate? Stasera non sono di turno e se volete, vi porto a mangiare in un bel localino. Conosco benissimo il padrone, e ci farà un prezzo assolutamente di favore. Se preferite, ci vediamo dopo mangiato, sempre a spizzicare qualche cosa di sfizioso!”. “Ciao Jane” rispose Candy“Per stasera non abbiamo impegni . Lasciami il tuo recapito. Visto che qua abbiamo già prenotato per stasera , conviene al limite vedersi dopo cena e magari dopo si può anche andare a fare due salti in qualche discoteca!”. “Per me va benissimo. Fammi sapere. Ciao! “ e riattaccò.  La ragazza informò Ellery della proposta, e ricevette un suo assenso.  Mangiarono leggeri per potersi gustare gli stuzzichini che avrebbero piluccato con Jane nel locale che conosceva.  Il posto in questione era una paninoteca/spaghetteria molto bella, vicina all’ospedale e alla quale ricorreva spesso Jane per mangiare un boccone quando era in pausa. Entrarono, e seduto solitario a un tavolo, incrociarono Dan Luiso, che neanche si accorse di loro o almeno così fece credere. Il locale, il Picadilly, era ottimamente riscaldato e trascorsero una piacevole serata a spizzicare tutti gli assaggi che Michael, il proprietario, portò loro. A Ellery furono portati degli assaggini piccanti, e lui gradì molto il fatto. La tappa successiva fu il Disco King, una graziosa discotechina che la dottoressa frequentava saltuariamente giacché proponeva parecchio revival anni 70, genere tra le altre cose amato anche e soprattutto da Ellery. Dinanzi a pezzi come YMCA o Born to be alive era sinceramente impossibile rimanere impassibili. Ellery non era un grande ballerino, ma si calò molto bene nella parte, e dopo una ventina di minuti di tentativi, riusciva a sgambettare piu’ che decentemente. Il resto della piccola band, seppure non impeccabili, si dimostrarono discreti ballerini . Era la una passata quando il gruppo si sciolse. “Grazie Jane” disse Candy “ Sei stata molto gentile  a farci da cicerone e a tenerci compagnia . Noi domani mattina saremo agli impianti sciistici … se vuoi e se ti fa piacere, ci potrai raggiungere.”. “Ti ringrazio, ma domani mattina entrerò alle undici in ospedale per il mio turno. Al limite se avete progetti per la sera, fatemi un fischio. “ e così dicendo porse alla ragazza il suo biglietto da visita con tutti i vari contatti  “ Vi saluto, siete stati una buona compagnia!”. I due ragazzi s’incamminarono verso l’albergo. Ellery si mise a pensare a ciò che avesse potuto causare a Candy tutta quella serie di fastidi. Aveva mangiato piu’ o meno le stesse cose, a parte le patatine fritte con la maionese. Si convinse che essendo quanto meno improbabile che l’intossicazione fosse stata causata dalle patatine, il tutto e con tutta probabilità, era stato prodotto dalla maionese. Questo pensiero lo tenne occupato per tutta la durata del tragitto, e si domandò come un Hotel del genere, avesse potuto fare una cavolata simile, e in cuor suo, si arrabbiò del fatto. Il traffico era poco e disordinato: poco distante dalla loro meta incrociarono il camion della lavanderia che veniva verso di loro, e il camion del trasporto rifiuti che invece puntava il loro edificio. Due gatti evidentemente infreddoliti stavano ricercando del cibo nei bidoni davanti a loro. Entrarono nella hall, dove trovarono Paul Rucky, il portiere che espletava il turno di notte. Incrociarono Natham che aveva appena finito di riparare uno dei due ascensori fuori servizio dal pomeriggio: la mattinata seguente era di riposo e sarebbe stato sostituito da Jenson Butter, l’altro lift boy in essere al Crystal. Come di consueto il sonno fu profondo. L’aria di Aspen giovava senza dubbio alla coppia: facevano belle dormite e il loro appetito era raddoppiato. Difatti la mattina a colazione divorarono tutto in pochi minuti. Ellery prese tra le altre cose un toast, ma sfortunatamente il formaggio in esso contenuto non si presentava fuso in maniera uniforme, il che lo fece un po’ arrabbiare: “ Possibile che in un albergo così, si usi formaggio di qualità scadente che non assicura una buona e uniforme filatura?”.  Gli passò però subito: la prospettiva di un’altra grande giornata, lo mise subito di buon umore. Il tempo lo aiutava in questo: c’era, infatti, un’altra stupenda giornata di sole. Salirono in camera per poi scendere poco dopo, giusto il tempo per prendere su qualcosa di pesante come abbigliamento.  Uscirono. Con la coda dell’occhio videro Jeremy, il cuoco, nella solita stradina, e dopo pochi istanti il classico furgone della lavanderia, ed Ellery ripensò alla disarmante metodicità della cittadina! Dan Luiso era al suo posto, sul pulmino navetta: salutò educatamente la comitiva, innestò la marcia, e partì. Franklin Road era una via commerciale, piena di negozi e attività varie, in piena pulsazione già alle prime ore del mattino, ed era piacevole osservare lo scintillio di tutte le vetrine ai lati della carreggiata. Su qualche lampione resisteva ancora qualche addobbo natalizio, residuo delle recentissime festività, ed anche qualche negozio mostrava ancora iridescenti coccarde e alberi addobbati. La curva a gomito a 100 metri da loro, li avrebbe immessi sulla statale che portava agli impianti: fra cinque minuti sarebbero arrivati. Scesi dal pulmino ebbero la sorpresa di trovare Jane :” Ciao ragazzi, ho voluto farvi una sorpresa. La mia è solo una visita veloce. Volevo dirvi che ieri abbiamo avuto un altro caso d’intossicazione alimentare, e ancora una volta era un cliente del Crystal, tale Melvin  Doyle, che mi ha riferito di aver mangiato … un attimo che me lo sono annotato … ecco: Brodo, hamburger di suino, patatine, maionese e caffè. Penso che questa coincidenza vi potrà interessare!”.  “Eccome” rispose lo speaker “Innanzi tutto ti ringraziamo per la tempestività della visita. E poi, sarà una ulteriore coincidenza, ma anche Candy aveva mangiato patatine e maionese”. “Esatto!” confermò la ragazza “ E ne avevo  mangiate pure parecchie con la maionese . Ma fortunatamente ora sono al top, e lo devo a te!”. “ E il tuo polso Ellery, come va?” chiese Jane. “Benissimo. Non ho piu’ la fascia e non mi fa piu’ male. Siccome però non sono un grande sciatore, o  ci spariamo un po’ di bob o andremo a fare un po’ di sci di fondo.”. Si girò di scatto ed osservò che Dan Luiso stava guardando verso di loro, semi-nascosto da un giornale! . “A proposito!” riprese “ Ci sono notizie di Donati?”. “Veramente non dovrei dirtelo” rispose la dottoressa, perché ai mass media comunichiamo  solo notizie molto velate, però considerato che avete svolto un buon lavoro, e che anche il tenente Cobb ha garantito per voi, vi dirò che ci sono buone possibilità che ce la possa fare. Per ciò che riguarda l’attentatrice, è morta senza mai avere ripreso conoscenza. Mi raccomando… acqua in bocca!”. “Non ti preoccupare: da noi non trapelerà niente. Bene Jane, noi ci incamminiamo per muoverci un po’. So che devi entrare al lavoro tra non molto e ti lasciamo andare … ma se vuoi … unisciti a noi per fare un po’ di bob!” “ Magari “ e rise “ Il dovere mi chiama. Vi saluto ragazzi e a presto!”. E per stasera…”concluse Candy  “ Ti faremo sapere ! Ciao e buona giornata!” . “Anche a voi! .” girò i tacchi e salì sulla sua Ford familiare. Alla fine Ellery e Candy optarono per provare con un po’ di sci di fondo. Precauzionalmente lo speaker aveva indossato un don joy al suo ginocchio destro, per cautelarsi contro eventuali distorsioni, disturbo che ogni tanto lo colpiva. Noleggiarono l’attrezzatura necessaria e si lanciarono verso la pista azzurra, la piu’ facile. Dopo qualche capitombolo, l’impavido duo riuscì ad ottenere una buona padronanza del mezzo, e per un’oretta abbondante sciarono piu’ o meno in maniera continuativa. Erano in perfetta solitudine in un tratto di falso piano, quando sentirono un grosso rumore proprio dietro una fila di abeti. Si affrettarono a fiondarsi sul luogo dell’accaduto e vi giunsero in pochi secondi. Vi trovarono una ragazzina di circa nove, dieci anni, che a una prima analisi, si era rotta una gamba. La poverina sembrava spaventatissima, e toccò a Candy rilassarla : “ Ciao piccola, non ti preoccupare. Ci siamo qui noi! Sei scivolata dalla pista e sei rotolata per qualche metro?”. “Si! Non l’ho fatto apposta!” rispose “ Mi sono distratta e in un attimo mi sono ritrovata qui! I miei genitori sono piu’ avanti: tra un po’ mi verranno a cercare. Mi chiamo Jessica … Jessica Doyle”. “Doyle? Allora tuo padre dovrebbe chiamarsi Melvin. Alloggiate al Crystal come noi, vero ?“esclamò Ellery. La ragazzina annuì e apparve molto contenta della notizia. “Adesso” proseguì lo speaker prendendo il suo cellulare “Chiamo subito il soccorso e li avverto che sei con noi. Farò rintracciare i tuoi genitori e farò dire che stai bene; nel frattempo, toh … tieni questa” e gli passò una bella tavoletta di cioccolata “ Qua fa molto freddo, e tu sei tutta tremante!”. Candy cercava di incoraggiarla, e anche di non fargli pensare al dolore che la attanagliava: in fondo una frattura seppure piccola era sempre dolorosa. In meno di cinque minuti il soccorso era già sul posto: confermarono una probabile frattura semplice, e non scomposta della tibia. Dopo poco arrivarono i genitori di Jessica, i quali si buttarono subito ad abbracciare la figlia. “Non vi preoccupate!” disse quest’ultima “ E’ tutto a posto. Devo ringraziare questi due signori che mi hanno aiutato. Sapete, anche loro sono nel nostro albergo”. “Buongiorno” esclamò Melvin Doyle “Grazie mille per l’aiuto prestato a mia figlia. Noi eravamo una cinquantina di metri avanti e non ci siamo accorti di niente. Jessica procedeva con calma, ed eravamo d’accordo di aspettarla alla fine della pista. Siete stati veramente tempestivi e vorrei ricompensare il vostro disturbo!”. “Non se ne parla nemmeno!” disse deciso Ellery “ Per noi è stato un piacere poter essere utili, e certe cose ripagano da sole: guardi sua figlia, la sua gratitudine è piu’ che sufficiente!”.  “Ma … permettetemi almeno di offrirvi da bere!” balbettò il padre della bambina . “ Quello è un altro discorso” disse Ellery “ E accettiamo. Noi stasera saremo al Woodie Wood. Una birretta informale la prenderemo molto volentieri, giusto per non offenderla.”. “Ultimamente al Crystal non ci troviamo benissimo col mangiare, e allora preferiamo spizzicottare qualcosina di extra” disse Candy  gettando l’amo. “Anche voi?” chiese Doyle “Pensate che ieri sono dovuto andare  al Pronto Soccorso per una intossicazione alimentare. Robe da matti: con i soldi che paghiamo, mi è capitato del cibo avariato. Penso che siano state le patatine o la maionese, perché il resto è stato preso uguale alla mia famiglia”. “Pensi che anche mia moglie ha avuto il suo identico problema. Anche io la penso esattamente come lei!”disse Ellery. Nel frattempo la motoslitta medica aveva imbragato Jessica e si apprestava a partire. “Ciao Jessie, ci vediamo in Hotel. Verrò a chiederti cosa ti hanno fatto!” disse Candy  “ E in bocca al lupo signori Doyle”. “Arrivederci!” risposero “ Ci vediamo stasera”. Ripresero a sciare per rientrare alla base . “Ma guarda i casi della vita!” disse Ellery “ Siamo capitati al momento giusto, abbiamo incontrato chi ci aveva detto Jane, e siamo pure riusciti a sapere, grazie alla tua domanda indiretta, che cosa aveva causato l’intossicazione!”. “Si, in effetti è alquanto strano ciò che è successo: ha dell’incredibile. Però a questo punto non ci sono piu’ dubbi : la maionese era di pessima qualità”. “Si, e per un albergo a quattro stelle, è una manchevolezza a dir poco deplorevole . Comunque oramai è passata : non pensiamoci piu’ e godiamoci questa mattinata!” concluse Ellery!. L’appuntamento con la navetta dell’hotel era alle ore 12 davanti al chiosco degli hot dog, proprio sul lato destro dell’enorme piazzalone che introduceva alle piste. Salirono sul pulmino guidato da Luiso e si diressero in Hotel. S’informarono da Stampleton se i coniugi Doyle avevano fatto ritorno, ma ottennero risposta negativa. Promisero a loro stessi che avrebbero richiesto news appena finito il pranzo. La sala da pranzo era addobbata sempre in maniera impeccabile, e vennero a sapere che il merito dello splendore era riconducibile a Lowie Callun, un ragazzo sulla trentina, alto, biondo e con un’ustione abbastanza fresca sul polso destro: gradì molto i complimenti che gli fecero i ragazzi. Verso fine pranzo, sorretta da due stampelle, fece la sua comparsa Jessica : “Ciao Candy ! Eccomi qua. Sai, sono stata molto fortunata: la frattura è piccola e non mi hanno neanche ingessato. Dovrò portare solo un tutore per un paio di settimane … meglio quello che il gesso!” “Sono contenta per te. Vederti così bene mi rende contenta!” . “Sì, adesso sto bene. Ora vado a mangiare … ho una fame! Ciao!” . “Ciao a te Jessie!” disse Candy. “A quella ragazzina sei molto simpatica” disse Ellery. “Già, me la cavo bene con i bambini e mi piacciono molto! E loro lo sentono; a me la cosa fa piacere e a loro pure, quindi siamo contenti tutti!”. Erano appena usciti dalla sala da pranzo, quando udirono provenire delle forti urla dal piano interrato.  Senza farsi accorgere scesero le scale e udirono distintamente pronunciare la seguente frase : “Basta, ne ho le scatole piene di questo Hotel e di Donati. Ve la farò pagare a tutti!”. Dopo pochi istanti uscì Jan Horwitz visibilmente su di giri. Aspettarono ancora per vedere se usciva qualche altra persona . ossia i probabili o il probabile interlocutore di Jan, ma non uscì nessuno. Si ritirarono nelle loro stanze per un sonnellino tonificante. Al loro risveglio le fatiche della mattinata si erano assorbite del tutto. Scesero nella hall e trovarono un biglietto della Roby  : “Anticipo l’arrivo . Stasera sono da voi. Ci vediamo all’hotel alle 19”. Avvertirono Jane che la sera sarebbero andati al Woodie Wood. Il pomeriggio lo passarono a fare shopping : il cielo non prometteva niente di buono, e non se la erano  sentita di avventurarsi lungo le piste da sci. La passeggiata fu lunga e esaustiva : avevano deciso di concentrare nel pomeriggio tutte le classiche commissioni ed oneri che erano state loro chieste da parenti e amici. Ellery saggiamente riprese il sacchettino di biglie colorate che tanto gli avevano fatto comodo qualche sera fa! Riuscirono nel difficile intento di fare tutti i loro giri. Erano circa le diciotto quando squillò il cellulare di Ellery. Era Jane : “ Scusa Ellery, ma devo chiedervi un favore. Vi spiacerebbe passare dall’ospedale stasera … che so … verso le 21,30? La mia macchina ha avuto dei problemini e sono a piedi. Lo so che non avete una vettura vostra, ma basterebbe che mi scortaste sino alla fermata del bus; sapete, è un po’ buio la sera, e da sola non mi fido molto. Venite pure su in reparto, così poi andremo tutti insieme al Woodie Wood!”. Fu Candy che rispose : “ Ciao Jane, non ci sono problemi. Vedremo di essere lì a quell’ora! Spero che la tua macchina non abbia seri problemi. Ci vediamo stasera “ e riattaccò.  Rientrarono in albergo e trovarono un biglietto di Roby : “Sono già arrivata . Per il brutto tempo l’aereo ha fatto uno scalo in meno, ed eccoci qua. Sono due stanze prima della vostra … la nr.212. Andarono immediatamente alla 212 e salutarono festosamente la nuova arrivata . La misero al corrente dei programmi serale e la ragguagliarono anche sulla situazione delle piste da sci. La relazionarono anche per una decina di minuti circa i recenti avvenimenti nei quali erano stati coinvolti, ed anche di tutte le persone importanti e non nelle quali si erano imbattute! La cena che ne seguì, scivolò via veloce. Evitarono accuratamente la maionese. “Allora Ellery” esclamò Roby “Andiamo a prendere la vostra amica dottoressa? Tieniti forte…ho noleggiato una bella monovolume, ampia e spaziosa, così potremmo utilizzarla per i nostri spostamenti. Mi hanno dato une bella dritta un paio di amici e  me la hanno affittata praticamente per niente, e poi, diamine,  sto qua solo tre giorni: si vive una volta sola”. Il terzetto uscì e si diresse verso la macchina affittata dalla ragazza: l’allestimento era spartano, ma lo spazio a disposizione era veramente notevole. In poco meno di dieci minuti erano all’ospedale. “Andate avanti” disse Ellery “ Mi sgranchisco le gambe un secondo e arrivo. Chiedete della dottoressa al banco informazioni, sono molto gentili. Arrivo tra cinque minuti!”. Fece due passi intorno all’ospedale. Aveva percorso una trentina di metri, quando la sua attenzione cascò su di un’uscita di sicurezza accostata e non chiusa completamente. Entrò, badando bene di non fare il benché minimo rumore. La porta indirizzava a una rampa di scale. L’ambiente era semibuio e l’unico rumore che si poteva udire, era quello proveniente dal piano di sotto: presumibilmente dal locale caldaie. Il giovane salì una rampa di scale, quindi ne salì una seconda . Stava attaccando la terza, quando sentì fuori uno scalpiccio veloce passare e scendere per le scale anti incendio. Entro’ dentro all’edificio e si affacciò da un piccolo pertugio simile a un oblò, ma vide solo un’ombra confusa che scendeva le scale a rotta di collo. Usci’ nuovamente. Arrivò alla fine della rampa e si trovò davanti ad una porta, anch’essa socchiusa; sbirciò e davanti a lui vide nella penombra che giacevano due agenti….svenuti! Appena davanti alla porta di Donati vi era una bomboletta dalla quale partiva un tubicino che s’immetteva sotto l’uscio. Ellery per prima cosa tolse il tubetto e tentò di aprire la porta, ma questa era chiusa a chiave. Cercò il piu’ velocemente possibile nelle tasche degli agenti, ma senza avere risultati tangibili. A questo punto si mise a correre verso l’ala opposta dell’edificio gridando a squarciagola il nome degli amici: “Presto venite, ho idea che qualcuno stia avvelenando Donati”. Jane avvertì subito la sorveglianza. Un infermiere  corse da Ellery, che disse : “Presto, riesce a buttare giù questa porta?”, Era di costituzione piu’ robusta di Ellery, e con un paio di spallate ebbe ragione della resistenza offerta dall’ uscio: un forte odore di gas misto ad acido li colpì. Ellery si mise un fazzoletto alla bocca e al naso e andò a spalancare la finestra, quindi tornò fuori. Vi erano Jane, Roby e Candy . “Fate attenzione, lì dentro c’è parecchio gas, non accendete luci !” . La dottoressa indossò la sua mascherina protettiva, trattenne il respiro e si fiondò su Donati. Il polso era regolare e all’apparenza il paziente non aveva subito danni. Evidentemente la tempestività dell’intervento, aveva evitato grossi danni. Oramai il grosso del gas era sparito: adesso la stanza era più’ vivibile. La sorveglianza fu dirottata verso le scale anti incendio, ed anche l’infermiere si buttò all’inseguimento. I due agenti si stavano riprendendo. Ellery era in corridoio, seduto su di una sedia, che tossiva copiosamente, assistito da Candy. Si avvicinò Jane con il suo stetoscopio : “Vieni un attimo nello studio. Forse sei stato intossicato, comunque penso che non sia niente di grave. Facciamo anche un prelievo, non si sa mai!” Il polso era normale e il respiro pure  “Probabilmente hai avuto una leggera intossicazione: le analisi fugheranno ogni dubbio. Facciamo una cosa, le eseguiamo subito, così ci togliamo il pensiero. Nel frattempo ti riposi e riprendi fiato. Vuoi che ti faccia portare qualcosa da bere?. “Beh…magari un buon american coffee non sarebbe male! Grazie Jane!” . La dottoressa chiamò la portineria e ordinò il caffè. Dopo cinque minuti sbucò dalla porta il tenente Cobb con in mano un caffè fumante: “Buonasera signor Ellery; oramai è diventato un vizio , quello di trovarsi in mezzo al caos!” . Il suo tono era divertito e per nulla rimbrottante. “Su…mentre bevi il caffè ,racconta cosa è successo!” Lo speaker spiegò brevemente cosa lo aveva insospettito e cosa lo aveva indotto a salire la tromba delle scale : “Penso che chi ha attentato alla vita di Donati abbia dapprima narcotizzato gli agenti a guardia della stanza , facendo passare un tubicino sotto la porta che immetteva nel corridoio. Poi, nella semi oscurità, ha fatto la stessa  operazione verso la camera di Donati, con la differenza che il gas in questo caso era tossico e velenoso! E’ stato un caso, ma sono contento che siamo riusciti nell’impresa, e il merito va anche a chi ha  sfondato tempestivamente la porta, e a Candy e Roby  che hanno dato subito l’allarme ai medici!”. “Bene! Ti credo: non ho motivo di dubitare di te, anche perché il Capitano Tody mi ha inviato un dossier su di te, dove parla in termini lusinghieri dell’opera che avete prestato. Per questa sera non ho piu’ bisogno di te. Riposati, e cerca di goderti queste benedette vacanze!” e così dicendo se ne andò. Arrivò anche l’infermiere : “Niente. Sono arrivato troppo tardi. Chiunque fosse , ha fatto in tempo a scappare !”. Ellery riprese : “ Ho esaminato la porta di sicurezza, ed è strano che fosse aperta. Dall’esterno si può accedere solo con speciali chiavi che generalmente hanno inservienti e fornitori di servizi. In lontananza ho visto un paio di camion e qualche macchina mentre si allontanavano, ma niente di piu’!  Come sta Donati?”. “Bene!” rispose Jane “ Sembra che non abbia avuto danni. Anche gli agenti narcotizzati stanno molto meglio. Le chiavi le avevano nascoste in una cerniera interna della loro cintura, ed ecco perché sia l’attentatore che voi non le avete trovate!”. Ellery si alzò con il suo caffè in mano e si diresse verso il terrazzino  dello studio per ossigenarsi i polmoni.  “Non ti preoccupare!” disse Jane a Candy “ Probabilmente Ellery non ha niente. Comunque tra poco saranno pronte le analisi e vedrai che sarà tutto ok!”. Il dottor Stuart Baumont portò le risposte dopo una decina di minuti. Era tutto a posto e anche lo speaker dava evidenti segni di ripresa. Il caffè lo aveva scaricato della tensione accumulata. Candy lo abbracciò e anche Roby Bear fu molto contento della notizia. “Bene…! “ disse Jane “Adesso che tutto è sistemato, possiamo andare a bere e mangiare qualcosa. Il turno lo avrei già finito da un pezzo, quindi non vedo l’ora di andare a svagarmi un po’!”. “Bene “ disse Candy  “Anche noi, ne abbiamo bisogno. A proposito, lei è Roby ed è impiegata alla radio dove lavoro anch’io.”disse lo speaker “ Ha noleggiato una monovolume, quindi andremo via in macchina!”. “Benissimo! Vado a togliermi il camice e arrivo subito!”concluse la dottoressa. Rimasero in attesa nello studio di Jane mentre questa ultima si diresse alla stanza del guardaroba per darsi una sistemata. Dopo poco arrivò: “Bene, ci siamo, ci aspetta una bella serata, forza andiamo.” e abbracciò fraternamente Candy ed Ellery! Salirono in macchina e la dottoressa esclamò : “ Certo Ellery che sei peggio di una calamita. Attiri gli eventi piu’ strani. Comunque sembra che questa volta ti sia andata bene: se respiravi ancora un po’ di piu’ quel gas acido, saresti potuto stare male veramente. Certo è che Donati ti dovrà fare un monumento: sono già due volte che gli eviti una brutta fine. E tutto ciò nonostante delle ottime misure di sicurezza: è incredibile. Adesso però, evita di cacciarti nei guai e cerca di goderti la vacanza. Entrarono al Woodie Wood.  Dopo poco arrivò Melvin Doyle con sua moglie e Jennifer; si diresse dal barman e ordinò :” Lo vede quel tavolo là? Vorrei che portasse loro da bere quello che desiderano, sono miei ospiti!”. Poi andò a salutarli e subito Jennifer si buttò tra le braccia di Candy che esclamò : “ Ciao Bellissima, come stai?”. “Bene” rispose sorridente la ragazzina “ Mi sono già abituata al tutore. Me lo hanno bloccato a 30 gradi, poteva andarmi peggio!”. “Buonasera ragazzi” disse il padre “ Mi pare che ci sia qualche innesto nuovo nel gruppo, o sbaglio?” “Non sbaglia!” disse Ellery “ Lei è Roby , una mia collega radiofonica . E per finire lei è la dottoressa Jane Sutton , che lavora al Saint Andrew Hospital!”. “Bene, piacere di conoscervi. Ho già dato ordine al barman di portarvi quello che volete. Adesso devo andare, facciamo riposare un po’ Jennifer: ne ha bisogno dopo la giornata che ha avuto. Ci vediamo domani mattina in albergo per le colazioni ,  e grazie ancora!”. “Buonanotte!” risposero in coro. Fu Jane che prese la parola: “Allora ragazzi, che ne pensate di Aspen?”. “La facevo piu’ tranquilla” rispose Candy. “Non la conoscevo sotto questo punto di vista!” disse il marito. “Praticamente non ho ancora visto niente!” disse Roby  “ Ma domani conto di rifarmi. A proposito, come ha già detto Ellery, io sono una sua collega e lavoro anch’io a Puka Shell Radio! E … dove c’è Ellery…ci sono guai nel senso che lui è bravissimo a catalizzarli tutti! A sua insaputa e volontà.”. E non se ne lascia scappare neanche uno!” concluse ridendo Candy. “Già!” continuò l’interpellato “ Mi sembra di essere come il miele che attira gli orsi. Comunque al momento direi che va bene così: abbiamo salvato la vita a una persona, e questa è la cosa che conta. A proposito Jane, come pensi che si concluderà la faccenda?”. “Mah! Di sicuro la sorveglianza, già di per se sufficiente, verrà aumentata. Quella stanza sarà trasformata in un luogo inaccessibile. Il tenente Cobb ne vuole fare un’autentica roccaforte blindata. Mentre eri fuori a ossigenarti, mi hanno informato che Donati non ha subito danni dal gas e da questo punto di vista, se la caverà. Non vorrei essere troppo ottimista, ma mi sento di dire che quei timidi segni di miglioramento, siano molto positivi, e può essere che già nei prossimi giorni, Donati possa uscire dal suo stato d’incoscienza, o se preferite, dal suo coma. Ma mi raccomando: acqua in bocca!”. “Se anziché acqua mettessi un vinello bianco ?” chiese Ellery . “Va benissimo” rispose la dottoressa ridendo “ Ti terrò compagnia!”. La serata al Woodie Wood si chiuse con un giro di Tequila boom boom. Uscirono per dirigersi a un delizioso piano bar che aveva consigliato Jane. Montarono in macchina e partirono: il locale era poco distante, ma il freddo pungente dissuadeva anche la piu’ breve delle camminate. Erano nei pressi del Crystal quando incrociarono il solito camion. “Questo è un aspetto di Aspen che non conoscevo” disse Ellery “… l’abitudinarietà! Oramai vedo quel camion alla stessa ora e piu’ o meno negli stessi luoghi!”. “Mi sembra uno dei mezzi che ho visto fuori dall’ospedale!” disse Roby. “Può essere!” disse Candy “ E’ il camion della lavanderia e magari fa lo stesso servizio al Saint Andrew!”. Entrarono al Bogart, il pianobar che rappresentava la loro meta. Stavano sorseggiando un bel drink quando a Ellery venne in mente una cosa: “Senti Jane, so che la domanda potrà sembrarti strano, ma domani sapresti dirmi quale ditta vi fornisce il servizio lavanderia?”. “Senza nessun problema! Chiamami verso l’ora di pranzo e te lo saprò dire!”. Il loro discorso fu interrotto da un furioso litigio che coinvolgeva Jan Horwitz, visibilmente ubriaco, con due buttafuori della security. Jan riuscì a sferrare un paio di fendenti, entrambi a vuoto, rivelando nella sua pienezza un’indole molto violenta. Dopo di che fu preso di peso e scaraventato fuori dal locale. “Lo conoscete?” chiese Jane. “Si!” rispose Candy  “Lavora al Crystal e giusto poche ore fa lo abbiamo sentito lanciare improperi verso tutto il mondo. Non mi sembra per niente una brava persona!”. “Esatto!” disse Jane “So che ha avuto anche qualche problemino con la giustizia locale; roba di poco conto, ma ne fa pur sempre un personaggio un po’ indecifrabile e discutibile“. Da quel momento in poi la serata trascorse liscia come l’olio, e andarono a dormire stanchi ma felici. Non dormirono molto: il mattino avevano in programma la mega scampagnata pedestre  che era già programmata da tempo, e consolidata dall’arrivo di Roby, provetta camminatrice montana . Traghettati dall’enigmatico Dan, arrivarono ai piedi dell’impianto. Al gruppo si unirono anche Chrissy, Francy e Gabry.  Dopo pochi istanti videro dietro di loro Lowie Callun che li seguiva a una ventina di metri di distanza: entrò in un bar e lì rimase per qualche minuto. Il sole splendeva e la giornata era limpida come non mai: prometteva scintille. Le sterminate piste di Aspen offrivano un’ampia scelta ai loro avventori: ce n’era proprio per tutti i gusti. Ma offriva anche dei bellissimi scenari per chi sceglieva di camminare in tutta pace e tranquillità. Stavano camminando da una mezz’ora circa su di un sentiero poco battuto, quando all’improvviso un grosso abete si abbatté a pochi metri da loro, con un frastuono altisonante. “Attenti!” gridò Ellery che guidava il gruppo. “Pero’!” disse Francy “ C’è andata bene!” e mentre parlava, dietro ad una piccola radura si sentì il rumore di una moto slitta che si allontanava a forte velocità. Candy fece una corsa in quella direzione e riuscì a scorgere una figura in lontananza che prendeva il largo: “Non ci giurerei e forse è anche immaginazione, ma mi sembrava Lowie!”. “Forse la paura ci ha messo un po’ sotto sopra, ma … chissà, potresti anche avere ragione. D’altro canto hai ammesso che non ci giureresti, ma se avessi ragione, ed è possibilissimo, sarà meglio tenerlo d’occhio!” disse Ellery prendendo il suo cellulare che gli era scivolato via. Lo usò per avvertire chi di competenza dell’accaduto e proseguirono. Aggirarono l’ostacolo e andarono oltre. Si fermarono a un chiosco per bere qualcosa: la scelta non era ampia, ma c’era tutto il necessaire per ristorarsi piu’ che degnamente. Erano le ore dodici, e qualche isolata nuvoletta aveva fatto capolino senza troppa convinzione. Tornarono al Crystal e trovarono un messaggio di Jane che chiedeva di essere richiamata. Ellery con Candy rientrò in camera e la chiamò : “Pronto Jane, ciao! Hai qualcosa da dirci ?”. “Si, ma prima devo chiederti se siete in un luogo pubblico o no! La notizia che devo darti è delicata!”. “Parla pure, in totale tranquillità … siamo solo io e mia moglie in camera nostra!”. “Bene! Donati stamani, ha dato dei segni di risveglio che definirei piu’ che incoraggianti. Ovviamente nessuno lo sa ancora, e mi riferisco a stampa e mass media in genere; se dicessimo circa la sua guarigione, qualcuno tenterebbe di ucciderlo nuovamente e con nuovo impulso! Il tenente Cobb ha quadruplicato la guardia e ha reso quella camera ancora piu’ sicura di Fort Knox. Si è sentito col capitano Tody e gli ha raccontato il vostro nuovo exploit, ma lui non si è scomposto piu’ di tanto: si vede che vi conosce bene. Ecco….volevo solo raccontarvi le ultime news,  tutto qua! A proposito, la lavanderia che ci serve è la Super Wash!”. “Sei stata gentile, e ci hai detto cose molto belle : siamo sinceramente  contenti per Donati. Stasera cosa farai di bello ?”. “Non so ancora se sarò di turno. Può essere che debba sostituire un mio collega. Vi chiamerò e vi farò sapere!”. “Ok! E grazie ancora per le news” disse Ellery  “ Spero che stasera potremo vederci, ciao!”. Scesero in sala da pranzo, ma al posto di Lowie, trovarono un altro ragazzo, tale Vince de Stamio, un italo americano che, seppero poi, sostituiva Lowie quando questi era assente. Di quest’ultimo non vi era nessuna traccia. Dopo mangiato Ellery disse : “Roby , ti dispiace se con la macchina andiamo a dare un’occhiata alla sede della Super Wash? Ho visto sull’elenco che è a cinque minuti da qui. Vorrei solo sapere se il camion che hai visto in ospedale è lo stesso o no !”. “No problem! Ho le chiavi della macchina in tasca. Andiamo!” I camioncini erano in parte in giro per i ritiri e le consegne, ma quelli rimasti nel parcheggio non rispondevano ai requisiti necessari che lo speaker si aspettava di trovare . Rimontarono in macchina e notarono che un uomo li osservava dall’altro capo della strada. Era imbacuccato con un piumino e un cappello, ma a Ellery sembrò Lowie in persona: “E lo dico, a costo di sembrare paranoico!” esclamò. Rientrarono in albergo e trovarono un biglietto di Jane: <<Stasera non sono di turno. Se v’interessa, ho dei biglietti omaggio per il concerto di Bob Seger, che farà questa sera alla Palladium Arena, appena poco fuori Aspen. Fatemi sapere!>>. “Mmhhh!” disse Ellery che ben conosceva il cantante “Hollywood Nights è molto bella, ma parecchie altre sue canzoni lo sono … quasi quasi ci si potrebbe fare un pensierino!”. Ne parlò con Roby e le ragazze, che aderirono all’idea; avvertirono quindi Jane. L’appuntamento era per le ore 20 in Ospedale. Passarono il pomeriggio a fare shopping e a pianificare il programma della mattinata seguente. Tornarono all’hotel e si riassettarono: un abbigliamento sportivo era l’ideale per un concerto, e così si vestirono. L’allegro gruppo era davanti ai cancelli dell’Arena con i biglietti in mano, quando cominciarono a cadere dei fiocchi di neve. Fortunatamente l’attesa durò poco e dopo qualche minuto erano tutti seduti nella sesta fila della gradinata, in attesa dell’inizio. Il gruppo supporter si dimostrò molto abile, e scaldò a dovere il festante pubblico. Alle ventidue esatte. Sulle note di Against the Wind, fece il suo ingresso, il rocker a stelle e strisce. Dopo un paio di brani, il pubblico era tutto in piedi che saltava e si dimenava: fu durante uno dei numerosi salti, che Ellery qualche fila indietro a lui, vide Lowie Callun che guardava nella loro direzione. S’incupì un attimo e pensò come mai vedeva il soggetto in ogni posto: vi era una ragione particolare? Si rituffò nella musica, suo ambiente naturale. Il concerto fu veramente ottimo: Bob Seger non si risparmiò e dopo due ore e un quarto, l’intera band uscì soddisfatta! All’uscita, incrociarono ancora Lowie. Si separarono e tornarono in albergo. “Hey!” esclamò ad un tratto Roby  “ E’ quello il camion che ho visto ieri sera all’ospedale. Non potrei giurarci ma ci somiglia molto!”. “Mmmhhh!” bofonchiò Ellery “ Un camion della  Wash ‘o Matic. E’ una compagnia che serve il nostro Hotel: a forza di vederlo, non ho dubbi!”. Il ragionamento non ebbe un seguito: tornarono in albergo dopo essersi salutati … si addormentarono e dormirono profondamente.  La mattina riservava una bella scampagnata montana. Non rimaneva più tanti giorni di vacanza e volevano approfittarne al massimo per respirare tanta aria pura. Il sole splendeva e tutto lasciava presagire a una bella giornata. Traghettati dall’enigmatico Dan, arrivarono agli impianti e dietro di loro … Lowie. Scelsero un sentiero affascinante, degno dei migliori libri di favole. Lo spettacolo era bellissimo: gli alberi colmi di neve formavano un lungo viale, mentre dalla spessa coltre ammucchiata in terra, affioravano di tanto in tanto sparuti e timidi fiorellini. L’aria non era particolarmente fredda, e quindi passeggiarono molto tranquillamente, in pace e serenità. Questa volta nessun intoppo li perseguitò. Al ritorno salirono sul pulmino navetta ed Ellery si accorse che qualche macchina indietro vi era Lowie Callun che li seguiva. “Adesso basta” disse lo speaker rivolto ai compari “ Ora ne ho la certezza: ci  sta seguendo! Quando saremo arrivati andrò a fare due chiacchere  con il tenente Cobb e dirgli un po’ di cosette!” . Scesero dalla navetta e montarono sulla monovolume di Roby. Arrivarono dinanzi al commissariato. Entrarono solo Ellery e Candy. Il sergente Willoby fu molto gentile con loro: chiese se potevano aspettare una manciata di minuti. Al termine di questi, il tenente li avrebbe ricevuti. Fu di parola: dopo cinque minuti erano nel suo ufficio. “Buongiorno  Ellery!” esclamò “ Cosa c’è di bello?”. “Senta , non mi prenda per un paranoico. Sappia  che ci  ho pensato bene prima di venire qui, ma è un paio di giorni  che ho la netta  sensazione che il vice maitre Lowie Callun, ci stia seguendo, ed il perché lo devo ancora capire: a meno che non sia implicato nella intera faccenda! “,  e gli spiegò  nei minimi dettagli, dove e quando lo avevano visto. Cobb lo ascoltò attentamente e con un’aria seria disse : “Bravo Ellery! Anche questa volta hai fiutato qualcosa. Non hai azzeccato il tutto in maniera soggettiva…ma in quella oggettiva … si! “ Poi prese l’interfono e borbottò qualcosa all’altro interlocutore . Dopo pochi istanti entrò Lowie in persona. “Ragazzi: vi presento il sergente Lowie Callun: è uno dei nostri. E’ la nostra talpa al Crystal. Ha studiato da maître, e a parte quella bruciatura sul polso, se l’è cavata anche bene. Dopo i recenti avvenimenti, l’ho messo alle vostre costole come precauzione. Siete stati bravi ad accorgervene!”. “Non è possibile!” esclamò Candy, trasalendo . “Ed io che pensavo di avere trovato il colpevole!” sospirò Ellery. “Mi spiace ragazzi” disse Lowie “Non era mia intenzione spaventarvi. Se l’ho fatto, vi chiedo scusa. Sono contento che la mia copertura al Crystal sia credibile, e mi raccomando: che rimanga tale!”. “Non si preoccupi!” disse Ellery “Saremo muti come pesci!”. “Soddisfatto? “ chiese Cobb “L’ho fatto solo per evitarvi spiacevoli incontri, e continuerò a farlo. La faccenda ha preso delle strane pieghe e non voglio che vi succeda niente!”.  “ Si si , capisco benissimo ! Non c’è problema!” disse Ellery “Anzi, la ringraziamo per il gesto. A questo punto il mistero è risolto!”. “Non te la prendere. Tu hai visto giusto, hai beccato una situazione anomala: non devi rammaricarti se Lowie non è quello che pensavi! “disse l’ufficiale. “Già!” disse Ellery “Ha perfettamente ragione. Comunque sono contento perché una spiegazione logica al tutto la abbiamo trovata. Adesso andiamo in hotel a mangiare.  Buona giornata!”, e uscirono. Raccontarono a Roby il succo del colloquio. “Beh…” disse lei  “ L’intuizione la avevi avuta giusta. Ti eri accorto che qualcuno ci seguiva, ed è già molto.”. “E poi “ proseguì Candy “ Adesso siamo più tranquilli. Sappiamo che chi ci segue è un amico e non un nemico e non è una cosa da poco! ”. “E poi” concluse Ellery  “ Sempre meglio chiarire le cose . Se non fossi andato da Cobb, il dubbio sarebbe rimasto! Però in bocca mi è rimasto un sapore amarognolo!” . “Beh, sono convinta  ti passerà presto! “ disse la moglie “ E’ ora di mangiare. Forza andiamo! Il Crystal ci aspetta!”. La pasta non era il top: il formaggio messo a condimento non era saporitissimo, e ciò suscitò le ire di Ellery che era un autentico pastaiolo. Il secondo, il contorno e il dolce si rivelarono invece all’altezza della situazione. Il pomeriggio, dopo un breve riposino, avevano in programma  una breve passeggiata, e poi … shopping : non rimaneva poi molto tempo!  Le brevi vacanze si stavano assottigliando, e i granelli rimasti nella clessidra erano ridotti a un’esile manciatina. Ellery parlò pochissimo durante tutto il tempo. Si fermarono a un chiosco per comprare dei cartocci di patatine fritte. Pagarono e proseguirono la loro passeggiata. “Non sono un granché queste patatine!” esclamò Candy. “Già!” disse Roby “Neanche a rivenderle guadagneresti qualcosa. Sono proprio scadenti!”.  Ellery che stava camminando col suo cartoccio di patatine in mano , si fermò di colpo : “Ci sono! Forse ho capito qualcosa. I contorni sono sbiaditi, ma il nucleo sta prendendo sempre piu’ forma. Andiamo al Chilsum Park, ho bisogno di un posto tranquillo per fare qualche ragionamento” e abbracciò la sua inseparabile moglie. Trovarono un gazebo con al suo interno delle panchine. Poco lontano, in basso, un paio di ragazzine pattinavano su di un piccolo laghetto ghiacciato!. “Allora?” chiese Roby “Di che cosa vuoi parlare?”. “Delle persone coinvolte in questa faccenda! “rispose. “Perché? Sono piu’ persone? “ chiese la moglie . Sì, e lo capirete facilmente. Adesso abbiamo tutti gli elementi necessari per capire chi sia il colpevole! Primo elemento: la frase che ha detto Roby, senza la quale la scintilla non sarebbe potuta scoccare. I soldi li fai se tu vendi una cosa che vale; di contro non li fai vendendo pura paccottiglia. Quella la paghi per tale e la rivendi per tale, e al limite in cambio ti danno altra paccottiglia!”. “Ma se però “ disse Candy  che era entrata nel ragionamento “ Tu vendi roba che vale, compri in cambio roba che non vale e ti intaschi la plusvalenza : ecco arrivare i guadagni!. “Esatto! Hai fatto centro!” disse il marito.  “Ma tutto ciò, dove ci porta? Mi sono persa dei dettagli? “disse Roby. “Si, dettagli,  ma molto  importanti. Per esempio, Candy suo malgrado ha avuto un ruolo importante in tutto ciò. Il suo breve ricovero è importante e adesso ve lo spiegherò. Dunque mia moglie  ha avuto una leggera intossicazione alimentare. Ha mangiato le stesse cose nostre, tranne le patatine fritte” “Si, ma dubito che siano quelle che hanno provocato il guaio!” disse Candy. “Giustissima osservazione. Infatti penso che sia stata la maionese: stesso discorso per il signor Melvin!” disse il marito. Se per fare la maionese usi uova avariate, la frittata è fatta e l’intossicazione è quasi automatica!”. “Allora anche il formaggio poco filante che hai trovato nel toast, si inserisce  nel discorso!” esclamò Candy . “Esatto! Sono dettagli ma danno da pensare. Se metti un formaggio piu’ che scadente, non ottieni lo stesso risultato. E per finire, metto anche la pasta condita inadeguatamente!  Tutti sintomi di prodotti di scarsa qualità! Adesso vi è piu’ chiaro il quadro?”. “Abbastanza.” risposero in coro. “Quindi!” continuò lo speaker “ Chi è che ha interesse a mettere ed usare roba scadente o avariata, se non chi sostituisce roba di prima qualità con roba di seconda o addirittura di terza categoria? La risposta è semplice: non certo Steve Donati. Un Hotel come il suo non può permettersi una caduta di stile. Eliminerei anche inservienti vari, lift boy e simili: non vedo nessun movente. E’ qualcuno che sicuramente ha a che fare con la cucina!”. Le sue parole suonarono in maniera decisa e definitiva, pesanti come macigni . “Già …” disse Candy  “ Ma il personale è abbastanza numeroso. L’hotel è grande, e in cucina ci sarà almeno una dozzina di addetti. Non penso che alla fin fine siano tutti immischiati !”. “Pensi sicuramente giusto” disse Ellery “ Difatti penso che la persona coinvolta in questo Hotel sia solo una. Vi ricordate la prima mattina che eravamo qui. Siamo usciti molto presto per prendere l’Eco di Aspen. Forse non ve lo ricordate, ma abbiamo visto qualcuno buttare qualcosa nei rifiuti!”. “Si … era il capo cuoco!” disse la moglie . “E che ragione avrebbe” riprese il marito “un rispettabile capo cuoco, di sporcarsi le mani e fare un lavoro di così bassa manovalanza, quando di solito questi compiti spettano ai lavapiatti o agli sguatteri generici? Semplice: le ragioni sono due. La prima è quella di occuparsi in prima persona di una faccenda da tenere nascosta il piu’ possibile. La seconda, penso che dentro i sacchi non ci fosse spazzatura ma vivande di prima categoria. Ricordate il rumore assordante? Potrebbe essere stato causato per esempio da una forma intera di formaggio.”. “Ci sono!” disse Roby “ Quindi Jeremy deve assolutamente avere un complice! Magari all’interno?”. “Non penso! Una volta traghettato la merce all’esterno, il problema preminente era quello di toglierlo dai bidoni. E a questo pensava il socio di Jeremy. Io penso che lui avesse un traffico di cibarie con l’addetto della lavanderia.”. “Certo!” approvò Candy “Infatti, poco dopo avevamo visto passare il camion della Wash’O Matic!” “Che è lo stesso che ho visto all’ospedale!” esclamò Roby . “Finalmente il cerchio si stringe. Probabilmente i due soci erano stati scoperti, o quasi. Prima hanno tentato con la seggiovia, poi hanno assoldato qualcuno per uccidere Steve. Visto il fallimento del tentativo, il fantomatico autista della lavanderia deve avere pensato di agire da solo. Ovviamente era lui che passava a orari prestabiliti a ritirare la merce dai bidoni in perfetta sincronia con Jeremy, che solo pochi istanti prima li aveva gettati. Il cuoco aveva anche il compito di tenere a bada gli eventuali inservienti: attento che non uscissero in strada. Una volta prelevata la merce, l’autista procedeva qualche porta dopo per prelevare i panni sporchi e consegnare i puliti. Collimare le due cose, deve essere stato un gioco da ragazzi. In fondo la strada è poco piu’ di un vialetto che si snoda dietro all’hotel, poco frequentato se non dai manutentori o fornitori del Crystal. Penso che, e qua mi informerò’, il ritiro della biancheria sporca dovesse avvenire un paio di volte al giorno, e così il camion arrivava, in un minuto caricava le vivande e proseguiva poco piu’ in là  a ritirare la biancheria, magari parcheggiando  in modo altamente strategico il camioncino, giusto per avere piu’ zone d’ombra, al riparo da occhi indiscreti!”. L’aria nel frattempo si stava facendo pungente. A questo punto io penso che la cosa sia credibile, e inoltre penso pure che il buon Donati si sia appoggiato a qualcuno per scoprire tutto ciò! Avrà assoldato un investigatore privato : forse è quello che ha fatto sentire ai farabutti stringere sempre piu’ il cappio al collo!”.  “Io dico … ”esclamò Candy “Che se esponiamo a Cobb l’ipotetico svolgimento dei fatti, potrebbe anche torchiare qualche investigatore della zona, e se siamo fortunati, ne potrebbe uscire qualcosa.”. “Buona idea!” disse Ellery “ Ma di solito i privati sono ossi duri: ma Cobb è un buon mastino e potrebbe avere gli argomenti giusti per farlo parlare!”. “Magari attaccandosi a qualche piccolo reato non sanato!” aggiunse Roby. “Mmmhhh! Potrebbe essere una buona soluzione!” disse Ellery “ Vedo che siamo tutti nella stessa ottica. Di sicuro qua in giro deve esserci Lowie. Cerchiamolo e andiamo da Cobb!”. Il tenente fu sorpreso nel vederli insieme al sergente.  “Cosa significa? “ disse ridendo “Siete in gita di piacere…o altro?”. “Capo” rispose il sotto ufficiale “Non mi hanno voluto anticipare niente, però penso che le cose che hanno da dirvi siano veramente interessanti!”. “Bene. Accomodatevi nella sala riunioni: arrivo subito !”disse l’ufficiale. Dopo un minuto Cobb entrò. Chiuse la porta, smorzò in parte le luci e disse: “Sono a vostra disposizione!”. E fu di parola: ascoltò tutta la storia senza battere ciglio. Ellery ebbe l’impressione che qualcosa sapesse già. Intanto Ellery snocciolava particolari e le situazioni vissute in prima persona. Dopo, Cobb parlò, ma solo dopo aver educatamente ascoltato tutto e tutti : “Vedete, Donati è una bravissima persona verso la quale io nutro molto rispetto: è onesto, generoso…ma il suo difetto è che è sempre stato un po’ testardo. Se ci avesse coinvolto prima, forse adesso non giacerebbe in quell’asettico letto d’ospedale. Io penso che la storia dell’investigatore privato sia piu’ che credibile, difatti ciò sarebbe tipico del suo comportamento. Lowie, va  a trovare Bernie Santini e Joseph Lindon e cerca di saperne qualcosa di piu’. Sono i due top di Aspen: se si è appoggiato a qualcuno, deve averlo per forza fatto con uno dei due. Se fanno storie portali qua … con una scusa qualsiasi. Ok?”. “Vado!” obbedì il sergente. “Noi … ” proseguì Cobb  “ Avevamo dei sospetti su di un traffico losco, ma ignoravamo su cosa potesse essere. Per questo abbiamo mandato Lowie al Crystal. Il suo compito era quello di accaparrarsi  un po’ le simpatie di tutti per scoprire qualcosa. E’ lì da poco tempo, e in piu’ per motivi personali si è dovuto anche assentare in qualche occasione. Anche lui sospettava di un qualcosa legato al cibo, ma al momento gli mancava ancora qualche tassello da trovare. Ragazzi: vi devo fare i miei complimenti. Non è detto che abbiate scoperto l’arcano, ma le vostre deduzioni sono molto piu’ che semplici idee. Mi sembrano molto credibili e ho intenzione di andarcene a fondo. Io penso che sia giusto che almeno qualcuno di voi rimanga qua per sentire cosa avranno da dirci i due investigatori privati. Rimani tu Ellery? “Ci mancherebbe!” disse Ellery “ Rimango e con estremo piacere :mi piacerebbe molto restare”. Il resto della band rientrò in albergo: avrebbero deciso l’eventuale strategia da adottare in caso le loro deduzioni avessero trovato il sospirato riscontro. Dopo una ventina di minuti, Lowie era di ritorno con Bernie Santini: “E’ lui il nostro uomo!” esclamò. Quello che si poteva vedere da dietro un vetro nascosto, dove era lo speaker, era uno spettacolo poco edificante. L’uomo aveva un abbigliamento molto anonimo, capelli arruffati e barba lunga di almeno una settimana. “Ciao Bernie” sorrise Cobb “ Accomodati. Mi risulta che Donati ti abbia affidato un incarico un po’ di tempo fa!”. “Si tenente, questo l’ho detto anche al suo scagnozzo, ma lo sa…noi abbiamo il diritto alla privacy verso il nostro cliente: questo è tutto ciò che ho da dire!”. “Senti Bernie: Donati è in coma e non sappiamo se si risveglierà! Non è meglio che collabori?”. “Quando si risveglierà, oppure morirà: ne riparleremo!” e fece per alzarsi. “Lowie?” disse il tenente “ Mi porteresti per cortesia quel fascicoletto di Santini? Il sergente sorrise, mentre l’investigatore privato cominciò a deglutire nervosamente. “Mmmhhh … bene! Dunque, abbiamo una decina di multe mai  regolate. Poi … un paio di eccessi di velocità e un paio di risse in altrettanti locali. Diciamo che ce n’è a sufficienza per inoltrare la domanda del ritiro della licenza.” disse con tono perentorio il tenente. “OK, parlerò : mi ha convinto . Stavo lavorando per Donati e poco prima che fosse attentata la sua vita, ero arrivato vicino a una soluzione. Il losco traffico riguardava le derrate alimentari e sospettavo del capo cuoco, ma non ero ancora riuscito ad identificare bene se avesse avuto soci!” e spiegò in breve la faccenda Questo è tutto quanto , capo!” disse Santini . “Bravo Bernie, vedi che quando vuoi sei una brava persona? Puoi andare, ma non lasciare la città, potrei aver ancora bisogno di te!” disse l’ufficiale. “Ok, non ho niente da nascondere. E per quelle multe?” chiese l’investigatore. “Cestinate!” rispose il tenente. Santini uscì con un’aria piu’ soddisfatta rispetto a quella che aveva quando era entrato .  Il tenente si girò verso il vetro che li separava, e alzò il pollice destro verso l’alto. Uscì dalla porta  che stava proprio vicino ad un distributore di acqua, ed andò da Ellery :  : “Bene! Abbiamo fatto centro, e voi avete svolto la fetta piu’ grande. Il capitano Tody mi aveva avvertito che eravate in gamba, e devo ammettere, ma con piacere, che ci aveva azzeccato. Ecco cosa faremo adesso: questa notte Lowie cercherà di tenere d’occhio il capo cuoco, mentre fuori tenderemo una bella trappola al lavandaio. Prima lasceremo che Stoltemberg, metta la merce al posto prestabilito, quindi bloccheremo l’autista e infine fermeremo il capo cuoco. Fuori useremo delle telecamere a infrarossi: ci danno il vantaggio di non essere visti, ma di vedere come se fosse giorno. Mi pare di capire che i ritiri avvengano di solito dalle ventitré e trenta alle ventiquattro di ogni sera, quindi abbiamo tutto il tempo per pianificare le cose e di sistemare nei palazzi vicini, tutto il necessario. Per essere sicuro, chiamerò anche un paio di tiratori scelti: non vorrei complicazioni. Voi potrete seguire le operazioni da un’abitazione vicina: sarete al sicuro con qualcuno dei miei uomini. Vi meritate un posto in prima fila…ma senza rischi! Ellery, tieni il tuo cellulare acceso: ti chiamerò per spiegarti dove dovrete trovarvi … è una promessa. Tu lasciami il numero e ti richiamerò!”. Lui uscì e andò subito a informare gli amici. Si ritrovarono al tavolo dell’hotel per cenare: Ellery, Candy e Roby. Fu lo speaker che parlò : “ Cobb ha indagato e, ci siamo! “ e spiegò nei dettagli cosa fosse successo con Santini. Questa sera abbiamo già la soluzione su come passare la serata. Qualsiasi cosa abbiate pensato, saremo ospiti del tenente, ed un invito così, non possiamo rifiutarlo; saremo in un palazzo vicino con uno dei suoi uomini. Ci vedremo tutta la scena! Avvertiamo anche Jane che se lo merita, se sara’ libera. ”.  “Adesso mangiamo e godiamoci la cena !” disse sua moglie. “Lo penso anch’io!” disse Roby “ In fondo il tenente Cobb ha detto che ci avvertirà, quindi mangiamo in tutta tranquillità … e non prendiamo maionese!”. Nella hall trovarono un messaggio di Jane: prima erano entrati talmente in fretta che non lo avevano neanche visto. Raccontava così: <<Ciao ragazzi. Questa sera dovrei essere di turno, anzi lo sarò sicuramente! Ci sentiamo domani. Vi abbraccio!>>. Dopo cena ricevettero la chiamata di Cobb : “ Vi aspetto alle 22,30 al nr. 20 di Kensington  Drive, poi andrete col sergente Mallory a seguire la scena da un appartamento. Mi raccomando: siate puntuali e cercate di non dare nell’occhio!”. “Ragazzi, che si fa nel frattempo?” chiese la Bear . “Non è che di tempo ne abbiamo poi molto!” disse Candy . “Mah … andiamo al Woodie Wood e beviamo qualcosa” propose Ellery “ Poi ci recheremo all’appuntamento! Ma mi sono scordato una cosa. Andate avanti che faccio una corsa e vi raggiungo!”. Candy non si stupì in nessuna maniera di quest’affermazione: aveva a che fare sicuramente col caso, ma non approfondì. Alle 22,30 precise arrivarono all’appuntamento prestabilito: in perfetto orario! . “Ciao ragazzi, questo è il sergente Mallory! “ disse Cobb “Sergente, ve li affido. Siate prudenti tutti quanti. Spero che tutto si risolva nel migliore dei modi! La luna splendeva alta nel cielo, e ogni tanto qualche rada nuvola vi passava davanti, oscurando la già fioca luce. Nell’appartamento al terzo piano dove erano alloggiati, regnava il buio totale: le finestre avevano tutte le tende tirate. Tra esse sbucava solo un binocolo a infrarossi. Erano le ore 23: la chiesa a mezzo isolato di distanza batteva i rintocchi. Ore 23,36: una lite tra gatti randagi animò il vicolo sottostante. Ore 23,49: Stoltemberg uscì in strada a sistemare alcuni sacchi in due bidoni distinti. Ore 23,52: il camion della Wash’o Matic stava girando dalla strada principale, per immettersi nel vicolo. Ne scese un uomo abbastanza corpulento, con la regolare divisa della lavanderia. Il vicoletto era deserto; raccolse un sacco da dentro un bidone e uno in fianco, e li sistemò nel retro del mezzo. Quindi risalì e ripartì, per fermarsi dopo pochissimi metri. Triò fuori la sua chiave per accedere al magazzino della lavanderia e ne uscì piu’ volte, caricando ogni qualvolta dei sacchi in spalla. Chiuse il portellone di carico/scarico e ripartì.  La trappola era partita: il sergente Faber all’imbocco del vicolo parcheggiò la sua macchina in modo da bloccare l’uscita. Quindi, uscì barcollando, fingendosi ubriaco. L’autista all’oscuro di tutto, col motore sempre acceso, scese dal camion: “Hey  senti tu! Vuoi toglierti dalle scatole! “ esclamò in malo modo. Faber fece spallucce, e mentre il suo antagonista era già pronto a prenderlo per il bavero e strattonarlo, il suono di una decina di pistole caricate, circondò l’ambiente. “Mani in alto!” urlò Cobb attraverso un megafono “Stai calmo e non ti succederà niente!” L’energumeno riuscì solo a sparare un colpo di pistola a vuoto che si andò a spegnere su un cornicione, dopo di che fu subito circondato e immobilizzato. Stoltemberg si era accorto del fatto, e con un’aria d’indifferenza si stava avviando al parcheggio. Lowie era alle sue calcagna: “Fermo o sparo!” urlò quando lo beccò da solo in un corridoio. Jeremy di scatto gli tirò addosso un carrello portavivande che lo fece ruzzolare. Il capo cuoco oramai correva a ruota libera: arrivò al parcheggio. Il fondo viscido per poco non lo fece cadere. Girò la chiave dell’accensione, ma il motore tossì in maniera anomala. Riprovò freneticamente, una due, tre volte, sino a quando sentì un click e un’arma appoggiata alla sua tempia sinistra. “Signor Stoltemberg la  prego di scendere dalla macchina, piano e senza movimenti bruschi! “esclamò Lowie. Dopo un paio di secondi era ammanettato. Adesso che entrambi i fuorilegge erano stati bloccati, Mallory poteva accompagnare giù i ragazzi, che erano eccitatissimi per lo spettacolo visto. Il cellulare della polizia stava traducendo i due loschi tipi al commissariato , quando arrivò Cobb :”Ragazzi è andato tutto per il verso giusto. Il cuoco era riuscito momentaneamente a sgusciare via  a Lowie, ma per fortuna la macchina non era partita al primo colpo!”.  “Tenente, cosa è questa? “ disse Ellery tirando fuori un oggetto. “Beh … mi sembra una patata“ rispose l’interpellato .  “Esatto! E l’esatta copia di questa, è infilata nel tubo di scappamento della Ford di Stoltemberg!” rise e alzò le sopracciglia tipo Magnum PI . Cobb si accese una sigaretta rimanendo per qualche istante in silenzio. Sorrise : “ Diavolo di un ragazzo. Anche questa volta ce l’hai fatta: hai lasciato  di nuovo la tua impronta!”. “Si, quando siamo usciti e vi ho detto che vi avrei raggiunto, mi sono procurato da Lowie  un paio di patate. E’ un trucco vecchio come il cucco, ma sempre valido. Una patata nel tubo di scappamento … e la macchina non parte. Semplice, no?” e Candy  lo abbracciò. “Bene !” disse il tenente “ Penso che abbiamo fatto tutto il possibile. L’operazione è andata bene e grazie a voi tutti. Adesso andremo in centrale e interrogheremo subito i due: a proposito, nel camion abbiamo trovato parecchia merce rubata. Ci vediamo domani; passate in centrale e vi dirò tutto!”. Erano raggianti di felicità. “Senti El “ disse Candy “Ma come mai non hai detto niente a nessuno, e come mai non hai piu’ semplicemente sgonfiato le ruote della macchina?”. “Beh, se la mia trappola supplementare non avesse funzionato, avrei fatto una bella figuraccia. Non ho sgonfiato le gomme, primo per non ripetermi e secondo perché avrebbe comunque potuto viaggiare lo stesso, creando scompiglio. Mi sentivo piu’ sicuro con la patata: ci ha fatto guadagnare secondi preziosi. In fondo la mia era solo un’azione di emergenza: è andata bene cosi’… meno male.”. “Jane sarà sempre in ospedale?” domandò Roby. “Penso di si!” rispose Candy “Perché non andiamo a fargli una sorpresa: se siamo fortunati, becchiamo un periodo di calma e così gli spieghiamo tutti i recenti avvenimenti!”. “Buona idea !” esclamò lo speaker “ Andiamo, la notte è ancora giovane. Salirono sulla monovolume di Roby e si diressero verso l’ospedale. Jane fu molto contenta di vederli : “Ciao ragazzi, che dolce sorpresa che mi avete fatto. Venite, adesso ho una ventina di minuti di pausa. Dai, vi offro il caffè!”. Si sedettero tutti intorno ad un tavolo! “Allora, a cosa devo questa visita?” chiese la dottoressa. I giovani spiegarono filo per filo gli ultimi avvenimenti per filo e per segno. “Ellery, Ellery … perdi il pelo ma non il vizio!” disse Jane “ Anche stavolta hai voluto esserci. Bravo, ma bravi tutti : il lavoro di squadra, da sempre i frutti migliori!” . La pausa nel frattempo era finita . “Ci vediamo domani!” disse Candy  “Ti chiameremo per decidere qualcosa da fare. Ciao!”. Si abbracciarono e si diressero verso l’hotel Ritornarono in stanza tutti eccitati, stanchi, esausti ma felici: il sapore che stavano gustando era ottimo e stilla dopo stilla assumeva un gusto sempre piu’ dolce. L’ultima immagine che Ellery vide prima di addormentarsi fu il grazioso faccino di Candy stretta a lui: quella visione lo fece addormentare ancora piu’ soddisfatto. Alle nove di mattina, dopo la consueta ricca colazione, erano già dal tenente Cobb: la loro curiosità era talmente forte, che non riuscirono a resistere un minuto di piu’. L’ufficiale li accolse con un ampio sorriso : “Entrate e accomodatevi. Sapevo che sareste venuti così presto!”. Una volta che tutti si erano seduti a semicerchio, il tenente parlò: “Bene! Sembra che le cose si siano risolte. Stoltemberg era di sicuro l’anello debole di tutta la catena: ha confessato subito, anche perché abbiamo trovato le sue impronte su tutta la merce sequestrata. Il suo socio, nonché mente di tutta la trama, è un certo Miles Ghendar, che già in passato ha avuto dei problemi con la giustizia. Lui ha tenuto duro, ma dinanzi all’evidenza e ai fatti, alla fine ha confessato. Adesso sono tutti e due in gattabuia , e non vi preoccupate del futuro : loro non sanno neanche che esistete ed io farò sempre in modo che continui così. Non vi daranno certamente fastidi anche nel caso dovessero uscire dalla prigione nei mesi o anni a venire. Ho già sentito Tody e si complimenta con tutti voi. Ragazzi, è tutto! Prima di ripartire, passatemi a  salutare, mi farà piacere!”. “Ci conti!” esclamò Ellery “ Buona giornata e, a presto!”. Uscirono  e mentre si stavano avviando al monovolume  di Roby , il cellulare squillò imperiosamente : “Ciao , sono Jane. E’ da ieri sera che ti chiamo, ma avevi sempre il telefonino spento. Passate da me … e subito. Ho una sorpresa per voi!”. I giovani in meno di dieci minuti arrivarono a destinazione. Entrarono in ospedale e raggiunsero la dottoressa in reparto che dopo averli salutati disse : “Bene. Mettetevi queste maschere e seguitemi! “. Si diressero verso la camera di Donati. “Entriamo pochi per volta. Ellery e Candy ,     iniziate voi!”. Con loro grande sorpresa videro Steve Donati perfettamente cosciente!. “E’ successo un’ora dopo che siete andati via, e visto che  se è in questa ottima situazione, lo deve solo a voi, beh, pensavo che vi avrebbe fatto piacere vederlo!” disse la Sutton . Donati, era ancora molto debole: alzò gli occhi verso i due giovani in segno di riconoscenza. Il suo fisico era provato ma secondo Jane vi erano fondate e buone possibilità che il suo recupero potesse diventare   definitivo e  completo in una tempistica relativamente breve. Uscirono. “Forse è meglio che non entri piu’ nessuno “suggerì Jane “ La sua è una fibra forte e robusta, ma meglio non esagerare. Penso che se continuerà così, domani sera sarà in grado di dire qualche parola. Lui ora non parla, ma sa già tutto, ed è a conoscenza del lavoro che avete fatto. Sa chi siete e penso che abbia verso di voi un’enorme gratitudine. Oggi sarò tutto il giorno qua  a seguire i progressi che fa! E noi, che facciamo stasera?”. “Beh…a malincuore devo dirti “ esclamò Candy  “ Che oramai le nostre vacanze sono agli sgoccioli. Domani sera avremo l’aereo e quindi ci rimane solo stasera per vederci. Noi saremo a mangiare un boccone al Woodie Wood, e poi siamo a tua disposizione!”. “Mmmhhh … fatemi pensare. Se vi interessa c’è una bella gara notturna di slalom gigante. Sarà un gioco da ragazzi procurarmi gli inviti. Dopo, vi porterò a bere qualcosina al Country Pub. Non è lontano da qua e la musica che fanno è sempre molto allegra. E poi … !”. “ E poi? “ rimarcò Ellery . “… E poi mi mancherete!” disse con voce rotta Jane, e li abbracciò.  “Jane, anche a noi mancherai” disse lo speaker “ Ma tra un po’ sarà estate e verrai a trovarci, vero?”. “Sì, verrò! Contateci!”. Il gruppo si allontanò dalla stanza di Donati e a poco a poco lasciò l’ospedale. Dopo pranzo fecero una puntata ai campi da sci per la loro ultima, e in cuor loro, triste escursione montana. Quando il buio li colse, si diressero verso il Big One, un enorme centro commerciale che non avevano mai visto, e dove fecero tutti quanti degli acquisti : i prezzi, favoriti anche dai saldi di stagione, erano veramente a livelli concorrenziali. Erano della partita anche le tre ragazze: Chrissy, Francy e Gabry. Erano le ore venti quando Ellery da AJ stava addentando il suo Dante’s Inferno: l’ultimo della stagione. Chissà  quando sarebbero ritornati ancora ad Aspen: le loro finanze non erano tali da permettergli spesso un soggiorno così; per stavolta dovevano solo ringraziare la dea bendata. La serata fu veramente speciale e Jane si adoperò in tutto e per tutto affinché’ lo fosse. In particolare al Country Pub si divertirono un mondo a ballare i tipici balli western e … a bere un bel paio di pinte di birra! Forse grazie anche a queste ultime, dormirono profondamente. Al loro risveglio cominciarono a preparare le valigie. Ellery di lì a poco avrebbe ritrovato il suo lavoro tradizionale, ossia l’impiegato a tempo pieno e lo speaker a tempo perso. Avrebbe riabbracciato anche il suo adorato pubblico di ascoltatori, e di questo era sinceramente felice. Ma un velo di dispiacere si annidava dentro di lui. I giorni passati ad Aspen con Candy erano stati bellissimi. E poi, gli amici di sempre, Jane, il concerto, il doppio salvataggio a Donati: tutte cose che sarebbero perennemente rimaste scolpite nella sua memoria. Passarono a salutare il tenente Cobb, il quale si dimostrò felicissimo di vederli ma altrettanto dispiaciuto al pensiero della loro partenza. Li ringraziò infinitamente per il lavoro svolto, e consegnò loro un attestato ufficiale di ringraziamento. Si diressero quindi in ospedale da Jane, la quale sembrava avere bene assorbito i balli della sera precedente, anzi, sembrava in splendida forma! “ Forza ragazzi, venite! Indossate le mascherine!”. La seguirono e trovarono Donati che respirava da solo, senza l’aiuto della macchina, e ne furono entusiasti. “Il signor Donati ha da dirvi qualcosa, ma non sforzatelo troppo!” esclamò la dottoressa. “Ragazzi” disse con la voce rotta da tanta sofferenza “ Jane mi ha raccontato tutto, ed anche il tenente Cobb che mi ha fatto visita, mi ha spiegato tante cose!” si fermò un attimo e tossì !” Volevo solo dirvi che non so come ringraziarvi; la vita non ha prezzo, ma penso di farvi una cosa gradita offrendo a tutti voi una settimana all’anno nel mio albergo, da oggi sino all’eternità, ogni santissimo anno. Vi prego, accettate e non datemi il dispiacere di un rifiuto, il mio fisico non lo reggerebbe” e ridacchiò “Ho deciso: ogni anno sarete miei ospiti…tutto compreso. Grazie ancora, se sono qui a parlare lo devo solo a voi! Ciao a tutti e fate buon viaggio! Ora son stanco e mi devo riposare ”e  si girò su un fianco sotto lo sguardo vigile di Jane. Uscirono e si accomodarono in saletta. “Che ne pensate?” disse Jane. “Siamo commossi!” disse Ellery “  E’ stato un bel gesto anche se non necessario. Non si salva la vita ad una persona per soldi, ma apprezziamo l’offerta e la onoreremo di certo, sia perché così non offenderemo Donati, sia per ricreare questa allegra combriccola!” . “Siamo veramente commossi!” disse Candy  “ Donati si è dimostrato veramente gentile, E’ veramente la brava persona che ci avevano raccontato!”. “Già!” disse Roby “ Proprio una brava persona!”. “Abbiamo l’aereo alle ore 18!” disse Ellery rivolto a Jane “Verrai a salutarci?”. “E come potrei mancare!” rispose commossa. Consumarono il pranzo con molta tranquillità: la consapevolezza di aver contribuito positivamente alla salvezza di una vita umana, li faceva sentire veramente bene, in pace con loro stessi e con quel mondo che non sempre riservava solo cose belle. Ma in questo caso, con la loro performance avevano fatto sorridere questo strano mondo e ne erano contenti. Salutarono tutto lo staff dell’hotel, con la promessa che sicuramente si sarebbero rivisti. Erano nel pullman navetta e con la coda dell’occhio l’insegna del Crystal diventava sempre piu’ piccola, sino a scomparire. Poco avanti c’erano anche le loro tre amiche di Puka Beach e dintorni: anche per loro era arrivato il triste momento di tornare a casa. All’aeroporto trovarono Jane, pronta a salutarli : “ Ragazzi, mi mancherete tantissimo. Mi sono divertita un sacco, come non mi capitava da qualche tempo. Adesso non avrò piu’ quelle belle serate trascorse insieme e tornerò ai miei vecchi ritmi abituali. Chissà … prima o poi troverò anch’ io qualcuno con cui fare coppia fissa!”. “Te lo auguriamo di tutto cuore!” dissero in coro. “Beh!” disse Ellery “Siamo arrivati al momento dei saluti; sono sempre tristi, ma qualcuno deve pure iniziare a farli. Poiché l’aereo è in partenza, inizierò io, anche se non vorrei. Sono contento di aver trovato un’amica simpatica e brava come te. Ti aspettiamo a Puka Beach, ma appena  arrivati ti scriveremo e ti assicuro che ci terremo in contatto!”. “Mi raccomando” esclamò Candy “ Ti aspettiamo: abbiamo tanti posti da farti visitare!”. “E tanti pub dove portarti!” aggiunse Roby . Si abbracciarono e qualche lacrima solcò i loro visi. I primi ad imbarcarsi furono  Francy, Chrissy e Gabry , seguiti a ruota dal resto della band. Ellery e Candy erano ovviamente seduti vicino in aereo, ed appena eseguita la manovra di decollo si slacciarono le cinture, e la ragazza chiese al fidanzato : “ Fra poche ore saremo a casa. Abbiamo trascorso giorni bellissimi e gli avvenimenti si sono succeduti a ritmo incalzante. Chissà cosa troveremo nella quotidianità del nostro ritorno?”. Ellery la fissò negli occhi, e disse: la nostra quotidianità è speciale. E’ ricca di amore e di divertimento. La vita poi può riservarci delle belle parentesi alternative com’è successo qua ad Aspen. Le diete un bacio sulle labbra e disse:  “Life is life, this was just an holiday! “.

The end.

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